Passione secondo Matteo

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Passione secondo Matteo
Compositore Johann Sebastian Bach
Numero d'opera BWV 244
Epoca di composizione 1727
Prima esecuzione 11 aprile 1727
Organico

per voci soliste, doppio coro e doppia orchestra

La Passione secondo Matteo (Matthäuspassion) di Johann Sebastian Bach (BWV 244) è una composizione di musica sacra per voci soliste, doppio coro e doppia orchestra, su libretto di Picander. Si tratta della trasposizione musicale dei capitoli 26 e 27 del Vangelo secondo Matteo, inframezzata da corali e arie.

Struttura dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Le trasposizioni musicali barocche della Passione divennero comuni alla fine del XVII secolo. Come nelle altre passioni in forma d'oratorio, l'allestimento di Bach presenta il testo evangelico di Matteo (cap. 26 e 27) in modo relativamente semplice, prevalentemente con l'utilizzo del recitativo, mentre le arie e gli ariosi utilizzano un commento scritto comunque con l'ispirazione degli eventi biblici.

Due aspetti caratteristici della passione di Bach traggono la loro origine dalle altre opere sacre di Bach stesso. Uno è il formato con doppio coro, derivato dai suoi stessi mottetti e da mottetti che generalmente erano utilizzati per il servizio domenicale. L'altro è l'uso esteso dei corali a quattro parti, come se fossero delle interpolazioni e del cantus firmus in vasti movimenti polifonici, ad esempio “O Mensch, bewein dein’ Sünde gross” nella conclusione della prima parte - movimento che quest'opera ha in comune con la Passione secondo Giovanni - e il movimento di apertura, in cui i soprani cantano in ripieno (spesso al giorno d'oggi cantato da voci bianche) generando un momento di grande polifonia ma anche di tensione armonica.

La narrazione dei testi del Vangelo è curata dal tenore solista che canta interamente con un recitativo libero, accompagnato soltanto da un basso continuo. Ogni volta che un personaggio parla nella storia, un nuovo solista canta le relative parole, anche in recitativo; oltre a Gesù, ci sono parti per Giuda, Pietro, uno dei sommi sacerdoti, Ponzio Pilato, la moglie di Pilato e due ancelle, sebbene in pratica non tutte le diverse parti sono cantate da coristi diversi. Due passi sono cantati da un paio di solisti che rappresentano due che parlano contemporaneamente ed un certo numero di passi, detti turba sono cantati alternativamente da uno dei due cori a simboleggiare un certo numero di persone che parlano insieme. Questi ultimi non sono dei recitativi, ma musica metrica convenzionale.

I recitativi di Gesù sono facilmente riconoscibili dal momento che sono quasi sempre accompagnati non dal solo continuo ma dall'intera sezione dei violini dell'orchestra, utilizzando note di lunga durata che creano un suono pieno e appoggiato, noto come halo di Gesù. Soltanto le sue ultime parole, Eli, eli, lama sabachthani, sono cantate senza detto halo.

Testi interpolati[modifica | modifica wikitesto]

Le arie, che utilizzano i testi di Picander, sono inframezzate tra le sezioni del testo evangelico e sono cantate da diversi solisti con un'ampia varietà di strumenti di accompagnamento, come è tipico dello stile dell'oratorio.

Il testo interpolato fa riferimento ad una teologia che pone il sacrificio sulla croce ad un livello molto personale. Praticamente tutti i testi esaltano il significato delle sofferenze di Gesù crocifisso, dalla corale Ich bin’s, ich sollte büßen (Sono io colui che doveva soffrire le pene dell'inferno) fino al desiderio espresso dal contralto di tergere Gesù con le proprie lacrime (Buß und Reu), e all'offerta espressa dal basso di seppellire lui stesso il corpo di Gesù (Mache dich, mein Herze, rein). A Gesù spesso i personaggi si riferiscono come mio Gesù. Il coro, che esprime profonda rabbia nei confronti di Giuda, tanto da invocare l'inferno che possa inghiottirlo, viene anch'esso ripreso da Gesù: coloro che prendono la spada, periscono di spada. Non è un caso che i cori si alternino tra la partecipazione alla narrazione (nelle parti della folla) e nel commento impersonando il ruolo del fedele contemporaneo; c'è un'identificazione tra i due ruoli.

Ad ogni modo, è significativo il fatto che non vi sia alcuna menzione alla futura Resurrezione in nessuno dei testi. La chiesa protestante moderna considera la crocifissione principalmente come preludio alla Pasqua, importante solo per il fatto che la resurrezione non è possibile senza la morte.

In Bach, seguendo la strada di Anselmo di Canterbury, la crocifissione stessa è il punto d'arrivo, la sorgente della redenzione. L'enfasi è sulla sofferenza di Gesù al posto dei peccatori, ed è la resurrezione ad essere secondaria, importante solo per mostrare il potere di Dio e per dare un esempio di ciò in cui la redenzione dal peccato può consistere. Il coro canta, strappami dalle mie paure / Attraverso la tua stessa paura e dolore. Il basso, chiamandola la dolce croce, dice Sì, di certo questa carne e sangue in noi / vuole essere forzato alla croce; / questo è il meglio per la nostra anima, / quanto più amaro essa sente.

Il dolore a cui ci si riferisce nel movimento iniziale non è dolore per Gesù morto, ma piuttosto per il nostro proprio essere peccatori, culminante nel corale O Agnello di Dio cantato dai bambini, richiamando il sacrificio rituale di Gesù come un agnello dell'Antico Testamento, come un'offerta per il peccato. Questo tema è rinforzato dal corale che conclude la prima parte: O Mensch, bewein' dein Sünde gross..., (O uomo, piangi il tuo gran peccato).

Stile della composizione[modifica | modifica wikitesto]

La musica di Bach è profonda almeno quanto lo è il testo. I suoi recitativi non sono mai meccanici, ma impostano l'atmosfera per ciascun brano, spesso enfatizzando le parole che sono più cariche da un punto di vista emozionale come ad esempio crocifiggere, uccidere o piangere con melodie caratterizzata da forti cromatismi. La descrizione del pianto di Pietro successiva all'episodio del rinnegamento è particolarmente violenta. Le profezie di Gesù relative alla sua condanna a morte sono accompagnate con accordi di settima diminuita e brusche modulazioni; interessante il confronto con la musica relativamente più allegra dell'istituzione dell'Eucaristia (bevete voi tutti, questo è il mio sangue...). Il canto del gallo e lo spargimento di profumo sul capo di Gesù costituiscono delle vere e proprie linee pittoriche. Nonostante questi dettagli siano più difficili da riconoscere per l'ascoltatore contemporaneo, all'epoca di Bach il recitativo era infatti molto diffuso e l'orecchio più allenato, lo sforzo necessario è ben impiegato. È sufficiente pensare ad esso come ad una lettura fortemente drammatica, prima ancora che ad una musica, allora questi dettagli saranno più facilmente udibili ed interpretabili. Nelle parti della folla, i due cori si alternano, dando all'ascoltatore l'impressione udire folla da ambo i lati (per esempio, Weissage uns, Christe) e a volte cantano insieme (Herr, wir haben gedacht); in altri momenti soltanto un coro canta (il I coro prende sempre la parte dei discepoli) o alternandosi, come ad esempio alcuni astanti dicono Chiama Elia e altri dicono Vediamo se Elia viene ad aiutarlo.

Nelle arie, gli strumenti (sia in assolo che insieme) vanno di concerto con le voci, probabilmente costituendo qualcosa di ineguagliato per bellezza in tutti gli scritti bachiani. Oltre alle eccellenti melodie e al contrappunto, ci sono delle coincidenze spettacolari della composizione rispetto al testo. Ad esempio, in Buß und Reu, i flauti iniziano a suonare uno staccato che somiglia ad un acquazzone mentre il contralto canta il suo pianto dirotto e scoppia in lacrime. I violini suonano un motivo violento per simboleggiare la flagellazione in Erbarm’ es, Gott. In Blute nur, il passaggio sul serpente è marcato da una melodia sinuosa e ondeggiante. La folla grida Crocifiggilo due volte con un tema dissonante e frastagliato; ma nell'intermezzo, il quieto e meditativo Aus Liebe will mein Heiland sterben simboleggia la calma interiore delle fede in un mondo di violenza, con pause frequenti ed una sensazione paradisiaca, in assenza perfino del supporto del basso continuo. Da notare infine una particolarità assai frequente nella musica sacra di Bach: la parola Kreuz, ovvero Croce è sempre accompagnata da una nota che, nella melodia principale, è innalzata di un semitono, ovvero di un diesis che in tedesco si dice, per l'appunto, Kreuz

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Passione secondo Matteo è stata scritta nella sua prima versione (BWV244b) probabilmente nel 1727. Solo due delle quattro (o cinque) versioni della Passione che Bach scrisse sono giunte fino a noi; l'altra passione è quella secondo Giovanni. La Passione secondo Matteo è stata eseguita per la prima volta Venerdì Santo 11 aprile 1727 e probabilmente replicata Venerdì Santo 1729 nella chiesa di San Tommaso (Lipsia), dove Bach era kantor. Egli la modificò nel 1736 e fu di nuovo eseguita il 30 marzo 1736, questa volta includendo due organi nella strumentazione.

La Passione secondo Matteo non fu eseguita al di fuori di Lipsia fino al 1829, quando Felix Mendelssohn ne eseguì una versione abbreviata a Berlino, con grande successo.

Descrizione dei brani[modifica | modifica wikitesto]

Segue qui una descrizione di ogni brano, con la numerazione seguita nell'edizione Bärenreiter Urtext

1-Coro "Kommt, ihr Töchter, helft mir klagen". La tonalità è quella di mi minore. I grandi protagonisti qui sono i due cori (specialmente il primo) e l'orchestra. Il testo è un invito: "Venite, fanciulle, unitevi al mio lamento, Guardate! Chi? Lo sposo, guardatelo. Cosa? Come un agnello" e che continua con altre invocazioni di questo tipo. L'eccezionale ampiezza e complessità del brano merita qualche parola di commento. La scrittura armonica è estremamente intricata e una tensione continua viene mantenuta fino al termine del brano, che dura più o meno nove minuti. In diversi punti, i due cori dialogano fra loro, creando una specie di effetto stereofonico. Al di sopra di otto voci distinte fornite dal coro ed almeno altrettante suonate dall'orchestra, un corale è declamato, quasi scandito, da un coro di voci bianche (la partitura indica il termine generico "soprani in ripieno", tradizionalmente questa parte è eseguita o da un coro di voci bianche, oppure da un ulteriore gruppo di soprani). La linea melodica è sostanzialmente la stessa delle altre voci, ma il tempo è rallentato della metà, in un artificio contrappuntistico noto come "aumentazione". In questa scrittura trapela una sicurezza sconvolgente nella composizione e tutta la fierezza della fede protestante nella sua intima essenza. Si tratta di un enorme, monumentale portale d'ingresso che tiene in piedi tutta la passione e che finisce in un crescendo strumentale e vocale di amplissima portata.

2-Siamo all'inizio della passione, Gesù annuncia ai suoi discepoli che sarà tradito e crocifisso (Evangelista, Gesù).

3-Ecco il primo corale protestante: "Gesù beneamato, che cosa hai fatto perché la sentenza contro di te sia così crudele?". Un corale si riconosce facilmente per la scrittura omofonica a cori riuniti (tutti quelli che cantano seguono rigorosamente lo stesso ritmo).

4a-La scena si sposta nel tempio, dove i sacerdoti decidono di catturare Gesù ed ucciderlo (Evangelista).

4b-Ecco il primo intervento del coro nella veste della folla. La Pasqua si avvicina: "Non durante la festa" (Ja nicht aus das Fest). Qui la scrittura è contrappuntistica ed abbastanza articolata. Bach rappresenta con le voci che si intrecciano l'odio espresso dalla folla dei sacerdoti (Cori I e II).

4c-L'episodio della donna che versa un profumo prezioso sul capo di Gesù. I discepoli sono sdegnati (Evangelista)

4d-"Perché questo spreco? lo si sarebbe potuto rivendere e devolverne la somma ai poveri". Il coro I rappresenta i discepoli "Wozu dienet dieser Unrat?". Anche qui la penna di Bach rappresenta lo sdegno degli apostoli con una scrittura contrappuntistica.

4e-Gesù se ne accorge e li rimprovera (Evangelista, Gesù)

5-Recitativo: commento sul comportamento della donna e dei discepoli (Contralto)

6-Aria sullo stesso tema del recitativo che precede (Contralto)

7-Si racconta dell'offerta di tradimento che Giuda fa ai sacerdoti (Evangelista, Giuda)

8-Aria: Commento sul tradimento di Giuda (Soprano)

9a,b,c,d-I discepoli chiedono a Gesù dove desideri consumare la Pasqua. A tavola, Egli annuncia che sarà tradito da uno di loro (Evangelista, Coro I, Gesù)

9e-I discepoli atterriti rispondono "Signore, sono forse io?" ("Herr, bin ich's"). La parola "Herr" cantata dal coro è facilmente percepibile. È pronunciata esattamente undici volte... (Coro I)

10-Corale: "Sono io che dovrei espiare..." (Cori I e II)

11-Gesù risponde agli apostoli ed indica come traditore colui che intinge il pane nel suo piatto. Giuda risponde: "Sono forse io, Rabbi?" "Tu l'hai detto". Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo... (Evangelista, Gesù, Giuda)

12-Recitativo di commento (Soprano)

13-Aria collegata al recitativo che precede (Soprano)

14-Dopo aver cantato i salmi, si spostano nel giardino degli ulivi. Gesù parla ai discepoli, accennando agli avvenimenti funesti sempre più vicini (Evangelista, Gesù)

15-Corale: "Riconoscimi, o mio pastore..." (Cori I e II)

16-Pietro annuncia di non voler mai rinnegare il suo signore. Gesù gli risponde che lo farà tre volte prima del mattino (Evangelista, Gesù, Pietro)

17-Corale: "Voglio rimanere al tuo fianco..." (Cori I e II)

18-Cristo si reca in un luogo chiamato Getsemani, lasciando indietro i suoi discepoli. (Evangelista, Gesù)

19-Recitativo e corale "O dolore..." (Tenore, Cori II)

20-Aria a due cori. Il tenore solista dialoga con i due cori. Si tratta forse di una delle più belle arie di tutta la Passione, con uno splendido tema affidato prima ai morbidi languori dell'oboe solista e poi al tenore, con un espressivo dialogo fra il solista ed i cori. Il testo è un commento poetico a questo momento della passione.

21-Gesù prega il Padre di allontanargli questo calice amaro (Evangelista, Gesù)

22-Recitativo di commento (Basso)

23-Aria collegata al precedente recitativo (Basso)

24-Gesù ritorna presso i discepoli e li trova addormentati... la carne è debole. Gesù accetta di bere il calice. (Evangelista, Gesù)

25-Corale "Sempre sia fatta la volontà del signore..." (Cori I e II)

26-Gesù prega per la terza volta ed annuncia ai discepoli che l'ora in cui il Figlio dell'Uomo sarà consegnato si avvicina. Ecco arrivare Giuda, con il famoso bacio. Gesù viene catturato (Evangelista, Gesù, Giuda)

27a-Aria di commento alla situazione. Magnifico duetto fra contralto e soprano solisti, con intermezzi del coro II (Contralto, Soprano, Coro II).

27b-Violentissimo commento cantato dai due cori in una complessa e veemente scrittura polifonica: "I lampi e il tuono sono spariti fra le nuvole? Apri le tue profondità infuocate, o inferno! Brucia, distruggi, inghiotti, divora con rabbia improvvisa il vil traditore, l'assassino coperto di sangue" (Sind Blitze, sind Donner...) (Coro I e II)

28-L'episodio dell'orecchio tagliato: chi di spada ferisce... I discepoli lo abbandonano e fuggono. (Evangelista, Gesù)

29-Si è conchiusa la prima parte della passione. Ecco il secondo grandissimo coro (che Bach utilizzò anche come incipit della seconda versione della Passione secondo Giovanni) "O Mensh, bewein' dein Sünde gross...", "O uomo, piangi il tuo gran peccato, per cui il Cristo si è allontanato dal padre...". Anche qui la scrittura è molto complessa, anche se non così tesa come nel primo coro. Di nuovo, la musica è espressione solida dell'essenza della religione protestante. (Coro I e II)

30-La seconda parte della passione inizia con una bell'aria di contralto: "Ach! nun ist mein Jesus hin!" (Ah, ecco che il mio Gesù se n'è andato). Anche qui, il solista dialoga con il coro II in un delicato gioco di domande e risposte (Contralto, Coro II)

31-L'evangelista descrive la situazione: Cristo è portato davanti a Caifa e Pietro attende fuori del palazzo del gran sacerdote per vedere come evolve la situazione. I grandi sacerdoti cercano un pretesto per condannare Gesù (Evangelista)

32-Corale "Il mondo mi ha giudicato falsamente con menzogne e false testimonianze..." (Cori I e II)

33-Entrano in scena due testimoni che riportano l'affermazione del tempio: "Io posso distruggere il santuario di Dio e ricostruirlo in tre giorni". Interrogato, Gesù non risponde (Evangelista, Testimoni, Gran Sacerdote)

34-Recitativo: "Il mio Gesù tace davanti alla calunnia..." (Tenore)

35-Aria: "Pazienza, quando le lingue biforcute mi mordono..." (Tenore)

36a-Il Gran Sacerdote domanda a Gesù se veramente è il Messia. "Tu lo dici...". Il Gran Sacerdote domanda quindi ai sacerdoti del tempio la loro opinione (Evangelista, Gran Sacerdote, Gesù)

36b-"Merita la morte" (Coro I e II)

36c-"E loro sputarono sulla sua faccia, lo picchiarono ed altri gli colpirono il viso dicendogli" (Evangelista)

36d-Weissage uns, Christe, wer ist's, der dich schlug? "Per noi, fai un po' il profeta, Messia: chi è che ti ha colpito?". I due cori rappresentano i sacerdoti e la folla che si fanno beffe di Gesù (Coro I e II)

37-Corale "Chi t'ha colpito, mio Salvatore?" (Coro I e II)

38a-Inizia il racconto del rinnegamento di Gesù da parte di Pietro. Due serve lo accusano. (Evangelista, Serva I, Pietro, Serva II)

38b-Il coro rappresenta il gruppo di persone che accusa Pietro per la terza volta: "Anche tu eri dei loro: il tuo accento ti tradisce". Pietro rinnega per la terza volta. Un gallo canta e Pietro si rende conto di quello che ha fatto (Evangelista, Coro II, Pietro)

39-Bell'aria di contralto: "Abbi pietà di me, mio Dio, in nome delle mie lacrime..." (Contralto)

40-Corale: "Ti ho appena abbandonato e già ritorno da te..." (Coro I e II)

41a-Giuda si pente e vuole rendere il denaro ricavato dal tradimento. I sacerdoti gli rispondono sprezzanti: (Evangelista, Giuda)

41b-"Che cosa ci importa, è un tuo problema" (Was gehet uns das an? da siehe du zu) (Coro I e II)

41c-Giuda getta il denaro nel tempio e fugge ad impiccarsi. I sacerdoti raccolgono il denaro e dichiarano che non lo si può versare nel tesoro pubblico perché macchiato dal sangue (Evangelista, Sacerdoti I e II)

42-Aria: "Restituitemi il mio Gesù..." (Basso)

43-Il denaro viene utilizzato per acquistare un terreno per seppellire degli stranieri. La scena passa all'interrogatorio di Gesù da parte di Pilato. (Pilato, Gesù)

44-Corale "Affida la tua strada e quello che ferisce il tuo cuore..." (Coro I e II)

45a-È festa ed un condannato verrà graziato, si tratta di scegliere chi sarà il fortunato. La moglie di Pilato interviene per difendere Gesù: "Non hai nulla a che fare con gli affari di questo uomo giusto: sono stata tormentata in sogno a causa sua". Ma i gran sacerdoti hanno già aizzato le folle e queste rispondono alla domanda di Pilato con un sonoro, agghiacciante e drammatico BARABBA!!! Pilato chiede dunque cosa fare con Gesù (Evangelista, Pilato, Moglie di Pilato, Coro I e II)

45b- La folla risponde con immane violenza: crocifiggilo, CROCIFIGGILO. La scrittura veementemente contrappuntistica aggiunge carica drammatica alla situazione. Le quattro voci del coro (bassi, tenori, contralti e soprani) entrano in successione in una agghiacciante progressione ascendente, sostenute da un'orchestra in rapido movimento (Coro I e II)

46-Corale "Che strana punizione... il buon pastore soffre per le sue pecorelle..." (Coro I e II)

47-Pilato chiede alla folla che male ha fatto (Evangelista, Pilato)

48-Bellissimo recitativo di soprano: "Ha fatto del bene a tutti..." (Soprano)

49-Delicatissima aria collegata al precedente recitativo, a commento della situazione "Per amore, il mio salvatore vuole morire..." (Soprano)

50a-Ma la folla stride sempre più forte (Evangelista)

50b-CROCIFIGGILO, CROCIFIGGILO. Si tratta dello stesso brano già ascoltato in precedenza, ma alzato di un semitono. Ne risulta una tessitura vocale più tesa, che aggiunge violenza e drammaticità alla terribile sentenza di morte. (Coro I e II)

50c-Pilato non sa più che fare e se ne lava le mani, dichiarandosi innocente del sangue che verrà versato (Evangelista, Pilato)

50d-La folla inferocita risponde che il suo sangue ricadrà su di essa e sulla sua prole. Di nuovo, un violentissimo intervento della folla interpretato dal coro con una complessa scrittura contrappuntistica (Coro I e II)

50e-Barabba viene rilasciato, Gesù fatto flagellare e consegnato perché sia crocifisso (Evangelista)

51-Recitativo "Abbi pietà, o Dio..." (Contralto)

52-Aria di contralto, collegata al recitativo "Se i miei pianti e le mie lacrime..." (Contralto)

53a-I soldati si prendono gioco di Gesù, ponendogli un manto di porpora ed una corona di spine ed inginocchiandosi di fronte a lui gli dicono (Evangelista)

53b-"Salute a te, o re dei Giudei", nuovo violento intervento del coro (Coro I e II)

53c Sputano su di lui, lo picchiano (Evangelista)

54-Corale "O testa coperta di sangue e di ferite..." (Coro I e II)

55-Simone aiuta Gesù a trasportare la croce (Evangelista)

56-Recitativo "Si, che la mia carne e il mio sangue siano mortificate sulla croce..." (Basso)

57-Aria collegata al recitativo "Vieni o dolce croce, così dirò..." (Basso)

58a-Arrivati al luogo detto Golgota, Gesù viene crocifisso (Evangelista)

58b-I passanti insultano il Cristo in croce: "Tu, che distruggi il santuario e lo ricostruisci in tre giorni, salvati da solo, se ne sei capace, se sei il figlio di Dio, scendi dalla croce, allora!" Violento e terribile intervento dei cori (Coro I e II)

58c-Anche gli scriba, gli anziani i sacerdoti si prendono gioco di lui (Evangelista)

58d-"Salva gli altri e non può salvare lui stesso..." Ancora una potentissima scrittura contrappuntistica sottolinea il crudo passaggio, che termina in un terribile unisono delle otto voci dei due cori: "lui ha detto: Io sono il figlio di Dio" (Coro I e II)

58e-Anche i banditi crocifissi con lui lo insultano allo stesso modo (Evangelista)

59-Recitativo (Contralto)

60-Aria di contralto legata al precedente recitativo. Da notare il dialogo con il coro II in un gioco concitato di domande e di risposte. (Contralto, Coro II)

61a-Le tenebre scendono, verso le tre Gesù urla "Eli, Eli, lama sabachtani" qualcuno lo sente (Evangelista, Gesù)

61b-"Quest'uomo invoca Elia" (Coro I)

61c-Una spugna imbevuta d'aceto viene porta a Gesù ma qualcuno dice... (Evangelista)

61d-"Aspetta, aspetta, vediamo se Elia viene a salvarlo". Si legge un po' di scherno, ma qualche dubbio comincia ad affiorare nella folla (Coro II)

61e-Ma Gesù, gridando un'ultima volta, muore (Evangelista)

62-Corale "Quando un giorno dovrò partire..." (Coro I e II)

63a-Concitatissimo recitativo, sostenuto con violenza dai bassi d'orchestra: "Il velo del tempio si lacera, la terra trema, le rocce si fendono..." Il centurione arriva e la folla impaurita grida (Evangelista)

63b-"Costui davvero era il figlio di Dio". Si noti come adesso la violenta espressività del contrappunto lascia lo spazio ad una scrittura più distesa delle parti corali (Coro I e II).

63c-Pilato rende il corpo di Gesù alle donne ed a Giuseppe d'Arimatea (Evangelista)

64-Recitativo di commento (Basso)

65-Aria "Purifica il mio cuore, voglio donare a Gesù la sua tomba..." (Basso)

66a-Il corpo di Cristo viene preparato per la sepoltura. I sacerdoti ed i Farisei si recano da Pilato (Evangelista)

66b-"Signore, noi ci siamo ricordati che quest'impostore ha detto che sarebbe resuscitato dopo tre giorni. Fai in modo che il sepolcro sia sorvegliato". Ultimo intervento del coro nella sua veste più violenta (Coro I e II)

66c-Pilato lo permette (Evangelista, Pilato)

67-Recitativo (con interventi del coro) "Adesso il signore è stato portato verso il suo riposo... mio Gesù, dormi in pace..." (Soprano, Alto, Tenore, Basso, Coro I e II)

68-L'ultimo grande arco conclusivo della Passione secondo Matteo, terzo grande coro "Wir setzen uns mit Tränen nieder..." e terzo grande manifesto di fede.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Applegate, Celia, Bach in Berlin: Nation and Culture in Mendelssohn’s Revival of the St. Matthew Passion, Cornell University Press, 2005.
  • Casino (1995 Film), "Matthaus Passion", chapters 26 and 27.
  • Platen, Emil, Die Matthäus-Passion von Johann Sebastian Bach, Kassel, Bärenreiter, 1991.
  • Rifkin, Joshua, "The Chronology of Bach's Saint Matthew Passion". In Musical Quarterly, lxi (1975). 360–87
  • Werker, W., Die Matthäus-Passion, Leipzig, 1923.

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