Pasquaroli

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I pasquaroli (in dialetto romagnolo pasquarul) sono gruppi di persone che nel periodo dell'Epifania girano di casa in casa a cantare la pasquella o "pasquela", rito benaugurante per un prosperoso nuovo anno.

Si narra che nel periodo delle dodici notti (dal solstizio d' inverno all' epifania)i morti che appartenevano al regno sotterraneo venissero fuori e si incarnassero nell'ultima notte, appunto la dodicesima, negli animali della stalla e che questi ultimi avessero il dono della parola.

Si narra che portasse molta sfortuna a chi avvesse ascoltato i discorsi degli animali e se gli animali avessero parlato male di chi li accudiva se lo sarebbero portato con loro nel mondo sotterraneo.

Era quindi facile vedere che i contadini in quei giorni trattassero le proprie bestie in maniera impeccabile. il canto dalla Pasquella è un canto popolare che nelle sue strofe porge gli auguri al capo famiglia e a tutti i suoi componenti,poi al lavoro e alla prosperità dei campi,e infine venivano fatte le richieste alimentari alla signora di casa.

Indice

[modifica] Il testo della canzone

Prima di entrare in casa si chiede il permesso con una strofa preliminare:

[modifica] Strofa preliminare

« Sgnour padroun arvì la porta

che que forra u' jè la morta e li dentro c'e l'allegria

buona pasqua epifania »

[modifica] Traduzione

« Signor padrone aprite le porte

che qui fuori c'è la morte e li dentro c'è l' allegria

buona pasqua epifania. »

La morte cui si fa riferimento è il richiamo alle anime dei morti che uscivano dalla terra per incarnarsi negli animali. altro collegamento alla superstizione è il fatto che le serate con i pasquaroli si facevano in casa mentre di solito le serate in compagnia si facevano nella stalla luogo decisamente più caldo, questo per lasciare la privacy aale bestie che potevano parlare tra di loro

[modifica] Strofa di auguri alla figlia

« in questa casa c'è una giovane

bella e pronta da marito le augriamo un buon partito

e una buona parentela »

[modifica] Richieste finali

« ad sta cà u jè un po d'tot

de salam e de parsot e no fasì di cumplimeint

du panein a sem cunteint »

[modifica] Traduzione

« in questa casa c'è un po di tutto

del salame e del prosciutto ma non dovete disturbarvi

con due panini siamo contenti »

[modifica] Saluti finali

« terminiamo i nostri canti

salutiamo tutti quanti sia la pace e l' allegria

e buona pasqua epifania »

[modifica] La tradizione che si rinnova

Questa antica tradizione stava scomparendo, ma a metà degli anni '70 è tornata in voga per opera del gruppo di pasquaroli "Il Passatore" di Bulgarnò di Cesena. Da allora le serate precedenti l'Epifania si sarebbero svolte non solo nelle case ma anche nei teatri e in altri locali pubblici.

Oggi sono numerosi i gruppi di pasquaroli presenti sul territorio, il cui target d'età media si è notevolmente ringiovanito. Tra i gruppi più rinomati e numerosi dei tanti esistenti, si possono ricordare: i Pasquarùl d'la Calabrina (Calabrina di Cesena), i Pasquarùl d'la Piòpa (Pioppa di Cesena) il gruppo pasquaroli "E' Strazer De Bosch" (Gambettola), "I Sgumbie' ad Lunzen" (Longiano), i Pasquarùl d'la Tòra de' Môr (Torre del Moro).

Il raduno più importante di alcuni fra questi gruppi viene organizzato dall'ufficio del turismo di Cesenatico (FC) in Piazza Ciceruacchio, antistante il porto canale, nel pomeriggio del 6 gennaio, in occasione dell'Epifania.

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