Partito Comunista dell'India

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Partito Comunista d'India)

Il Partito Comunista dell'India (Communist Party of India o CPI) è un partito politico indiano il cui attuale segretario generale è Ardhendu Bhushan Bardhan.

Il partito fu fondato a Kanpur il 26 dicembre 1925 da un gruppo di giovani ispirati dall'esempio della rivoluzione d'ottobre e sulla scia del movimento di non cooperazione promosso da Gandhi in quegli anni.[1]

Tra i fondatori ci furono Manabendra Nath Roy, agente del Comintern in Bengala che fece leva sull'ammirazione di alcuni per la lotta di classe e i metodi violenti, e Shripat Amrit Dange, bramino e autore del pamphlet intitolato Gandhi e Lenin nel quale sosteneva che tra i due era Lenin l'esempio da seguire per l'umanità oppressa.

Il CPI però non divenne mai un concorrente serio del Partito del Congresso Indiano, probabilmente in parte per il carattere della lotta gandhiana e in parte per il profondo sentimento religioso degli indiani[2]

Nel 1964 una scissione ha portato alla nascita del Partito Comunista d'India (Marxista).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Brief history of the CPI. URL consultato il 25-06-2008.
  2. ^ Wolpert, p. 281.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]