Partito della Coalizione Nazionale

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Partito della Coalizione Nazionale
(FI) Kansallinen Kokoomus
(SV) Samlingspartiet
Leader Jyrki Katainen
Stato Finlandia Finlandia
Fondazione 1918
Sede Pohjoinen Rautatiekatu 21 B, FI-00100 helsinki
Ideologia Liberalismo conservatore, Europeismo
Liberalismo[1][2]
Collocazione Centrodestra
Partito europeo Partito Popolare Europeo
Affiliazione internazionale Unione Democratica Internazionale
Seggi Parlamento
44 / 200
Seggi Europarlamento
3 / 13
Seggi
2020 / 10412
Iscritti 41.000[3] (2011)
Sito web kokoomus.fi
Kokoomuksen toimisto Turussa.JPG

Il Partito della Coalizione Nazionale (in finlandese Kansallinen Kokoomus, Kok) è uno dei partiti più antichi della Finlandia.

Kok è uno dei tre maggiori partiti politici insieme al Partito socialdemocratico e al Partito di centro. La percentuale del KOK è di circa il 20% dei voti. Kok aderisce all'Unione Democratica Internazionale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fino al 1918, alla Rivoluzione d'Ottobre e alla dissoluzione dell'Impero tedesco in Finlandia esistevano due fazioni conservatrici: una che guardava con favore all'Impero Russo (il Partito dei finlandesi) e una a quello tedesco (Partito dei giovani finlandesi).

Con la dissoluzione di entrambi, le fazioni sono confluite nel Partito della Coalizione Nazionale (salvo una corrente di minoranza dei giovani finlandesi che fondò il Partito nazionale del progresso).

Il partito negli anni '30 è stato travagliato da divisioni interne con l'avvento sulla scena internazionale del fascismo e con la creazione del Movimento popolar-patriottico (IKL) formato da membri che disapprovavano la linea pro-democrazia del partito. L'IKL fu successivamente proibito con la fine della II Guerra Mondiale. In questo periodo il leader del partito Edwin Linkomies, fu Primo Ministro 1943-1944 durante la difficile fase della Guerra di Continuazione, anche se in un secondo momento perderà la fiducia stessa del partito e non verrà rieletto.

Una minore divisione ci fu negli anni '50 con la formazione dei Cristianodemocratici.

Il partito nel corso della storia della Finlandia ha preso parte a governi di coalizione, soprattutto durante il periodo pre-bellico.

Il leader del partito è Jyrki Katainen, eletto nel 2004.

Sauli Niinistö del KOK si candidò alla presidenza del paese arrivando al ballottaggio con il presidente uscente Tarja Halonen. Arrivato al secondo turno è stato battuto dalla Halonen con il 51.8% contro il 42.8% annunciando che si candiderà alla presidenza del consiglio per le elezioni del 2007 dove il partito è dato come favorito per essere il primo partito del paese confortato dalle elezioni elezioni europee del 2004 in cui risultò il maggior partito finlandese.

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

Il KOK può essere definito un partito di destra conservatrice. Esso è favorevole al libero mercato, ad una ridotta presenza dello stato nel settore industriale, alla salvaguardia del welfare, e considera positiva una limitata privatizzazione della sanità e della scuola. Marcato il sostegno nei riguardi dell'Unione Europea e degli organisimi internazionali come la NATO. Per quanto riguarda la salvaguardia della famiglia, all'interno del partito vi sono voci divergenti tra conservatori e riformisti nell'ambito della laicità ma la maggior parte è favorevole ad un insegnamento religioso.

Lista dei presidenti del partito[modifica | modifica sorgente]

Leader importanti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FI) Matti Muukkonen, Kokoomus konservatismista liberalismiin, 12 settembre 2005. URL consultato il 24 luglio 2011.
  2. ^
    « Kyllä se linja, jota meidän puolueen puheenjohtaja Jyrki Katainen vetää, on yksiselitteisen liberaali. Se panostaa monikulttuurisuuteen, suhtautuu myönteisesti maahanmuuttoon ja ylipäätään kansainvälisyyteen »
    (Intervista a Alexander Stubb su YLE TV 1: Puolueet koolla: Kokoomus. Mandato in onda il 12 giugno 2010)
  3. ^ (FI) Mikko Niemelä, Perussuomalaisilla hurja tahti: "Jäseniä tulee ovista ja ikkunoista", Kauppalehti, 13 marzo 2011. URL consultato il 20 aprile 2011.

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