Passer melanurus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Passero del Capo
Passer melanurus (male).jpg
Maschio di Passer melanurus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Passerida
Superfamiglia Passeroidea
Famiglia Passeridae
Genere Passer
Specie P. melanurus
Nomenclatura binomiale
Passer melanurus
(Statius Müller, 1776)
Sinonimi

Loxia melanura
Statius Müller, 1776

Sottospecie
  • P. m. damarensis
  • P. m. melanurus

Il passero del Capo (Passer melanurus (Statius Müller, 1776)) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia Passeridae, diffuso nell'Africa del Sud.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il passero del Capo è molto colorato; le sue dimensioni variano da 14 a 16 cm. Il maschio è provvisto di una testa nera con un ampio segno bianco su entrambi i lati, sulla gola è presente inoltre una fascia nera stretta che collega la pettorina nera del seno alla parte nera della testa. Le parti inferiori sono grigiastre; più scure sulle fasce, il collo del maschio è di un grigio acceso, mentre le sue spalle e la schiena sono castane luminose. Tutti i maschi hanno un cerchio bianco sotto alle ali nere. La coda è striata di grigio e nero.[3][4][5]

Femmina

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

L'areale della specie è ristretto all'Africa del Sud, e comprende l'Angola, la Namibia, il Botswana, lo Zimbabwe, il Sudafrica, il Lesotho e lo Swaziland.[1][2]

Il suo habitat originario era costituito dalla savana semi-arida e dalle woodland sudafricane. L'insediamento umano nei suoi territori l'ha portato ad adattarsi anche alle città, dove predilige habitat con una pioggia annuale inferiore a 75 cm, anche se in zone desertiche si osserva spesso vicino a corsi d'acqua o ruscelli. Compete sia con il nativo Passer diffusus, sia con l'introdotto passero domestico.[6][7]

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Voce[modifica | modifica wikitesto]

Le vocalizzazioni sono molto simili a quelle del passero domestico, ma più musicali. La verso tipico, simile ad un cissip, cirrup, criip, o cirriciup, viene utilizzato durante il volo: i maschi spesso emettono suoni acuti per comunicare agli altri il possesso del proprio nido.[4]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Come moltri altri uccelli si nutre di semi e grano; inoltre si nutre raramente delle uova dei rettili.[8]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Il passero del Capo è una specie sociale, vive in stormi numerosi e alcune volte interagisce con membri di altre specie. Un comportamento bizzarro è però stato descritto a Johannesburg. I ricercatori hanno notato che gruppi di 20-30 uccelli separati dal proprio gruppo si chinano a terra, con la testa alta e la coda abbassata, dopodiché questi individui iniziano a saltellare lentamente, poi spiegano le ali e si liberano in volo per circa 50 cm di altezza. Rimane ancora sconosciuta la ragione che conduce a manifestare questo strano comportamento, che non è riportato in nessun'altra specie di passeri.[6]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Fu descritto per la prima volta da Philipp Ludwig Statius Müller nel 1776, come Loxia melanura. Altri biologi lo inserirono tra nei generi Loxia o Fringilla; studi recenti hanno invece concluso attribuito il passero del capo al genere Passer.
Sono state distinte due sole sottospecie:[2]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Il passero del Capo è una specie che va piuttosto d'accordo con l'uomo ed è considerata a minimo rischio di estinzione dalla IUCN. Può risultare dannosa per l'agricoltura, soprattutto per le coltivazioni di grano e per i vigneti.[1]

Passer melanurus nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

È apparso più volte nelle monete del rand sudafricano.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) BirdLife International 2012, Passer melanurus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ a b c (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Passeridae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 9 maggio 2014.
  3. ^ (EN) Clement, Peter, Harris, Alan; Davis, John, Finches and Sparrows: an Identification Guide, Princeton, New Jersey, Princeton University Press, 1993, pp. 456–457, ISBN 0-691-03424-9.
  4. ^ a b (EN) Summers-Smith, J. Denis, The Sparrows: a study of the genus Passer. illustrated by Robert Gillmor, Calton, Staffs, England, T. & A. D. Poyser, 1988, p. 68, ISBN 0-85661-048-8.
  5. ^ (EN) Stark, Arthur C., The Birds of South Africa, I, Londra, R. H. Porter, 1900, 159-162.
  6. ^ a b (EN) Summers-Smith, J. Denis, The Sparrows: a study of the genus Passer. illustrated by Robert Gillmor, Calton, Staffs, England, T. & A. D. Poyser, 1988, pp. 70-71, ISBN 0-85661-048-8.
  7. ^ Pinowski, J.; and Summers-Smith, J. D., Summers-Smith J. D., Changes in distribution and habitat utilisation by members of the genus Passer in Granivorous birds in the agricultural landscape, Varsavia, Pánstwowe Wydawnictom Naukowe, 1990, pp. 11–29, ISBN 83-01-08460-X.
  8. ^ (EN) Hockey, P. A. R., Dean, W. R. J.; and Ryan, P. G., Dean, W. R. J. "Cape Sparrow Passer melanurus" in Roberts Birds of Southern Africa, 7th. ed., Cape Town, The Trustees of the John Voelcker Bird Book Fund, 2005, pp. 1084–1086, ISBN 0-620-34053-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Clement, P., Harris, A.; Davis, J., Finches and sparrows, Londra, Christopher Helm, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Passer melanurus in Avibase - il database degli uccelli nel mondo, Bird Studies Canada.