Partito dell'Amore

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Partito dell'Amore
Leader Riccardo Schicchi
Ilona Staller
Moana Pozzi
Mauro Biuzzi
Stato Bandiera dell'Italia Italia
Fondazione 12 luglio 1991
Dissoluzione 1993
Sede -
Partito
Ideologia libertarismo
cristianesimo sociale
centrismo
Collocazione
Coalizione indipendente
Partito europeo nessuno
Gruppo parlamentare europeo
Affiliazione internazionale
Seggi massimi Camera 0
(massimo raggiunto nel 1992)
Seggi massimi Senato 0
(massimo raggiunto nel 1992)
Seggi massimi Europarlamento 0
(massimo raggiunto nel 1994)
Seggi massimi Consiglio regionale
Testata http://www.partitodellamore.it/
Organizzazione giovanile
Iscritti
Colori
Sito web

Il Partito dell'Amore è stato un movimento politico italiano, fondato il 12 luglio 1991 da sostenitori di Ilona Staller (nota come Cicciolina), una pornostar eletta nel 1987 alla Camera dei deputati nelle liste del Partito Radicale, e di Moana Pozzi, sua collega altrettanto famosa ma al suo esordio in politica. Il simbolo del partito fu creato da Mauro Biuzzi, fondatore del partito con Riccardo Schicchi [1] e rappresenta un cuore trasparente contenente il volto di Ilona Staller. A seguito della diffida di quest’ultima a fare uso della sua immagine nel simbolo [2], il suo volto è stato sostituito con quello di Moana Pozzi [3]. Il 3 marzo 1992 solo questo simbolo è stato ammesso dal Ministero dell’Interno a rappresentare il Partito dell’Amore nelle schede elettorali delle elezioni politiche del 5 aprile 1992, le ultime della Prima Repubblica [4], e, dopo Tangentopoli, è stato riammesso una seconda volta alle elezioni Amministrative di Roma del 21 novembre 1993. Moana con il Partito dell'Amore diede vita alla prima esperienza italiana di anti-politica [5] [6] [7] e riuscì a farsi conoscere anche all’estero, raccogliendo quasi duecento articoli di stampa[8].

Indice

[modifica] Storia

Organizzato ed ideato da Riccardo Schicchi, manager della Staller e di altre pornodive, e imprenditore del settore, il partito nacque con dichiarati propositi di diffusione nella politica e nella società di tematiche legate alla sessualità, in senso libertario. Con la sostituzione della Staller con Moana Pozzi (che era di fede cristiana) come candidata alla guida del partito, prevalse una linea che Mauro Biuzzi, ideologo del partito, definì fin dal principio cristiano-dionisiaca e di centro [9] e il partito si collocò politicamente all’estremo centro del Parlamento italiano.

Accompagnato da un prevedibile fumus scandalistico, il partito ebbe nella Staller e in Moana Pozzi, altra pornodiva che al tempo cominciava a essere conosciuta dal grande pubblico per le sue apparizioni sulle televisioni nazionali, le sue candidate più note.

Il partito, sin da principio considerato funzionale a catalizzare il crescente "voto di protesta" (ovvero, un modo e una destinazione del voto che attraverso forme eclatanti, demenziali o di nonsense, intendeva sottrarre alla politica tradizionale il consenso elettorale), si unì al Partito Pensionati, una formazione politica che nel suo richiamo "corporativo" agli anziani, sosteneva ragioni da taluni accostate al qualunquismo o meglio all'esordiente anti-politica, e condusse insieme a questo un inconsueto esordio politico. Questo gemellaggio però si interruppe con l'ingresso formale di Moana nel partito (fine gennaio 1992) e prima della raccolta-firme di febbraio, che il PdA svolse solo per il suo nuovo simbolo, e che a inizio marzo gli consentì di essere ammesso nelle schede elettorali e alla relativa campagna elettorale di aprile.

Fra le tematiche inizialmente propugnate (luglio 1991) sulla scia delle proposte di legge dette Staller, presentate da quest'ultima con il Partito Radicale (1987), innovativa per l'Italia era quella volta a valorizzare l'affettività dei detenuti, sulla scia di esperimenti condotti nell'Europa scandinava, così come qualche consenso raccolsero, anche presso aree politiche più ortodosse, la richiesta di revisione del concetto di oscenità su cui si fondava l'operato della censura artistica. Altra proposta molto discussa fu quella di realizzare, nelle grandi città e nelle aree metropolitane, specifiche aree denominate Parchi dell'amore, destinate all'esercizio delle attività sessuali, comprese quelle legate alla prostituzione, attività che si sosteneva dovesse regolarsi con l'abolizione della legge Merlin e con la riapertura delle case di tolleranza [10]. Col subentro di Moana nel gennaio 1992, queste proposte furono però abbandonate per un programma più in linea con gli interessi di quest’ultima (lotta alla corruzione politica e alla criminalità organizzata) [11].

Alle elezioni del 1992 il partito si presentò alla Camera dei deputati solo nella circoscrizione laziale (Rieti esclusa) e ottenne 22.401 voti (0.06%). La capolista Pozzi ottenne più preferenze (12.393) di Francesco Rutelli, ma la lista non ebbe accesso ai seggi. Si presentò anche per l'elezione del Senato solo nel Lazio.

Dopo la sconfitta elettorale del 1992 il Comitato Direttivo, riunito in conferenza stampa all’Hotel Nazionale a Roma, ratificò il cambiamento di rotta rispetto alla precedente linea libertaria e scandalistica, uscita sconfitta dalle urne, con la firma pubblica del documento di revoca delle cariche nel partito a Schicchi e alla Staller [12] e le promozioni di Moana a Segretario nazionale [13] e di Mauro Biuzzi a vice segretario e capolista per le successive elezioni amministrative del 1993 [14]. Queste divergenze politiche tra i soci fondatori Schicchi e Biuzzi tornarono alla ribalta nel 2008, in un confronto moderato da Corrado Augias [15].

Il Partito dell'Amore tornò nelle schede elettorali per le elezioni comunali di Roma del 21 novembre 1993, le prime con elezione diretta del sindaco. Moana Pozzi si candidò (senza illusioni) a sindaco di Roma ove, nonostante il netto cambio d'immagine verso un movimento civico serio, non scandalistico (la Pozzi era l'unica attrice hard candidata) e quindi meno spettacolare, il partito con 8.977 voti e una percentuale pari allo 0,52%, confermò la percentuale elettorale ottenuta alle politiche nel 1992.

Al successivo ballottaggio del 5 dicembre, il PdA dette indicazione di sostenere Francesco Rutelli, poi eletto.

[modifica] Risultati elettorali

Voti % Seggi
Politiche 1992 Camera 22.409 0,60 0
Senato - - -

[modifica] Risultati comunali

Comune Voti lista  % lista Voti Sindaco  % Sindaco Seggi Note
Roma 7.228 0,60% 8.977 0,52% 0

[modifica] Presidenti

[modifica] Segretario nazionale

[modifica] Note

  1. ^ Atto costitutivo del Partito dell’Amore nel sito ufficiale del PdA.
  2. ^ Il documento nel sito ufficiale del PdA.
  3. ^ Cfr. Marco Giusti, Moana, secondo inserto fotografico, p. 8, 2004.
  4. ^ Cfr. Il simbolo del PdA nella pubblicazione del Min. dell’Interno.
  5. ^ Cfr. Mauro Biuzzi parla di anti-partito in una tribuna elettorale del 1992, al punto 1,45.
  6. ^ Cfr. Mauro Biuzzi parla di anti-politica in un’intervista di Sky per la fiction Moana, al punto 3,50.
  7. ^ Cfr. Mauro Biuzzi parla di anti-politica in una conferenza stampa di presentazione del PdA del 1992, ai punti 1,12 e 1,58.
  8. ^ Un elenco e selezione dei principali articoli nel sito del PdA.
  9. ^ Cfr. Primo volantino elettorale di Moana.
  10. ^ Di tanto in tanto la proposta riaffiora, spesso a seguito di recrudescenze dei fenomeni di criminalità legati alla prostituzione.
  11. ^ Video-estratto dalla tribuna politica di Moana detta La svolta della Balduina, a Telemontecarlo, il 25/03/1992.
  12. ^ Documento di revoca delle cariche a Schicchi e a Staller.
  13. ^ Documento della nuova carica a Moana.
  14. ^ Documento della nuova carica a Biuzzi.
  15. ^ Cfr. Enigma, Rai Tre, 2008 (Un estratto video di questo confronto sul ruolo di Moana Pozzi nel partito).

[modifica] Collegamenti esterni

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