Partito Nazional Bolscevico

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Partito Nazional Bolscevico
Национал-большевистская партия
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Leader Eduard Limonov
Stato [[File:{{Naz/{{{stato}}}|a}}|Bandiera {{Naz/{{{stato}}}|b}}{{Naz/{{{stato}}}|c}}|border|20px]] [[{{Naz/{{{stato}}}|e}}|{{Naz/{{{stato}}}|c}}]]
Fondazione 1992
Dissoluzione
Sede Mosca
Partito {{{partito}}}
Ideologia Nazional-bolscevismo, Eurasiatismo, Socialismo
Collocazione
Coalizione
Partito europeo {{{partito europeo}}}
Gruppo parlamentare europeo {{{gruppo parlamentare europeo}}}
Affiliazione internazionale
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Testata
Organizzazione giovanile
Iscritti
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Sito web http://www.nazbol.ru/
Politica nella Federazione
Russa

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La Politica della Russia

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Politica della Federazione Russa

Categorie: Politica, Diritto e Stato


Il Partito Nazional-Bolscevico (Nazional-Bol'ševistskaja Partija; NBP) è un partito politico della Federazione Russa, attualmente fuorilegge. Gruppi conosciuti con lo stesso nome ma molto più piccoli (e d'importanza pressoché irrilevante) si ritrovano in Lettonia, Moldavia, Svezia e Ucraina.


Indice

[modifica] Storia

Nato nel 1992 col nome di Fronte Nazionale Bolscevico, il partito fu fondato da Eduard Limonov ispirandosi alle teorie di Aleksandr Dugin, secondo cui era necessario salvare una parte dell'eredità bolscevica (quella "patriottica" opposta alla corrente "cosmopolita"), coniugandola con le più recenti elaborazioni della Nuova Destra. Sia per sottolineare questo duplice carattere ideologico, sia per creare un'immagine "scandalosa" e dunque di sicuro impatto, il NBP ha adottato come proprio simbolo la falce e il martello all'interno d'un cerchio bianco su sfondo rosso, fondendo così il simbolo del comunismo al vessillo del partito nazional-socialista dei lavoratori tedeschi (nsdap). Il NBP aderì subito al Fronte di Salvezza Nazionale, che riuniva comunisti e nazionalisti nell'opposizione contro Boris El'cin. Ben presto, però, il NBP fu costretto ad uscirne per dissapori con Vladimir Žirinovskij. Duri contrasti sorsero anche all'interno del NBP stesso, cosa che causò l'addio del suo ideologo Aleksandr Dugin. Oggi Limonov bolla Dugin di "tradimento", mentre Dugin accusa Limonov d'aver depravato il nazional-bolscevismo, vendendo sé stesso ed il partito ai nemici della Russia (in particolare agli USA). In effetti, Limonov ha notevolmente modificato l'impostazione politica del NBP: ha personalizzato il movimento, incentrandolo sull'esaltazione del suo capo; s'è schierato in maniera radicale contro Vladimir Putin, tanto da concludere improbabili alleanze coi neoliberali; ha ammorbidito le critiche anti-occidentali e valutato positivamente anche la "rivoluzione arancione" ucraina. Negli ultimi anni, una fetta consistente di militanti nazional-bolscevichi, che inizialmente s'erano schierati con Limonov contro Dugin, verificata la mutata linea politico-ideologica del NBP hanno deciso d'abbandonarlo.

Nell'agosto 2006 i dissidenti, guidati da Aleksej Golubovič, hanno creato un nuovo Fronte Nazional Bolscevico, alleato con il Evrazijskij Sojuz Molodëži, il nuovo gruppo giovanile di Aleksandr Dugin, decisamente anti-atlantista e (seppur da posizioni critiche) sostenitore del presidente Putin. Nel frattempo, il troncone originario del NBP è incappato in gravi guai giudiziari e dal 2005 lotta nelle aule giudiziarie per modificare un decreto di bando. Attualmente Limonov ed i suoi seguaci si sono alleati ai neoliberali Garri Kasparov e Michail Kas'janov nel cartello Drugaja Rossija.

Attualmente il partito dichiara d'avere circa quindicimila membri: in massima parte si tratta di giovani o intellettuali.

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