Partito el-Ghad

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Partito el-Ghad
حزب الغد
Leader Musa Muhammad Musa
Stato Egitto Egitto
Fondazione ottobre 2004
Sede Il Cairo
Ideologia Secolarismo
Liberalismo
Democrazia liberale
Riformismo
Collocazione Centro
Sito web Sito ufficiale del partito

Il Partito al-Ghad, ovvero "del Domani" (in arabo: حزب الغد, Hizb al-Ghad), fondato ufficialmente nell'ottobre del 2004, è un partito politico egiziano riconosciuto legalmente al termine d'una lunga battaglia nel corso della quale la richiesta di riconoscimento è stata respinta tre volte dalle autorità delegate al compito.

Di natura centrista, liberale e laica, il partito è diretto da Ayman ʿAbd al-ʿAzīz Nūr, o semplicemente Ayman Nūr (in in arabo: أيمن عبد العزيز نور ), e si batte per un'apertura politica maggiore da parte del regime al potere e un'alternanza pacifica al potere, in base a risultati elettorali liberi ed equi.

Il partito vanta alcuni deputati all'Assemblea del Popolo (Majlis al-Shaʿb ), ma non ha alcun suo rappresentante nel Consiglio della Shūra.

Il giovane avvocato Ayman ʿAbd al-ʿAzīz Nūr, difensore dei diritti dell'Uomo, è stato eletto presidente del partito dopo il I Congresso del movimento, nel 2004. Il partito è stato fondato da un antico membro del Neo-Wafd. Il partito si batte per la democratizzazione del Paese e l'applicazione dei diritti dell'Uomo in Egitto. Nūr si è servito del partito come di una tribuna per invocare riforme costituzionali, limitare i poteri presidenziali e dar vita a un sistema elettorale multipartitico e democratico.

Ayman è arrivato secondo alle elezioni presidenziali del 2005, con circa il 13% dei voti, secondo gli osservatori indipendenti (peraltro impossibilitati a esercitare liberamente il loro diritto di controllo), ma col 7,6% secondo il ministero degli Interni egiziano e la CIA (The World Factbook — Egypt).

Nove mesi prima dell'elezione presidenziale, Ayman Nūr è stato privato della sua immunità parlamentare, poi arrestato e condannato a cinque anni di carcere, a dispetto del suo stato malfermo di salute e la protesta (moderata ma di un certo peso) del portavoce della Casa Bianca. Gli viene concessa dietro cauzione la libertà provvisoria dopo 42 giorni di prigione, a seguito anche di un suo sciopero della fame, malgrado il diabete che gli impone iniezioni d'insulina regolari), all'ostinazione dei suoi legali e a una petizione lanciata dalla Commissaria europea Emma Bonino.

Il 24 dicembre 2005 è stato condannato a 5 anni di prigione e nuovamente incarcerato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maye Kassem, Egyptian Politics: The Dynamics of Authoritarian Rule, Boulder (CO), Lynne Rienner Publishers, 2004. ISBN 1588262472.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]