Pasquier Quesnel

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Pasquier Quesnel

Pasquier Quesnel (Parigi, 14 luglio 1634Amsterdam, 2 dicembre 1719) fu un teologo e religioso francese, oratoriano, famoso per i suoi scritti e per la lunga lotta che dovette sostenere nella querelle giansenista in Francia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in un'antica famiglia aristocratica, studiò dapprima al collegio dei gesuiti a Clermont, poi teologia e filosofia alla Sorbona di Parigi. All'età di 23 anni entrò nella Congregazione dell'Oratorio dove venne impiegato soprattutto nell'educazione dei giovani. Nel 1657 fu ordinato sacerdote. Entrò in amicizia col capofila dei giansenisti Antoine Arnauld nel seminario di Saint-Magloire, nel quale Quesnel era vicedirettore e Arnauld vi si era rifugiato.

Per i giovani nel 1671 pubblicò un breve manuale sui Vangeli[1]. Il manuale, ampliato, divenne una corposa opera in lingua francese sul Nuovo Testamento[2] che diede origine a vivaci polemiche, dall'approvazione dell'arcivescovo di Parigi Noailles fino alla condanna ad opera di Clemente XI il breve Universi dominici gregis nel luglio 1708. Nel 1675 l'edizione delle opere di papa Leone Magno curata da Quesnel[3] fu messa all'Indice, a causa dell'impronta giansenista delle note e delle dissertazioni che vi erano accluse. Le simpatie giansenista sempre più evidenti in Quesnel portarono dapprima alla sua cacciata da Parigi nel 1681 e al suo esilio a Orléans, e tre anni dopo all'espulsione dall'Oratorio per aver rifiutato di accettare i decreti anti-giansenisti promulgati nel 1672 dal generale de Sainte-Marthe. Dopo l'espulsione dalla Francia (1684) Quesnel visse a Bruxelles in compagnia di Arnauld; alla morte di quest'ultimo (1694), Quesnel fu considerato il principale esponente del giansenismo. Nel 1703 fu arrestato a Bruxelles, ma presto fuggì ad Amsterdam, dove alla fine si stabilì definitivamente.

Nel novembre del 1711 il re Luigi XIV di Francia domandò al papa una nuova bolla (ma rispettosa delle libertà gallicane) che egli stesso si impegnava a far pubblicare. L'8 settembre 1713 usciva la bolla Unigenitus che condannava 101 proposizioni estratte dal libro di Quesnel. Quesnel, d'altronde, non ammise mai che le sue opinioni potessero essere eretiche[4][5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Abbrégé (sic) de la Morale de l'Évangile, ou Pensées chrétiennes sur le texte des quatre évangélistes, pour en rendre la lecture et la méditation plus facile (sic) à ceux qui commencent à s'y appliquer, Paris: chez André Pralard, rue saint Jacques, à l'Occasion, 1672 (Google libri)
  2. ^ Le Nouveau Testament en françois, avec des Réflexions morales sur chaque verset, pour en rendre la lecture plus utile et la méditation plus aisée; Nouvelle édition augmentée, imprimée par ordre de Mgr l'évesque et comte de Chaalons, Paris: chez André Pralard, rue saint Jacques, à l'Occasion, 1687-92 (Google libri)
  3. ^ Sermons de S. Léon, 1er Pape, surnommé le Grand, traduction nouvelle sur l'éd. latine du R. P. Quesnel, Oratorien, Paris: chez André Pralard, libraire, rue Saint Jacques, à l'Occasion, 1673 (Google books)
  4. ^ Pasquier Quesnel devant la Congrégation de l'Index: correspondance avec Francesco Barberini et mémoires sur la mise à l'Index de son edition des œuvres de saint Léon, publiés avec avec introduction et annotations par J.A.G. Tans et H. Schmitz Du Moulin, La Haye: M. Nijhoff, 1974
  5. ^ Correspondance de Pasquier Quesnel pretre de l'oratoire sur les affaires politiques et religieuses de son temps : un janseniste en exil, 2 voll., publiee avec des notes par Albert Le Roy, Paris: Librairie Academique Didier; Perrin, 1900

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • «Pasquier Quesnel». In: Louis-Gabriel Michaud, Biographie universelle ancienne et moderne: histoire par ordre alphabétique de la vie publique et privée de tous les hommes avec la collaboration de plus de 300 savants et littérateurs français ou étrangers, Vol. XXXIV, Paris: Desplaces, 1863

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