Partito Democratico Popolare dell'Afghanistan

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Partito Democratico Popolare dell'Afghanistan
Flag of the People's Democratic Party of Afghanistan.svg
Stato Afghanistan Afghanistan
Fondazione 1º gennaio 1965
Dissoluzione marzo 1992
Sede Kabul
Ideologia Comunismo
Marxismo-leninismo
Socialismo
Collocazione Estrema sinistra (1965-1979)
Sinistra (1979-1992)
Colori rosso

Il Partito Democratico Popolare dell'Afghanistan (PDPA) viene fondato nel 1965. Durante il primo congresso (che si tenne il primo gennaio dello stesso anno) Nur Mohammad Taraki viene eletto segretario. Il partito, alla cui fondazione aderiscono alcune centinaia di membri, si serve sin dall’inizio di finanziamenti provenienti da Mosca ed è strutturato secondo il modello del Partito comunista sovietico, seguendo senza dubbio un orientamento marxista-leninista. La sua costituzione citava infatti: «Il PDPA è il più alto organo politico e l’avanguardia della classe operaia e di tutti i lavoratori in Afghanistan» con il proposito «di costruire una società socialista in Afghanistan basata sull’adattamento […] dei principi rivoluzionari marxisti/leninisti alle condizioni prevalenti in Afghanistan».

La scissione[modifica | modifica sorgente]

Fin dal 1966 il PDPA si trova diviso in due correnti, una guidata da Taraki, il quale verrà affiancato da Hafizullah Amin, e l’altra da Babrak Karmal. La divisione non era basata su diverse linee di pensiero ma sulle tattiche da adottare. Karmal, che conosceva le specificità della società afghana, preferiva un approccio graduale senza escludere una collaborazione con il sovrano. Taraki invece sosteneva soluzioni più drastiche, senza quei compromessi che avrebbero potuto contaminare gli obiettivi originari. La rottura definitiva si ha nel 1967, quando il partito si divide in due raggruppamenti chiamati con il nome dei loro giornali: il Parcham (“bandiera”), guidato da Karmal, e il Khalq (“popolo”), guidato da Taraki. Nonostante i due schieramenti avessero come punto di riferimento la costituzione del PDPA, di fatto ciascuno sviluppò una propria struttura separata.

Il partito al potere[modifica | modifica sorgente]

Il colpo di Stato che porta il PDPA al potere è avvenuto il 27 aprile del 1978 da parte delle due fazioni del partito (il Parcham e il Khalq) temporaneamente riunitesi. L’azione, che verrà poi ribattezzata rivoluzione di Saur o anche "Rivoluzione d’aprile", provoca la morte di Mohammed Daoud Khan e di numerosi membri della sua famiglia. Tre giorni dopo viene proclamata la Repubblica Democratica dell’Afghanistan, in cui Taraki copre la carica di presidente, di primo ministro e di segretario generale del partito; Babrak Karmal quella di vice presidente e di vice primo ministro e Amin quella di ministro degli esteri. La convivenza tra le due fazioni del PDPA dura poco. Già in giugno, infatti, i membri del Parcham vengono incaricati di ricoprire missioni diplomatiche all’estero, in modo da non partecipare direttamente alla vita politica del Paese e al loro ritorno sono definitivamente allontanati, sancendo così il predominio della fazione Khalq, nella quale sempre più emerge la figura di Amin. Instaurato il governo, viene subito varato un pacchetto di riforme i cui pilastri vertono sull’abolizione della dote, sulla riforma agraria e sull’alfabetizzazione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • C. Degli Abbati, O. Roy, Afghanistan, L’Islam et sa modernité politique, Éditions du Seuil, Paris 1985.
  • E. Giunchi, Afghanistan, storia e società nel cuore dell’Asia, Carocci, Roma 2007.

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