Partito Comunista delle Filippine

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Partito Comunista delle Filippine
Leader José María Sison
Stato Filippine Filippine
Fondazione 26 dicembre 1968
Sede Sconosciuta
Ideologia Comunismo
Marxismo-leninismo
Maoismo
Collocazione Estrema sinistra
Testata Ang Bayan
Sito web philippinerevolution.net

Il Partito Comunista delle Filippine (Partido Komunista ng Pilipinas) è il partito comunista più grande che esista nelle Filippine. Fu fondato il 26 dicembre 1968 da una scissione dal Partito Comunista Filippino. Uno dei fondatori, José María Sison, è stato accusato di terrorismo dalle autorità degli Stati Uniti e dell'Unione Europea.

Il PKP è di idea maoista e dal 1969 combatte una difficile guerra popolare tramite il suo braccio armato, il Nuovo Esercito Popolare. Dal punto di vista internazionale fa parte della Conferenza Internazionale dei Partiti e delle Organizzazioni Marxisti-Leninisti, dal punto di vista nazionale del Fronte Democratico Nazionale.

Il PKP assume come propria linea base e guida della rivoluzione filippina e internazionale il marxismo-leninismo-pensiero di Mao Zedong, cioè il pensiero analizzato da Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao.

"Tra il 1973-74, e il 1976-77, si scatenò una feroce repressione che portò all'arresto di alcuni membri del Comitato Centrale del PKP. Fu però lo stesso periodo in cui scoppiarono contestazioni anche spontanee dei lavoratori, per cui il PKP indicò le lotte antifascista, antimperialista e antifeudale come quelle da porre alla base della rivoluzione democratica. Tra il 1983 e il 1986, il PKP fu molto presente nelle contestazioni contro la dittatura di Marcos, che alla fine cadde e il dittatore fu costretto a fuggire. In questa lotta, il Nuovo Esercito Popolare ricoprì un ruolo secondario ma importante. In vent'anni di esistenza, il Partito Comunista delle Filippine era riconosciuto come il partito d'avanguardia marxista-leninista della classe operaia". (Armando Liwanag, "Brief review of the history of the Communist Party of the Philippines, 26 dicembre 1988)

È da notare che dietro il nome di Armando Liwanag, presidente del Partito, si è recentemente rivelato esservi il controverso José María Sison, che, dal marzo 2005, il Consiglio dell'Unione Europea ha inserito nella lista di persone verso le quali debbono essere adottate misure restrittive in materia di lotta al terrorismo.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lotta al terrorismo - Misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità. CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA. Bruxelles, 16 marzo 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]