Partito Laburista Australiano

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Partito Laburista Australiano
(EN) Australian Labor Party
Leader Kevin Rudd
Stato Australia Australia
Fondazione 1891
Sede 161 London Circuit, Canberra, ACT 2600
Ideologia Laburismo
Socialdemocrazia
Socialismo democratico
Liberalismo sociale
Progressismo
Neoliberismo moderato
Terza via
Libertarismo sociale
[senza fonte]
Coalizione Centro-sinistra
Affiliazione internazionale Internazionale Socialista
Alleanza Progressista
Organizzazione giovanile Australian Young Labor
Iscritti 50,000
Sito web www.alp.org.au

Il Partito Laburista Australiano (Australian Labor Party, ALP) è un partito politico australiano di ispirazione socialdemocratica, aderente all'Internazionale socialista. Leader attuale è Kevin Rudd. Alle politiche del 2007, il partito ha conquistato la maggioranza assoluta alla Camera, tornando al governo dopo 11 anni di opposizione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Movimenti elettorali, vicini ai nascenti sindacati, erano stati fondati negli stati australiani del Nuovo Galles del Sud e del Queensland già nel 1890. Nel 1901 nacque la Federazione d'Australia, l'unione delle sei colonie britanniche presenti sull'isola, e contemporaneamente venne costituita la Camera dei Comuni, dove venne creato un gruppo federale dei partiti e movimenti laburisti. Questa è, quindi, la data in cui si ritiene sia nato l'ALP, anche se il "partito" si darà una struttura veramente unitaria solo nel 1908, quando assumerà il nome attuale.

L'ALP subito divenne forza di governo: nel 1904 con un governo di minoranza guidato da Chris Watson e nel 1910 con il governo di Andrew Fisher. In questi anni i laburisti approvarono un sistema di arbitrato nazionale per la risoluzione delle controversie tra operai ed imprenditori, sistema che è rimasto sostanzialmente inalterato fino a fine secolo.

I laburisti, pur facendo propria la dottrina politica del socialismo, non hanno mai ufficializzato la "corrente" socialista cui facevano principalmente riferimento, del resto, non hanno mai fatto proprio il concetto delle nazionalizzazioni, salvo il tentativo, negli anni '40, di Ben Chifley di nazionalizzare le banche, progetto bloccato dall'Alta Corte d'Australia.

Dagli anni '50 fino al 1967, l'ALP si è opposto ad una massiccia immigrazione dai paesi asiatici, convinto da un lato che il benessere della nazione dipendesse dai legami non solo culturali, ma anche etnici con l'Europa e, dall'altro, per la preoccupazione della manodopera a basso costo degli immigrati. Dalla metà degli anni '60, però, il partito si è fatto sempre più portatore di una visione decisamente multiculturale dell'Australia.

L'ALP ha subito nella prima meta del '900 tre grandi divisioni o fratture:

  • nel 1915 il partito visse la scissione dei sostenitori di Billy Hughes, primo ministro, che diedero vita al Partito Nazionalista d'Australia. Hughes sostenne infatti, nonostante l'opposizione del partito, la leva obbligatoria. A causa dell'opposizione interna, Highes diede vita al nuovo partito e ritornò al governo in alleanza con i conservatori.
  • nel 1931 l'ALP si divise tra i proto-keynesiani, sostenitori di una politica economica radicale, ed chi come Joseph Lyons, sosteneva una politica economica più tradizionale. La frattura portò alla nascita, ad opera di Lyons, del Partito Australia Unita, erede dei nazionalisti, dal quale nascerà, poi, il Partito Liberale dell'Australia.
  • nel 1954 il dr. Herbert Vere Evatt (comunemente conosciuto come Doc) fu espulso dal partito e fondò il Partito Laburista Democratico (Democratic Labor Party, DLP). La scissione era dovuta al fatto che Evatt aveva, insieme a molti cattolici (tra i maggiori sostenitori del partito), dato vita ai Gruppi industriali (Industrial Groups), con lo scopo di controllare le possibili infiltrazioni di comunisti nell'ALP e nei sindacati. I gruppi vennero accusati, dalla componente massimalista del partito, di essere sovversivi e si giunse alla cacciata di Evatt. Il DLP, influenzato dalla dottrina sociale della Chiesa cattolica e sostenuta dall'arcivescovo cattolico di Melbourne, Daniel Mannix, decise di sostenere il governo a guida Liberale, che governerà per vent'anni. Il DLP, dal 1974, non ha più avuto rappresentanza parlamentare è stato sciolto nel 1978, salvo che nello stato australiano di Victoria.

Negli anni '70, grazie all'impegno di Edward Gough Whitlam, tornato al governo, l'ALP passò ad una posizione socialdemocratica. Ufficialmente nello statuto si parlava ancora di socialismo democratico, ma nei fatti i laburisti si comportavano da "democratici sociali". Questa svolta culturale fu ancora più evidente negli anni ottanta quando il partito, al governo con Bob Hawke, fu il responsabile delle principali privatizzazioni e liberalizzazioni nel paese.

I laburisti sono stati, dal 1996 al 2007, all'opposizione dei governi guidati dal liberale John Howard. Alle politiche del 2007 l'ALP ha ottenuto il 43,4% dei voti (+5%) ed ha eletto 83 seggi, portando il proprio leader Kevin Rudd alla guida del governo. Alle elezione del 2010 l'ALP è calato al 38 (-5,4%) ed ha perso ben 11 seggi ed ha ottenuto tanti seggi (72 su 150) quanti quelli della Coalzione (Liberali, Liberali nazionali e Nazionalisti), riuscendo a ritornare al governo con Julia Gillard grazie al voto dell'unico deputato verde e di alcuni indipendenti.

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