Partito Socialista d'Ucraina

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Partito Socialista d'Ucraina
(UK) Соціалістична Партія України
Socialistyčna Partija Ukraїny (SPU)
Головний логотип Соціалістичної партії України.jpg
Leader Oleksandr Moroz
Stato Ucraina Ucraina
Fondazione 1991
Sede Kiev
Ideologia Socialdemocrazia,[1]
Socialismo democratico[1]
Collocazione Sinistra
Seggi Verchovna Rada
0 / 450
Sito web http://spu.in.ua/
Ucraina

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Politica dell'Ucraina










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Il Partito Socialista d'Ucraina (in ucraino Соціалістична Партія України, Socialistyčna Partija Ukraїny, SPU) è un partito politico ucraino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il PSU è stato fondato nel 1991, alla fine della dittatura comunista e si contraddistingue nel panorama politico nazionale per la sua adesione ai valori socialdemocratici. Leader per molti anni ne è stato Oleksander Moroz, già esponente del Partito Comunista d'Ucraina. Moroz si candidò alle presidenziali del 1994 ed ottenne il 13% voti, posizionandosi al terzo posto e non riuscendo ad arrivare al ballottaggio. Alle politiche del 1998 il PSU ottenne l'8,9% dei voti ed elesse 34 deputati. Alle presidenziali del 1999, Oleksander Moroz si ricandidò ottenne l'11% dei voti, posizionandosi di nuovo al terzo posto. Il PSU decise, allora, di far confluire i propri voti su Petro Symonenko del Partito Comunista d'Ucraina, che fu sconfitto dal moderato indipendente Leonid Kučma, presidente uscente e ispiratore del futuro Partito delle Regioni.

Alle successive politiche del 2002, il PSU scese al 6,8%, eleggendo 24 deputati (10 in meno), ma entrò a far parte, insieme a Nostra Ucraina ed al Blocco Julija Tymošenko, del governo guidato da Viktor Juščenko. Alle presidenziali del 2004, Oleksander Moroz ottenne il 5% dei voti ed al secondo turno il PSU decise di sostenere Juščenko, che venne superato da Viktor Janukovyč del Partito delle Regioni. Il risultato però venne contestato dalla cosiddetta Coalizione Arancione (PSU, BYT, NU), che ottenne la ripetizione del voto, con la vittoria di Juščenko.

Alle politiche del 2006, caratterizzate dalla polarizzazione filorussi - filoccidentali, il PSU, considerato vicino a quest'ultimi, scese al 5,6% dei voti, riuscendo però ad eleggere comunque 33 seggi (9 in più), grazie allo sbarramento del 3% che impedì a vari partiti di entrare in Parlamento. Il PSU entrò a far parte del governo guidato da Julija Tymošenko, ma dopo appena tre mesi passò a sostenere il nuovo esecutivo guidato da Viktor Janukovyč, sostenuto anche dal Partito delle Regioni e dal Partito Comunista d'Ucraina.

Questi passaggi di coalizioni sono dovuti alla "peculiarità" del PSU nel panorama politico ucraino, caratterizzato più che da divergenze "ideali", da differenze etno-economiche. Il PSU, infatti, è radicato nelle regioni centrali del Paese, con una buona presenza sia nel nord-ovest, che nel sud-est ucraino. La coalizione filoccidentale (BYT, NU) è particolarmente forte nella zona centro-occidentale, mentre quella filorussa (PR, PCU) in quella sud-orientale. Il PSU raccogliendo consensi in modo omogeneo in entrambe le aree "etno-culturali" è finito per diventare "conciliabile" con entrambe le coalizioni.

Il forte scontro tra filo-russi e filo-occidentali, ha penalizzato il PSU che, alle elezioni anticipate del 2007, ha dimezzato i propri consensi (2,9%) e, non avendo superato lo sbarramento del 3%, non ha eletto deputati. Il PSU è stato ostacolato anche dalla presenza dei centristi del "Blocco Del Popolo - Litvin", anch'essi equidistanti dalle posizioni in campo e portatori delle istanze delle comunità rurali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Parties and elections - Ukraine. URL consultato il 5 giugno 2012.
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