Partito dei Lavoratori Tedeschi

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Partito dei Lavoratori Tedeschi
Deutsche Arbeiterpartei
Leader Anton Drexler
Stato Germania Germania
Fondazione 5 gennaio 1919
Dissoluzione 24 febbraio 1920
Sede Monaco di Baviera
Ideologia Nazionalsocialismo
Socialismo nazionale
Antisemitismo
Collocazione Estrema destra
Iscritti Meno di 60 (fino al 1920)

Il Partito dei Lavoratori Tedeschi (in tedesco: Deutsche Arbeiterpartei, in breve DAP) fu il primo nucleo dello NSDAP (Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori ).

Fondazione[modifica | modifica sorgente]

Fondato a Monaco nell'hotel "Fürstenfelder Hof" il 5 gennaio 1919 da Anton Drexler e Michael Lotter, un ex militare. Sviluppato dal "Freien Arbeiterausschuss für einen guten Frieden" che lo stesso Drexer aveva fondato e guidato. La maggior parte dei suoi primi membri erano collaboratori di Drexler dal deposito di treni di Monaco. Drexler fu incoraggiato a fondare il DAP dal suo maestro, il Dr. Paul Tafel, un leader del Alldeutscher Verband (Unione Pangermanica), un direttore del Maschinenfabrik Augsburg-Nürnberg, e un membro della Società Thule (Thule-Gesellschaft), e il suo auspicio era di un partito che fosse in contatto sia con le masse che con i nazionalisti, diversamente dai partiti del ceto medio. I membri iniziali erano circa in 40 persone.

Il 24 marzo 1919, Karl Harrer (un giornalista sportivo e membro della Società Thule) entrò a far parte del DAP e aumentò l'influenza della Società Thule sull'attività del DAP stesso, e il partito fu rinominato "Circolo dei lavoratori politici". I membri erano in numero esiguo quanto era originalmente il DAP e i meeting erano tenuti solo nelle birrerie locali.

Adolf Hitler nel DAP[modifica | modifica sorgente]

La tessera di Adolf Hitler come membro del DAP

Ad Adolf Hitler, a quell'epoca caporale nell'esercito tedesco, fu ordinato di spiare il DAP il 12 settembre del 1919 durante uno dei loro incontri al Sterneckerbräu, una birreria nel centro della città. Mentre si trovava lì, ebbe una discussione violenta con un altro cliente. Seguendo questo incidente, Anton Dexler rimase impressionato dalle abilità oratorie di Hitler, e lo invitò ad entrare a far parte del partito. Dopo qualche tempo, Hitler accettò l'invito ed entrò a farne parte verso la fine di settembre. Nel momento in cui entrò a farne parte non c'erano ancora tessere. Solo con il primo di gennaio 1920 furono emanate le prime tessere: listati in ordine alfabetico, Hitler ricevette la numero 555. In realtà era il 55° membro, poiché il calcolo per la numerazione delle tessere partì dal 501, in modo da far sembrare che il partito fosse più grande di quello che era in realtà. Qualcuno invece, partendo dal presupposto che la numerazione fosse partita un numero ancora più elevato del 501, afferma che il futuro Führer avesse ricevuto la tessera numero 7.[1][2] Hitler medesimo afferma nel Mein Kampf di avere preso la tessera numero 7 una volta entrato nel DAP.[3] Dopo aver tenuto il primo discorso per il partito il 16 ottobre al Hofbräukeller, Hitler ascese velocemente fino a diventare una delle figure leader del DAP.

Dal DAP al NSDAP[modifica | modifica sorgente]

L'esiguo numero dei membri del partito crebbe velocemente grazie al pensiero politico di Hitler. Nel tentativo di rendere il partito, in termini generali, più interessante ad una più larga parte di popolazione il 24 febbraio 1920 il DAP fu rinominato come Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei). Il nome fu preso in prestito da un altro partito austriaco attivo a quel tempo (Deutsche Nationalsozialistische Arbeiterpartei, Il partito Nazionalsocialista dei Lavoratori tedeschi), anche se precedentemente Hitler aveva suggerito di rinominare il partito come "Partito Sociale Rivoluzionario". Fu Rudolf Jung che persuase Hitler di acconsentire alla rinomina di NSDAP.[4] Di questo, invece, ricevette la tessera numero 1.[5][6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Programma del Partito Tedesco dei Lavoratori
  2. ^ Per William L. Shirer, Hitler sarebbe stato iscritto come settimo membro del comitato del partito. "Storia del Terzo Reich", Giulio Einaudi editore, Torino, 1990
  3. ^ Hitler Adolf - Mein Kampf, volume primo, titolo italiano: La Mia Vita - Ed. Bompiani 1941
  4. ^ Konrad Heiden, "Les débuts du national-socialisme", Revue d'Allemagne, VII, No. 71 (Sept. 15, 1933), p. 821
  5. ^ (EN) Hitler's NSDAP Gold Party Badge Set
  6. ^ Immagine delle due tessere

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]