Partito Conservatore (Regno Unito)
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| Partito Conservatore | |
|---|---|
| Leader | David Cameron |
| Fondazione | Storico 1678, moderno 1830. |
| Sede principale | 30 Millbank, Londra, SW1P 4DP. |
| Ideologia | Conservatorismo Conservatorismo liberale Conservatorismo sociale Thatcherismo |
| Affiliazione internazionale | Unione Democratica Internazionale Movimento europeo per le riforme |
| Iscritti | 290.000 |
| Sito web | www.conservatives.com |
Il Partito Conservatore e Unionista (en.:Conservative and Unionist Party) è il principale partito di centro-destra britannico; è meglio noto semplicemente come Partito Conservatore o Tory.
È stato partito di governo ininterrottamente dal 1979 al 1997 ed ha conquistato 3 mandati con la presidenza di Margaret Thatcher, storica leader conservatrice e neo-liberista. Attualmente è il principale partito all'opposizione. Il suo leader è David Cameron.
[modifica] Storia
Il Partito conservatore ebbe origine da una fazione, risalente al partito whig del XVIII secolo, che si coalizzò attorno a William Pitt il giovane (primo ministro britannico nei periodi 1783-1801 e 1804-1806). Originariamente conosciuto come Independent Whigs, Friends of Mr. Pitt o Pittites, è solo dopo la morte di Pitt che si iniziò ad usare il termine Tory, alludendo al Partito Tory, un raggruppamento politico che esistette tra il 1678 ed il 1760, ma col quale non aveva alcuna continuità organizzativa. Più o meno dal 1812 in poi, il nome Tory fu usato comunemente per il nuovo partito.
Non tutti i membri del partito erano contenti di quel nome. George Canning fu il primo ad usare il termine "conservatore" negli anni '20 dell'Ottocento; in seguito, attorno al 1834, sotto la direzione di Robert Peel (che è anche considerato il fondatore del partito odierno), fu adottato ufficialmente il nome di Partito conservatore.
L'estensione progressiva del suffragio costrinse il partito, sotto la direzione di Lord Derby e Benjamin Disraeli, a popolarizzare il suo approccio. Nel 1886 formò un'alleanza con i Liberali unionisti guidati da Lord Hartington e Joseph Chamberlain, e sotto la guida di Lord Salisbury ed Arthur Balfour il partito mantenne il potere per i vent'anni successivi (tranne che per tre anni). Nel 1906 fu sconfitto duramente alle elezioni a causa della sua divisione sulla questione del protezionismo.
I conservatori rimasero al governo con i liberali durante tutta la Prima guerra mondiale, e la coalizione continuò sotto la guida del primo ministro liberale David Lloyd George fino al 1922, quando i leader Bonar Law e Stanley Baldwin decisero di chiudere con la coalizione. Seguì un nuovo periodo di dominio conservatore, anche se nel 1931 venne creata una nuova coalizione di unità nazionale. Durante la Seconda guerra mondiale, il governo unitario fu guidato da Winston Churchill; nonostante la vittoria, il partito perse le elezioni del 1945 a favore del Partito laburista.
Dopo la vittoria alle elezioni del 1951, i conservatori accettarono le politiche di welfare introdotte dal Labour ed il suo programma di nazionalizzazioni. Sotto la guida di Churchill, Anthony Eden ed Harold Macmillan, mantennero il governo fino al 1964.
Vinte le elezioni del 1970, il governo di Edward Heath si scontrò (perdendo) contro le Trade Unions, ma riuscì a far entrare la Gran Bretagna nella Comunità economica europea (Macmillan ci aveva già provato nel 1963, ma il presidente francese Charles de Gaulle aveva posto il suo veto). Nonostante ciò, il partito non era unito riguardo alla CEE e l'adesione a questa ha creato all'interno del partito un acceso dibattito pluridecennale.
Un anno dopo la sconfitta elettorale del 1974, Margaret Thatcher ottenne la leadership del partito. Dopo la vittoria del 1979, i conservatori portarono avanti un programma economico monetarista; più in generale, il partito adottò un approccio di libero mercato focalizzandosi sulla privatizzazione delle industrie e dei servizi pubblici nazionalizzati dal Labour negli anni '40 e '60. Grazie anche alla crisi del Partito laburista, la Thatcher condusse i conservatori a due nette vittorie nel 1983 e 1987. Comunque, era anche fortemente impopolare in certi settori della società, in parte a causa dell'alta disoccupazione che seguì le sue riforme economiche. Fu l'introduzione della cosiddetta poll tax che contribuì in larga parte alla fine della sua carriera politica. La sua crescente impopolarità e la sua indisponibilità a compromessi portò a tensioni interne al partito, che decise di sostituirla nella leadership del partito nel 1990.
Le successe John Major, che vinse anche le elezioni del 1992; ma, già da quell'anno, il governo divenne impopolare a causa di una recessione economica che portò ad una forte disoccupazione. Il partito dovette quindi subire una profonda sconfitta alle elezioni del 1997, tanto che non riuscì ad eleggere nemmeno un parlamentare né in Scozia né in Galles. Seguì una forte crisi di leadership: i tre segretari di partito successivi non riuscirono ad invertire il declino del partito. Dopo la terza sconfitta consecutiva, nel 2005 David Cameron è diventato leader del partito. Dalla fine del 2007 i sondaggi danno stabilmente i conservatori sopra i laburisti. Alle elezioni amministrative del 2008 il partito ha ottenuto un certo successo; Boris Johnson è il primo conservatore eletto a sindaco della Greater London.
Dopo aver lanciato un Movimento europeo per le riforme, nel 2009, i Conservatori lasciano il PPE/DE per il Gruppo dei conservatori e dei riformisti europei.
[modifica] Leader del Partito Conservatore
[modifica] Segretari nazionali (dal 1922 fino ad oggi)
- Andrew Bonar Law (1922 - 1923)
- Stanley Baldwin (1923 - 1937)
- Neville Chamberlain (1937 - 1940)
- Winston Churchill (1940 - 1955)
- Anthony Eden (1955 - 1957)
- Harold Macmillan (1957 - 1963)
- Alec Douglas-Home (1963 - 1965)
- Edward Heath (1965 - 1975)
- Margaret Thatcher (1975 - 1990)
- John Major (1990 - 1997)
- William Hague (1997 - 2001)
- Iain Duncan Smith (2001 - 2003)
- Michael Howard (2003 - 2005)
- David Cameron (2005-)

