Partito Comunista del Nepal (maoista)
Il Partito comunista maoista nepalese (in nepalese: नेपाल कम्युनिष्ट पार्टी (माओवादी) è un partito politico del Nepal.
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[modifica] Storia
Il partito è stato fondato nel 1994 da una scissione da un altro partito comunista - il Communist Party of Nepal (Unity Centre) - per iniziativa di Pushpa Kamal Dahal, conosciuto come Compagno Prachanda o Presidente Prachanda, che si ispirava agli insegnamenti del maoismo sull'applicazione del marxismo ai contesti sociali caratterizzati da un forte proletariato rurale. Ideologo e numero due del partito era ed è tuttora Baburam Bhattarai.
Nel febbraio del 1996 il partito ha proclamato l'insurrezione contro il governo di Kathmandu dando il via a una guerra civile (detta guerra del Popolo nepalese), con l'obiettivo di abbattere una struttura sociale e istituzionale considerata ancora a livello feudale con casi di servitù, e di abolire la proprietà privata dei mezzi di produzione.
A partire dal 1997 la guerriglia maoista ha coinvolto i distretti occidentali del paese (doprattutto Rolpa e Ghorka) per poi diffondersi in molte aree rurali e arrivare a controllare, nel 2005, almeno due terzi del territorio del Nepal.
La lotta armata ha causato molte vittime su entrambi i fronti e anche tra i civili (le stime indicano circa 13.000 morti fino al 2006) ed è stata particolarmente cruenta dopo l'ascesa al trono nel 2001 di re Gyanendra e dopo lo stato di emergenza da questi proclamato il 1º febbraio del 2005.
Dopo le rivolte di piazza dell'aprile del 2006 e la conseguente rinuncia del potere esecutivo da parte di re Gyanendra, è iniziato il processo di disarmo e di riavvicinamento fra il partito e il governo nepalese, che ha portato all'accordo del 16 dicembre 2006. Il partito, uscito dalla clandestinità, è quindi entrato sia in Parlamento sia nel governo ad interim, presentandosi poi alle elezioni per l'Assemblea Costituente che si sono tenute il 10 aprile 2008.
[modifica] Attualità
Uscito a sorpresa vincitore dalle elezioni, il Partito Comunista Maoista Nepalese ha ottenuto la maggioranza relativa dei seggi nella nuova Assemblea Costituente, seguito dal Partito del Congresso Nepalese e dal Partito Comunista del Nepal (Unificato Marxista-Leninista) (formazione di sinistra moderata). Alla prima riunione del nuovo Parlamento, il 28 maggio 2008, ha quindi ottenuto la trasformazione del Nepal da monarchia ereditaria a repubblica federale. Tra gli obiettivi attuali del partito - che dopo aver abbandonato la lotta armata si è dichiarato disposto a lottare per il socialismo con metodi democratici e con il confronto elettorale - c'è la creazione di un sistema presidenziale, la redistribuzione delle terre e la creazione di un'economia mista cogestita dallo Stato.
Il Partito comunista maoista nepalese ha diversi contatti internazionali con movimenti della stessa ispirazione, specie nell'area sudasiatica (in particolare India, Bhutan e Sri Lanka).
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Manjushree Thapa, Forget Kathmandu, Neri Pozza, 2006
- Alessandro Gilioli, Premiata macelleria delle Indie, Rizzoli, 2007
- Baburam Bhattarai, The Nature of Underdevelopment and Regional Structure of Nepal: A Marxist Analysis, Adroit, Delhi 2003
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