Partito per l'Indipendenza del Regno Unito

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Partito per l'Indipendenza del Regno Unito
(EN) United Kingdom Independence Party (UKIP)
Leader Nigel Farage
Presidente Jeffrey Titford
Stato Regno Unito Regno Unito
Fondazione 1993
Sede Newton Abbot
Ideologia Euroscetticismo,[1]
Populismo di destra,[1]
Libertarianismo.[1]
Collocazione Destra
Gruppo parlamentare europeo Europa della Libertà e della Democrazia
Seggi Camera dei Comuni
0 / 650
Seggi Camera dei Lord
3 / 724
Seggi Europarlamento
9 / 73
Iscritti 25.500 (25.500[2])
Colori viola e giallo
Sito web ukip.org

Il Partito per l'Indipendenza del Regno Unito (in inglese, United Kingdom Independence Party, UKIP) è un partito politico britannico euroscettico conservatore (nato da un gruppo di scissionisti del Partito conservatore), fondato nel 1993.[1] Il suo obiettivo principale è il ritiro del Regno Unito dall'Unione europea.

È rappresentato da tredici deputati europei al Parlamento europeo, che fanno parte del Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia, fondato il 1º luglio 2009, e due Lords alla Camera dei Lord. Alle elezioni locali del 2013 ha ottenuto il 23% dei consensi (contro il 25% del Partito Conservatore, suo diretto concorrente, e il 29% del Labour), riscuotendo il maggior successo elettorale per un partito inglese dalla seconda guerra mondiale.[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondatori e primi anni[modifica | modifica sorgente]

L'UKIP fu fondato nel 1993 da Alan Sked ed altri membri provenienti tutti dall'Anti-Federalist League. Il loro obiettivo principale era l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. Il nuovo partito attirò alcuni membri dell'ala degli euro-scettici del Partito conservatore, che era stato diviso sulla questione europea dopo che la sterlina fu costretta ad uscire dal meccanismo di cambio europeo nel 1992 (con l'Italia) e la lotta sulla ratifica del Trattato di Maastricht.

Esponenti dell'UKIP si candidarono alle elezioni generali del 1997, ma vennero offuscati da James Goldsmith, leader del partito, anch'esso euro-scettico, Referendum Party. Dopo l'elezione, Sked diede le dimissioni della leadership affermando che il partito era "destinato a rimanere ai margini dello scenario politico". Goldsmith morì subito dopo le elezioni e il suo partito si sciolse, con un conseguente flusso di nuovi sostenitori per l'UKIP. Le elezioni per la leadership del partito furono vinte da un uomo d'affari milionario Michael Holmes e nelle elezioni del 1999 al Parlamento europeo l'UKIP guadagnò tre seggi e il 7% dei voti. In quelle elezioni furono eletti Nigel Farage, futuro leader, Jeffrey Titford e Michael Holmes.

Nei mesi successivi ci fu una lotta di potere tra il leader Michael Holmes e il Comitato Esecutivo Nazionale (NEC). Ciò fu causato in parte dal discorso di Holmes che chiedeva maggiori poteri per il Parlamento europeo a scapito della Commissione europea. I membri del partito costrinsero alle dimissioni sia Holmes che l'intera NEC. Holmes si dimise così nel marzo 2000. Ci fu una battaglia legale quando cercò di continuare come deputato indipendente, fino a che non fu costretto a dimettersi dal Parlamento europeo nel dicembre 2002, venendo sostituito da Graham Booth, il secondo candidato della lista UKIP nell'Inghilterra del Sud-Est. Jeffrey Titford fu così eletto leader del partito.

Elezioni politiche del 2001[modifica | modifica sorgente]

L'UKIP presentò candidati in più di 420 seggi elettorali nelle elezioni politiche del 2001, guadagnando l'1,5% dei voti e non riuscendo ad ottenere qualsiasi rappresentanza a Westminster. Non riuscì a sfondare nelle elezioni per il Parlamento scozzese e l'Assemblea del Galles, nonostante l'adozione della proporzionale. Nel 2002 Titford era ancora leader del partito, ma continuò a sedere come deputato al Parlamento europeo, venendo sostituito al vertice di lì a poco da Roger Knapman.

Robert Kilroy-Silk[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 2004, sulla stampa britannica circolavano speculazioni sul fatto se l'ex deputato del Partito Laburista e presentatore televisivo Robert Kilroy-Silk sarebbe riuscito a prendere il controllo del partito. La tensione crebbe a causa di un discorso di Kilroy-Silk al congresso del partito a Bristol il 2 ottobre 2004, in cui invitava l'UKIP a "uccidere" politicamente il Partito Conservatore (nel senso di scavalcare i conservatori come partito di opposizione).

Nel corso di un'intervista Kilroy-Silk non negò le ambizioni di voler guidare l'UKIP, ma confermò l'impegno di Roger Knapman per le successive elezioni generali. Tuttavia, il giorno seguente durante un'altra trasmissione televisiva, criticò apertamente la leadership di Knapman. Dopo un ulteriore disaccordo con la dirigenza Kilroy-Silk, rassegnò le dimissioni dal Parlamento europeo il 27 ottobre 2004. Costretto alle dimissioni, Kilroy-Silk abbandonò l'UKIP il 20 gennaio 2005. Due settimane dopo, fondò il suo nuovo partito Veritas, portando con sé diversi membri dell'UKIP, tra cui due membri dell'assemblea di Londra. Kilroy-Silk si è successivamente dimesso dal suo stesso movimento.

Elezione del leader del 2006[modifica | modifica sorgente]

L'attuale leader del partito Nigel Farage

Nell'ottobre del 2005, Petrina Holdsworth rassegnò le dimissioni da presidente del UKIP, dalla Sezione Nazionale del partito e dal Comitato Esecutivo. Venne così sostituita come presidente ad interim dall'ex leader del partito, Jeffrey Titford, deputato al Parlamento europeo. Nel dicembre del 2005, David Campbell-Bannerman, un ex-conservatore, divenne nuovo presidente, nominato dal leader Knapman. Dal settembre 2006 Nigel Farage ricopre la carica di segretario del movimento. Il partito ottenne il suo primo membro nel Parlamento quando Bob Spink, che vi sedeva in quanto Conservatore Indipendente, nell'aprile 2008 defezionò dal proprio partito e divenne deputato indipendente.

L'intenzione dichiarata di Farage è quella cambiare la percezione pubblica dell'UKIP, così da apparire non come semplice movimento che si propone l'uscita dall'Unione europea il Regno Unito, ma dare dello stesso l'immagine di un grande partito sostanzialmente con tradizioni e valori appartenenti alla destra liberale, puntando a sfidare il bacino del Partito conservatore, oltreché quello liberal-democratico. Le elezioni locali del 2013 evidenziarono l'emergere del peso politico dell'UKIP (che ottenne il 23% contro il 25 dei Tories), che il partito di David Cameron aveva inteso sfidare proponendo i conservatori per primi un referendum sull'uscita dall'Ue del Regno Unito.[4]

Lista dei leader del partito[modifica | modifica sorgente]

  • Alan Sked (1993 – 1997)
  • Craig Mackinlay (1997)
  • Michael Holmes (1997 – 2000)
  • Jeffrey Titford (2000 – 2002)
  • Roger Knapman (2002 – 2006)
  • Nigel Farage (2006 – 2009)
  • Lord Pearson of Rannoch (2009 – 2010)
  • Jeffrey Titford (settembre 2010 - novembre 2010)
  • Nigel Farage (dal 2010)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Parties and elections - United Kingdom. URL consultato l'11 giugno 2012.
  2. ^ Ukip in chaos over policy on eve of key poll, emails reveal | Politics | The Observer
  3. ^ Anti-EU party shakes British PM's Conservatives in local vote | Reuters
  4. ^ Cameron punta a frenare l'Ukip sul terreno dell'Ue e dell'immigrazione - Il Sole 24 ORE

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]