Partito Socialdemocratico Tedesco
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Sozialdemokratische Partei Deutschlands | |
|---|---|
| Presidente | Franz Müntefering |
| Segretario generale | Hubertus Heil |
| Fondazione | 1875 |
| Quartier generale | Willy Brandt-Haus D-10911, Berlino |
| Ideologia politica | Socialdemocrazia, Socialismo democratico, Socialismo liberale |
| Affiliazione internazionale | Internazionale Socialista |
| Partito europeo | Partito Socialista Europeo |
| Seggi nel Bundestag | 222 su 598 |
| Seggi nell'Europarlamento | 23 su 99 (quota tedesca) |
| Organizzazione giovanile | Jusos |
| Iscritti | 537.995 (2008) |
| Sito web | www.spd.de |
Il Partito Socialdemocratico di Germania (SPD, in tedesco: Sozialdemokratische Partei Deutschlands) è uno dei due maggiori partiti tedeschi.
L'SPD è il più antico partito politico della Germania ancora in esistenza e anche uno tra i più vecchi e più grandi del mondo, che ha celebrato il suo 140° anniversario nel 2003. Con più di 550 000 membri l'SPD è il partito più grande (per numero di iscritti) in Germania. Radicato nel mondo sindacale e dei lavoratori, è considerato il partito che meglio ha incarnato nella storia l'identità socialista democratica ed è membro dell'Internazionale Socialista. Sotto la leadership di Gerhard Schröder (personaggio della "destra" del partito) tuttavia, l'SPD ha adottato più recentemente anche alcuni principi della migliore tradizione liberal-democratica. Con il leader Kurt Beck si è registrato un ritorno verso un più definita identità socialdemocratica. Il leader attuale è Franz Müntefering. Il movimento giovanile dell'SPD è affiliato allo Jusos.
Indice |
[modifica] Storia
Nella iconografia della SPD sono rappresentati i 5 padri della Socialdemocrazia Tedesca: August Bebel, Carl Wilhelm Tölcke, Karl Marx, Ferdinand Lassalle e Wilhelm Liebknecht. Come anno di fondazione viene spesso indicato il 1875 quando, in occasione dal congresso di Gotha (22 - 27 maggio), l'Associazione Generale degli Operai Tedeschi (ADAV, in tedesco: Allgemeiner Deutscher Arbeiterverein) e il Partito Socialdemocratico dei Lavoratori (SAD, in tedesco: Sozialdemokratische Arbeiterpartei Deutschlands) si unirono a costituire il Partito Socialista dei Lavoratori (SAP, in tedesco: Sozialistische Arbeiterpartei Deutschlands). Nel 1890 il partito assunse l'attuale denominazione di SPD. Promotori della nascita di questo partito,che si può considerare una delle più antiche organizzazioni politiche europee d'impostazione socialista agenti nell'ambito della legalità, furono August Bebel e Wilhelm Liebknecht.
Benché criticato da Marx e nonostante i tentativi di persecuzione e repressione dell'epoca Bismarck, la vicinanza del partito ai sindacati fece crescere il movimento fino al raggiungimento della maggioranza relativa al Reichstag divenendo un modello per i socialisti europei fino allo scoppio della Prima guerra mondiale.
Le divergenze tra l'ala destra e quella sinistra (dalla quale sorgerà il Partito Comunista Tedesco) scoppiarono dopo la fine della guerra e in seguito alla rivoluzione russa. Negli anni di Weimar la SPD mantenne posizioni moderate e fu spesso al governo. Sciolto nel 1933 dal regime nazista, il partito si ricostituì nel 1946.
Nel congresso di Bad Godesberg (1959), decisivo fu l'apporto di Herbert Wehner, abbandonò il marxismo, adottando il Godesberger Programm che rimase in vigore fino al 1989 quando fu sostituito dal Berliner Programm.
Tra 1966 e 1969 partecipò al governo della "grande coalizione" (Grosse Koalition) con i partiti cristiano-democratico e cristiano-sociale.
Nel 1969 la SPD assunse la guida del governo (con Willy Brandt e nel 1974 con Helmut Schmidt), conservata poi, in alleanza con i liberali, fino al 1982, accentuando i propri tratti riformistici.
Rimasta all'opposizione per sedici anni, solo nel 1998 riuscì a riprendere la guida del governo, alla testa di una coalizione con i Verdi e presentando come candidato alla cancelleria il moderato Gerhard Schröder, fautore di una politica di "nuovo centro" (Neue Mitte).
Nel 2005, dopo le cocenti sconfitte del partito nelle elezioni regionali, Schröder decide di rompere l'alleanza con i Verdi e chiede al presidente federale di scogliere il Bundestag per indire nuove elezioni, un anno in anticipo rispetto alla scadenza naturale.
Le elezioni del 18 settembre dello stesso anno vedono un sostanziale pareggio tra i socialdemocratici e i democristiani e l'impossibilità di formare una coalizione, tra partiti omogenei. L'alleanza rosso/verde (SPD-Verdi) e la coalizione cristiano democratici/liberali, non hanno numeri sufficienti. A ciò si aggiunge che una possibile alleanza tra l'SPD ed il nuovo Partito della Sinistra.PDS - formato principalmente dagli ex comunisti dell'est - è rifiutata categoricamente da Schröder.
Si arriva infine per la seconda volta nella storia tedesca, ad un governo di "grande coalizione", presieduto dalla candidata cristiano-democratica Angela Merkel, con un numero di ministri pari tra socialdemocratici e democristiani.
[modifica] Personalità importanti
[modifica] Presidenti del partito dal dopoguerra
- Kurt Schumacher (1946-1952)
- Erich Ollenhauer (1952-1963)
- Willy Brandt (1964-1987)
- Hans-Jochen Vogel (1987-1991)
- Björn Engholm (1991-1993)
- Johannes Rau, ad interim (1993)
- Rudolf Scharping (1993-1995)
- Oskar Lafontaine (1995-1999)
- Gerhard Schröder (1999-2004)
- Franz Müntefering (2004-2005)
- Matthias Platzeck (2005-2006)
- Kurt Beck (2006-2008)
- Frank-Walter Steinmeier, ad interim (2008)
- Franz Müntefering (2008-)
[modifica] Presidenti tedeschi
- Friedrich Ebert 1919–1925
- Gustav Heinemann 1969–1974
- Johannes Rau 1999–2004
[modifica] Cancellieri
- Friedrich Ebert 1918
- Philipp Scheidemann 1919
- Gustav Bauer 1919–1920
- Hermann Müller 1920 e 1928–1930
- Willy Brandt 1969–1974
- Helmut Schmidt 1974–1982
- Gerhard Schröder 1998–2005
[modifica] Risultati elettorali dal dopoguerra
| Anno | Risultato | Seggi | Candidato cancelliere | Esito |
|---|---|---|---|---|
| 1949 | 29,2 % | 131 | Kurt Schumacher | Sconfitta |
| 1953 | 28,8 % | 151 | Erich Ollenhauer | Sconfitta |
| 1957 | 31,8 % | 169 | Erich Ollenhauer | Sconfitta |
| 1961 | 36,2 % | 190 | Willy Brandt | Sconfitta |
| 1965 | 39,3 % | 202 | Willy Brandt | Grosse Koalition |
| 1969 | 42,7 % | 224 | Willy Brandt | Vittoria |
| 1972 | 45,8 % | 230 | Willy Brandt | Vittoria |
| 1976 | 42,6 % | 214 | Helmut Schmidt | Vittoria |
| 1980 | 42,9 % | 218 | Helmut Schmidt | Vittoria |
| 1983 | 38,2 % | 193 | Hans-Jochen Vogel | Sconfitta |
| 1987 | 37,0 % | 186 | Johannes Rau | Sconfitta |
| 1990 | 33,5 % | 239 | Oskar Lafontaine | Sconfitta |
| 1994 | 36,4 % | 252 | Rudolf Scharping | Sconfitta |
| 1998 | 40,9 % | 298 | Gerhard Schröder | Vittoria |
| 2002 | 38,5 % | 251 | Gerhard Schröder | Vittoria |
| 2005 | 34,2 % | 222 | Gerhard Schröder | Grosse Koalition |
| 2009 | \ | \ | Frank-Walter Steinmeier | \ |
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Partito Socialdemocratico Tedesco
[modifica] Collegamenti esterni
|
Partiti politici tedeschi |
|
|---|---|
| Partiti presenti nel Bundestag | Unione Cristiano Democratica (CDU) (180) • Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) (222) • Partito Liberaldemocratico (FDP) (61) • La Sinistra (Die Linke) (54) • Alleanza '90 - I Verdi (Die Grünen) (51) • Unione cristiano sociale in Baviera (CSU) (46) |
| Altri | |

