Partito Comunista Unificato del Nepal (maoista)

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Partito Comunista Unificato del Nepal (maoista)
एकीकृत नेपाल कम्युनिष्ट पार्टी (माओवादी)
South Asian Communist Banner.svg
Leader Pushpa Kamal Dahal
Stato Nepal Nepal
Fondazione 1994
Sede Kathmandu
Ideologia Comunismo
Marxismo-Leninismo
Maoismo
Collocazione Sinistra
Affiliazione internazionale Comitato di coordinamento dei partiti e dei movimenti maoisti dell'Asia Meridionale
Seggi
239 / 601
Sito web http://www.ucpnm.org/
Una ragazza a una manifestazione del partito maoista a Kathmandu

Il Partito Comunista Unificato del Nepal (maoista) (in nepalese: एकीकृत नेपाल कम्युनिष्ट पार्टी (माओवादी)) è un partito politico del Nepal.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il partito è stato fondato nel 1994 con il nome di Partito Comunista del Nepal (maoista) da una scissione da un altro partito comunista - il Partito Comunista del Nepal (Unità Centrale) - per iniziativa di Pushpa Kamal Dahal, conosciuto come Compagno Prachanda o Presidente Prachanda, che si ispirava agli insegnamenti del maoismo sull'applicazione del marxismo ai contesti sociali caratterizzati da un forte proletariato rurale. Ideologo e numero due del partito era ed è tuttora Baburam Bhattarai.

Nel febbraio del 1996 il partito ha proclamato l'insurrezione contro il governo di Kathmandu dando il via a una guerra civile (detta guerra del Popolo nepalese), con l'obiettivo di abbattere una struttura sociale e istituzionale considerata ancora a livello feudale con casi di servitù, e di abolire la proprietà privata dei mezzi di produzione.

A partire dal 1997 la guerriglia maoista ha coinvolto i distretti occidentali del paese (soprattutto Rolpa e Ghorka) per poi diffondersi in molte aree rurali e arrivare a controllare, nel 2005, almeno due terzi del territorio del Nepal.

La lotta armata ha causato molte vittime su entrambi i fronti e anche tra i civili (le stime indicano circa 13.000 morti fino al 2006) ed è stata particolarmente cruenta dopo l'ascesa al trono nel 2001 di re Gyanendra e dopo lo stato di emergenza da questi proclamato il 1º febbraio del 2005.

Dopo le rivolte di piazza dell'aprile del 2006 e la conseguente rinuncia del potere esecutivo da parte di re Gyanendra, è iniziato il processo di disarmo e di riavvicinamento fra il partito e il governo nepalese, che ha portato all'accordo del 16 dicembre 2006. Il Partito Comunista (maoista), uscito dalla clandestinità, si è fuso con il Partito Comunista del Nepal (centro marxista-leninista-maoista) cambiando nome nell'attuale Partito Comunista Unificato del Nepal (maoista). È quindi entrato sia in Parlamento sia nel governo ad interim, presentandosi poi alle elezioni per l'Assemblea Costituente che si sono tenute il 10 aprile 2008.

Attualità[modifica | modifica sorgente]

Uscito a sorpresa vincitore dalle elezioni, il Partito Comunista Unificato del Nepal (maoista) ha ottenuto la maggioranza relativa dei seggi nella nuova Assemblea Costituente, seguito dal Partito del Congresso Nepalese e dal Partito Comunista del Nepal (Unificato Marxista-Leninista) (formazione di sinistra moderata). Alla prima riunione del nuovo Parlamento, il 28 maggio 2008, ha quindi ottenuto la trasformazione del Nepal da monarchia ereditaria a repubblica federale. Tra gli obiettivi attuali del partito - che dopo aver abbandonato la lotta armata si è dichiarato disposto a lottare per il socialismo con metodi democratici e con il confronto elettorale - c'è la creazione di un sistema presidenziale, la redistribuzione delle terre e la creazione di un'economia mista cogestita dallo Stato. In seguito all'adozione di questa linea politica, il Partito ha subito una scissione verticale, con la fuoriscita della fazione di sinistra che nel 2012 ha fondato il Partito Comunista del Nepal (maoista).

Il Partito comunista maoista nepalese ha diversi contatti internazionali con movimenti della stessa ispirazione, specie nell'area sudasiatica (in particolare India, Bhutan e Sri Lanka).

Note[modifica | modifica sorgente]

  • Dalla guerra civile che ha insanguinato il paese guidato da questo partito è stata presa ispirazione per la trama del videogioco in via di sviluppo Far Cry 4, della Ubisoft per rappresentare la guerra fra i ribelli del Kyrat (immaginario paese ispirato al Nepal e hai suoi stati confinanti) e le forze fedeli al dittatore re Pagan Min.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Manjushree Thapa, Forget Kathmandu, Neri Pozza, 2006
  • Alessandro Gilioli, Premiata macelleria delle Indie, Rizzoli, 2007
  • Baburam Bhattarai, The Nature of Underdevelopment and Regional Structure of Nepal: A Marxist Analysis, Adroit, Delhi 2003

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) [1] Blog francese del comitato di solidarieta franco-nepalese ove è possibile trovare alcune notizie su fatti attuali