Partito Marxista-Leninista Italiano
| Partito Marxista-Leninista Italiano | |
|---|---|
| Leader | Giovanni Scuderi |
| Stato | |
| Fondazione | 9 aprile 1977 |
| Sede | Via Gioberti 101, Firenze |
| Ideologia | Comunismo, Marxismo-Leninismo, Stalinismo, Maoismo |
| Collocazione | Sinistra extraparlamentare |
| Seggi Camera |
0 / 630
(2008)
|
| Seggi Senato |
0 / 315
(2008)
|
| Seggi Europarlamento |
0 / 73
(2010)
|
| Seggi Consiglio regionale |
0 / 1117
(2010)
|
| Testata | Il Bolscevico |
| Colori | Rosso |
| Sito web | pmli.it |
Il Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI), è un partito comunista antirevisionista fondato a Firenze il 9 aprile 1977. I militanti fondatori entrarono nel 1967 nel Partito Comunista d'Italia (marxista-leninista) per poi uscirne nel 1969 fondando l'Organizzazione Comunista Bolscevica Italiana marxista-leninista, che nel 1977 diede vita al PMLI.
Indice |
[modifica] Linea politica
Il PMLI è un partito marxista che si pone come obbiettivo l'instaurazione in Italia della dittatura del proletariato, tappa intermedia per la realizzazione del comunismo[1]. Durante le elezioni politiche e amministrative il Partito svolge una campagna astensionistica[2]. Il Partito però non esclude in linea di principio di utilizzare le istituzioni rappresentative qualora lo ritenesse opportuno per i propri scopi[3]. Il PMLI propone alle masse la creazione delle Istituzioni Rappresentative delle masse astensioniste e fautrici del socialismo: le Assemblee popolari e i Comitati popolari, da intendere come alternativa "dal basso" alle attuali istituzioni rappresentative[4]. Il Partito non accetta L'Unione Europea, definita imperialista, e non si candida quindi alle sue elezioni[5]. Fornisce invece indicazione di voto ai referendum abrogativi e costituzionali [6].
Il PMLI trae ispirazione anche dagli ideali di Karl Marx, Friedrich Engels, Lenin, Stalin e Mao Zedong, definiti infatti «i 5 grandi maestri del proletariato internazionale»[7]. Autodefinendosi "rivoluzionario", il movimento è aperto all'idea dell "giusta e necessaria violenza rivoluzionaria", sul modello della Rivoluzione d'Ottobre del 1917 e di quella Cinese del 1949, in modo da abbattere l'attuale governo italiano, definito "capitalista, neofascista, presidenzialista, federalista, interventista, espressione dei partiti della destra e dela sinistra del regime" per realizzare un'Italia «unita, rossa e socialista». Per realizzare questo progetto il PMLI ha elaborato un programma[8] generale e una articolata piattaforma rivendicativa. Il Partito esclude risolutamente qualsiasi forma di terrorismo,anche quello "rosso", che per i Marxisti-Leninisti è uno strumento della reazione e della classe dominante borghese, ed espressione dell'anarchismo, dell'avventurismo e dell'individualismo piccolo-borghese[9]. Questa posizione di netto rifiuto del terrorismo ha da sempre creato attriti e addirittura momenti di scontro fisico[10] fra i Marxisti-Leninisti e altre forze della sinistra antagonista che verso lo spontaneismo e il terrorismo rosso hanno posizioni più sfumate quando non di aperta simpatia.(vedi Partito dei CARC). Sospettando i suddetti movimenti di adesione non sincera al marxismo, il PMLI ha coniato l'espressione:"ultrasinistra=ultradestra" per indicare come dietro le posizioni e fraseologie apparentemente rivoluzionarie di alcuni gruppi si nascondano, a loro avviso, gli agenti della borghesia travestiti da comunisti con lo scopo di imbrogliare gli autentici marxisti[11].
Il PMLI rifiuta il trotskismo, in quanto ritenuto deviazione borghese e anticomunista[12], nonché ogni forma di revisione del marxismo, (quello riformista dell'800, quella sovietica di Nikita Kruscev, definito "restauratore del capitalismo nell'Urss", quella cinese di Deng e quella italiana del PSI e del PCI fin dai tempi di Gramsci)[13] Il PMLI inoltre giudica negativamente le figure di Fidel Castro e Che Guevara,in quanto espressioni del trotzkismo internazionale[14].
I membri del Partito Marxista-Leninista Italiano prendono a modello la Costituzione sovietica del 1936 come prova della realtà del sistema socialista in URSS.
Delle caratteristiche socialiste della società russa i marxisti-leninisti ricordano in particolar modo: la proprietà di Stato della terra, delle fabbriche e dei mezzi di produzione e di scambio; la "soppressione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo"; il diritto di ogni cittadino al lavoro, all'istruzione, all'assistenza necessaria; la direzione dello Stato da parte della classe operaia come classe d'avanguardia nella società; l'eguaglianza dei diritti economici, sociali, culturali e politici di tutte le nazioni e le razze; l'eguaglianza dei diritti dei cittadini indipendentemente dalla condizione, dall'origine, dal sesso, dal lavoro svolto, ecc.; la garanzia, sulla base del principio della "democrazia socialista", non solo dei diritti dei cittadini ma anche dei mezzi necessari all'esercizio di questi diritti[15]. Conseguentemente considerano l'Urss del dopo XX congresso del PCUS e della destalinizzazione un paese "socialista a parole e imperialista nei fatti",da cui la locuzione del termine socialimperialismo sovietico[16]. Per il PMLI dalla morte di Mao e conseguente restaurazione del capitalismo nella Repubblica Popolare Cinese (definito paese ultrarevisionista e fascista)[17] nel mondo non esiste nessun paese autenticamente socialista[18].
In quanto marxista il PMLI è un partito ateo. Seguendo l'esempio di Mao Zedong sono accettati però come simpatizzanti di partito e possono svolgere propaganda per il partito i credenti anticlericali e comunisti[19].
Il PMLI ha un organo editoriale ufficiale settimanale, Il Bolscevico[20]. Dalla sua fondazione, il segretario del Partito Marxista-Leninista Italiano è Giovanni Scuderi[21]. Tale movimento ha sedi dislocate in varie parti d'Italia: una a Roma (Cellula "Rivoluzione d'Ottobre")[22]Forlì (Cellula "Stalin"), a Napoli (Redazione de Il Bolscevico), a Troina (Cellula "Mao Zedong"), a Milano (Cellula "Mao Zedong") e una a Firenze (sede centrale)[23].
[modifica] Storia
[modifica] l'OCBI m-l e "Il Bolscevico"
I primissimi fondatori del PMLI, che il Partito ricorda come «i quattro pionieri», iniziarono la loro militanza marxista-leninista nel 1967, quando entrarono nel Partito Comunista d'Italia (marxista-leninista). Essi erano Giovanni Scuderi, Mino Pasca, Nerina "Lucia" Paoletti e Patrizia Pierattini. Successivamente, nel 1969, uno degli anni più densi della Rivoluzione culturale in Cina, questi cosiddetti quattro pionieri denunciarono il PCd'I (m-l) come partito revisionista, giudicato «copertura a sinistra del PCI»[24].
Il 14 dicembre 1969 i quattro dirigenti con il Comitato provinciale di Firenze si scissero dal PCd'I (m-l) e fondarono l'Organizzazione Comunista Bolscevica Italiana marxista-leninista, per poi stampare dal giorno successivo, il primo numero dell'organo ufficiale dell'Organizzazione, Il Bolscevico. In questo numero, denso di citazioni di Marx, Lenin, Stalin e Mao Zedong, l'Organizzazione scriveva:
| « Il presidente Mao ha detto spesso che "senza distruzione non c'è costruzione. La distruzione è la critica, è la rivoluzione. Per la distruzione occorre il ragionamento e questo significa la costruzione. La distruzione viene in primo luogo, essa porta naturalmente con sé la costruzione". Dalla distruzione del PCd'I di Firenze è sorta, su basi completamente marxiste-leniniste, la Organizzazione Comunista Bolscevica Italiana marxista-leninista. Essa si propone di costruire il partito rivoluzionario che assuma il marxismo-leninismo-pensiero di Mao Tsetung quale base teorica che guida il suo pensiero. » |
Il PCd'I veniva accusato di tradire le sue originali aspirazioni rivoluzionarie:
| « (NdQ: PCd'I) ormai completamente smascherato e corroso all'interno da mille insanabili contraddizioni, - e della crescente maturità ideologica e politica dei rivoluzionari che in numero sempre più grande smascherano le organizzazioni falsamente marxiste-leniniste e sulla base dell'invincibile pensiero di Mao Tse Tung[25]. » |
L'Organizzazione nasceva dunque dallo sfaldamento del PCd'I (m-l) spaccatosi nella cosiddetta "linea rossa" e "linea nera"[26].
Il lavoro dell'OCBI m-l, dunque, era principalmente quello di raccogliere le forze per creare un partito rivoluzionario. Già nel 1970 venne riconosciuta ufficialmente dal Partito Comunista Cinese (PCC), tant'è vero che l'ambasciata di Roma inviterà i dirigenti dell'Organizzazione alle feste ufficiali della Repubblica Popolare Cinese, mentre l'Organizzazione invierà diversi messaggi al PCC, riguardo allo svolgimento del suo X Congresso e di cordoglio per le morti di Zhu De e Zhou Enlai, per avere poi una corona di fiori di fianco alla salma di Mao il 18 settembre 1976, al termine delle onoranze funebri.
Sin dai primi numeri, il ritratto e le citazioni di Mao campeggiano sulla prima pagina de Il Bolscevico, venendo successivamente spostati di fianco alla testata. Ma erano anni difficili per i militanti dell'Organizzazione, il cui lavoro era ostacolato soprattutto dalla mancanza di fondi. Giovanni Scuderi, facendo il bilancio della storia del PMLI al 3º Congresso del Partito, li ricorderà con queste parole[27]:
| « Quando abbiamo iniziato la lotta per il Partito non avevamo né una penna, né una sedia, né un pennello, né una sede. Successivamente abbiamo preso in affitto un fatiscente locale di quattro stanzette abitato dai topi, dagli scarafaggi e dai ragni, da noi restaurato durante le ferie estive del '68. Ci siamo tolti il pane di bocca per dare un organo di stampa e un minimo di attrezzatura al Partito e quando abbiamo potuto abbiamo dato una mano ai partiti fratelli in maggiore difficoltà di noi. » |
Infine, dopo aver radunato alcune decine di militanti provenienti da Toscana, Lombardia, Sicilia e Calabria, l'Organizzazione, nel fuoco della rivolta del 1977, fonderà il Partito Marxista-Leninista Italiano.
[modifica] La nascita del PMLI
Il 9 aprile 1977 si tenne a Firenze il Congresso fondativo del PMLI. Nel corso di questo Congresso, ne vennero adottati lo Statuto e il Programma, il simbolo (falce e martello neri sovrastati dall'effige di Mao, in campo rosso) e gli inni (L'Internazionale, "Il Sole Rosso" e Bandiera rossa). Giovanni Scuderi venne acclamato all'unanimità Segretario generale.
Per il PMLI, idealmente questa data rappresenta l'inizio di una "nuova fase" per la classe operaia. I marxisti-leninisti italiani sostengono che la prima fase, che va dal 1882 al 1920, fu dominata dalla socialdemocrazia e dal riformismo del Partito Socialista Italiano. La seconda fase inizia con il Partito Comunista Italiano ed è dominata dal suo revisionismo, e proseguirebbe ancor oggi con i suoi eredi, DS, PRC e PdCI.
In occasione del ventesimo anniversario della fondazione del PMLI, Giovanni Scuderi dirà[28]:
| « Il PMLI è un partito totalmente inedito e radicalmente diverso da quelli, come del resto da qualsiasi altro partito o raggruppamento politico italiano che si rifà a parole alla classe operaia e al comunismo. Il PMLI, infatti, per fondamento teorico, linea politica, struttura organizzativa, composizione di classe, stile di lavoro, dedizione alla causa del socialismo, pratica sociale, combattività e spirito di sacrificio non ha precedenti nella storia del movimento operaio italiano. » |
Il PMLI ha vinto una causa che aveva intentato nei confronti dei quotidiani Libero e La Padania che avevano accusato il PMLI di rapporti con organizzazioni islamiche fondamentaliste e qaediste.I quotidiani sono stati condannati a versare un risarcimento economico al Pmli per diffamazione [29].
[modifica] Situazione attuale
Il PMLI comincia subito il suo lavoro politico. Si tratta di attirare più lavoratori e studenti al Partito e di portare avanti la campagna elettorale astensionista. Attraverso questo metodo di lavoro, si creano nuovi "nuclei" marxisti-leninisti, fino ad arrivare alla presenza in quasi tutte le regioni del paese. In special modo, il PMLI si radica al Sud.
Vengono a crearsi numerose Cellule, tra le più rilevanti quelle di Forlì, Napoli, Milano, Troina e Rimini che hanno anche una sede.
[modifica] Contatti esteri
Il PMLI ha avuto stretti contatti con il Partito Comunista Cinese fino al 1981, quando denuncia la presa del potere di Deng Xiaoping e rompe ogni rapporto. Ha tentato di avere rapporti con il Partito del Lavoro d'Albania (che aveva contatti ufficiali con il PCd'I (m-l)), fino al 1979, quando, a seguito della rottura di Enver Hoxha con il maoismo, lo attacca come partito trotzkista.
Dopo il 1975, il PMLI ha stretto un solido rapporto con il Partito Comunista di Kampuchea, anche dopo l'invasione della Cambogia da parte del Vietnam: nel 1981, infatti Dario Granito, un dirigente del PMLI si recò in una zona della Cambogia in mano ai Khmer Rossi. Dal 1997, però, il Partito denunciò il tradimento dei Khmer Rossi, che avevano arrestato Pol Pot e che poco dopo sciolsero l'allora divenuto Partito del Kampuchea Democratico.
Quando trionfò la Rivoluzione iraniana, nel 1979, il PMLI la sostenne subito come rivolta antimperialista e nel febbraio 1992, nell'anniversario della vittoria, sempre Dario Granito venne invitato dal governo iraniano a partecipare ai festeggiamenti.
Nel novembre 1993, il PMLI prese parte attiva al Seminario internazionale sul pensiero di Mao.
Attualmente, il PMLI è strettamente legato al Partito Comunista Marxista-Leninista di Grecia, al Nucleo Marxista-Leninista del Messico e al Partito Marxista-Leninista d'Ucraina. Ha inoltre rapporti con il Partito Comunista delle Filippine, il Partito Comunista Rivoluzionario d'Argentina, il Partito Comunista d'India (marxista-leninista) Liberation e altri.
[modifica] Commemorazione di Stalin
Il 2 marzo 2003 il partito fu al centro di svariate polemiche a seguito della volontà di commemorare il cinquantenario della morte di Stalin[30]. Un mese prima, il 5 febbraio, Italo Bocchino a nome di tutto il gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale svolse un'interrogazione parlamentare sulla liceità della commemorazione. Il governo non poté che constatare che essa «non si pone[va] contro i principi del nostro ordinamento», pur condividendo il «giudizio politico negativo su una manifestazione che vuol rendere onore ad uno dei più grandi criminali della storia, condannato da ogni coscienza civile e democratica»[31].
Il giorno della commemorazione a Firenze avranno luogo tre contromanifestazioni organizzate da Forza Italia, Alleanza Nazionale e Forza Nuova[32].
In seguito l'esponente del partito Mino Pasca partecipò alla trasmissione 8 e 1/2 condotta da Giuliano Ferrara. Alla trasmissione partecipava l'esponente di Rifondazione Comunista Rina Gagliardi che Pasca attaccò definendola trotzkista[33].
[modifica] Segretari generali
- Giovanni Scuderi (1977-in carica)
[modifica] Congressi nazionali
- I Congresso nazionale - Firenze, 9-11 aprile 1977
- II Congresso nazionale - Firenze, 6-8 novembre 1982 - Avanti sulla via dell'Ottobre
- III Congresso nazionale - Firenze, 27-29 dicembre 1985 - Il socialismo è l'avvenire della classe operaia e dei lavoratori italiani
- IV Congresso nazionale - Firenze, 26-28 dicembre 1998 - Costruiamo un grande, forte e radicato PMLI per combattere la seconda repubblica neofascista, presidenzialista e federalista e realizzare l'Italia unita, rossa e socialista
- V Congresso nazionale - Firenze, 6-8 dicembre 2008 - Avanti con forza e fiducia verso l'Italia unita, rossa e socialista
[modifica] Note
- ^ NON C'E' CONTRADDIZIONE TRA GLI INSEGNAMENTI DI LENIN E L'ASTENSIONISMO DEL PMLI?
- ^ NEL FUOCO DELLA BATTAGLIA ELETTORALE ASTENSIONISTA FACCIAMO EMERGERE I CARATTERI DI CLASSE DEL PMLI
- ^ PMLI 24° Anniversario della fondazione del Partito del proletariato, della riscossa e della vittoria
- ^ PMLI Per l'Italia unita, rossa e socialista. Per le città governate dal popolo e al servizio del popolo. Contro il regime capitalista, neofascista, presidenzialista, federalis...
- ^ PMLI Sei motivi per delegittimare l'Unione Europea imperialista
- ^ VOTA NO contro il federalismo del "centro-sinistra e quello del governo del neoduce Berlusconi
- ^ Il PMLI, figlio e erede del Sessantotto, tiene vivi gli insegnamenti di quella rivolta storica
- ^ PMLI Programma politico del PMLI
- ^ LA POSIZIONE DEL PMLI SULLA VIOLENZA RIVOLUZIONARIA E IL TERRORISMO
- ^ PMLI I terroristi e trotzkisti dei Carc aggrediscono militanti del Partito a Firenze e Napoli
- ^ PMLI Che cosa sono i CARC
- ^ Potete rispondere a queste domande sul comunismo?
- ^ PMLI La storica battaglia contro i revisionisti e i falsi comunisti
- ^ PMLI Analisi delle concezioni e della politica di Guevara
- ^ La nuova Costituzione sovietica
- ^ PMLI L'abbattimento del muro di Berlino non rappresentò il crollo del socialismo ma il fallimento storico dei rinnegati revisionisti
- ^ PMLI Viva il 60° Anniversario della Repubblica Popolare Cinese. Mao: Il popolo cinese si è alzato in piedi
- ^ PMLI Dialogo su centri sociali, Cuba e Corea del nord
- ^ Essere dialettici verso i credenti
- ^ Il Bolscevico
- ^ Sandro Bordone, La normalizzazione dei rapporti tra PCC e PCI, in "Il Politico. Rivista italiana di scienze politiche", a. XLVIII n. 1, Pavia, Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Pavia–Giuffrè, 1983, p. 143.
- ^ PMLI Contro Alemanno e Rutelli, le due facce della stessa medaglia borghese. Uniamoci per Roma governata dal popolo e al servizio del popolo e per l'Italia unita, rossa e soci...
- ^ Le nostre sedi...
- ^ UNISCITI AL PMLI PER STRAPPARE L'ITALIA ALLA GUERRA ALL'IRAQ
- ^ Documento di rottura del Comitato provinciale di Firenze col PCd'I
- ^ Il Partito Comunista d'Italia (marxista-leninista) da Quando la Cina era vicina, BFS e CDP, 1998, pp. 108-116
- ^ "Il socialismo è l'avvenire della classe operaia e dei lavoratori italiani", Rapporto di Giovanni Scuderi al 3º Congresso del PMLI
- ^ Discorso di Giovanni Scuderi al ricevimento per il XX anniversario del PMLI (9 aprile 1997)
- ^ Bollettino OSSERVATORIO SULLA LEGALITA' onlus - Notizie
- ^ Gli stalinisti d'Italia celebrano «Baffone» «Crimini? No, fece solo qualche errore»
- ^ Manifestazione commemorativa del cinquantesimo anniversario della morte di Stalin prevista a Firenze il prossimo 2 marzo 2003 - n. 3-01890
- ^ EVENTO STORICO
- ^ Pasca difende ed esalta Stalin e smaschera la trotzkista Gagliardi
[modifica] Bibliografia
- Giuseppe Vettori (a cura di), La sinistra extraparlamentare in Italia. Storia, documenti, analisi politica, Roma, Newton Compton, 1973.
- Paolo Murialdi et al., Storia della stampa italiana, V, La stampa italiana del neocapitalismo, Roma-Bari, Laterza, 1976.
- Sandro Bordone, La normalizzazione dei rapporti tra PCC e PCI, in "Il Politico. Rivista italiana di scienze politiche", a. XLVIII n. 1, Pavia, Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Pavia–Giuffrè, 1983, pp. 115-158.
- Adalberto Baldoni, con Sandro Provvisionato, La notte più lunga della repubblica. Sinistra e destra, ideologie, estremismi, lotta armata. 1968-1989, Roma, Serarcangeli, 1989.
- Archivio del Centro di documentazione di Lucca, I periodici politici, Firenze, Regione Toscana, 1994.
- Michele Brambilla, Dieci anni di illusioni. Storia del Sessantotto, Milano, Rizzoli, 1994. ISBN 88-17-84328-8
- Attilio Mangano, con Antonio Schina, Le culture del Sessantotto. Gli anni Sessanta, le riviste, il movimento, Pistoia-Bolsena, CDP-Massari, 1998. ISBN 88-457-0117-4
- Roberto Niccolai, Quando la Cina era vicina. La rivoluzione culturale e la sinistra extraparlamentare italiana negli anni 60 e 70, Pisa-Pistoia, BFS-CDP, 1998. ISBN 88-86389-37-X
- Dolores Negrello, A pugno chiuso. Il Partito comunista padovano dal biennio rosso alla stagione dei movimenti, Milano, FrancoAngeli, 2000. ISBN 88-464-2146-9
- Alan John Day, Directory of European Union political parties, London, Harper, 2002, p. 149. ISBN 0953627861
- Alan John Day, Political parties of the world, London, Harper, 2002, p. 274. ISBN 095362787X
- Sabina Morandi, In movimento. Da Seattle a Firenze. Diario di una mobilitazione globale, Roma, DeriveApprodi, 2003. ISBN 88-88738-04-5
- Silvia Casilio, Il cielo e caduto sulla terra! Politica e violenza politica nell'estrema sinistra in Italia, 1974-1978, Roma, Edizioni associate, 2005. ISBN 88-267-0402-3
- Passare il segno: la forma della contestazione. Catalogo del Fondo '68-'77 della Biblioteca di via Senato, Milano, Biblioteca di via Senato, 2008. ISBN 9788896040072
[modifica] Voci correlate
- Comunismo
- Marxismo
- Leninismo
- Marxismo-leninismo
- Stalinismo
- Maoismo
- Organizzazione Comunista Bolscevica Italiana marxista-leninista
- Partito Comunista d'Italia (marxista-leninista)
- Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista