Participio latino

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Il participio è chiamato così perché partecipa sia alle funzioni del verbo che a quelle del nome. Per questa sua caratteristica, era considerato, tanto nel mondo greco quanto nel mondo latino, non un modo verbale o un elemento facente parte del sistema verbale, bensì una parte del discorso a sé.

Tempi del participio[modifica | modifica wikitesto]

In latino vi sono tre tempi del participio:

  • presente (attivo);
  • perfetto (passivo, attivo per i deponenti e per alcuni verbi non deponenti);
  • futuro (attivo).

Participio presente[modifica | modifica wikitesto]

Ha significato attivo ed esprime la contemporaneità rispetto al verbo della reggente, con tutti i verbi (transitivi/intransitivi, attivi/deponenti). Si compone del tema del presente, con l'aggiunta del suffisso -nt- e delle uscite degli aggettivi della seconda classe: uscirà quindi in -ans, -antis per la prima coniugazione, -ens, -entis per la seconda e terza coniugazione, -iens, -ientis per la quarta coniugazione. Si declina dunque come un aggettivo della seconda classe a una sola uscita.
All'ablativo singolare presenta la doppia uscita, in -e ed in -i: la prima (caratteristica della declinazione nominale) si usa quando il participio è usato come verbo (ad esempio nell'ablativo assoluto) o è sostantivato; la seconda (caratteristica della declinazione aggettivale) si usa quando il participio ha funzione di aggettivo.

Per fornire uno schema di coniugazione ed elencare i suoi significati useremo come esempio il participio presente di laudo, "lodare", laudans, -ntis (tutti gli esempi sono alla terza persona singolare ma ovviamente il participio si può riferire a ciascuna delle sei persone).

declinazione di laudans, laudantis
Nominativo laudans laudans laudantes laudantia
Genitivo laudantis laudantis laudantium laudantium
Dativo laudanti laudanti laudantibus laudantibus
Accusativo laudantem laudans laudantes laudantia
Vocativo laudans laudans laudantes laudantia
Ablativo laudante laudanti laudantibus laudantibus

Si rende in italiano nel seguente modo: Se il participio si trova in nominativo (sing. o plur.) si rende con il Gerundio semplice italiano. Se si trova in un altro caso si traduce con una proposizione relativa (Che...) oppure una temporale, causale, etc...

  1. Colui che loda/lodava;
  2. Che loda/lodava;
  3. Il lodante;
  4. Lodando;
  5. Mentre loda/lodava;
  6. Quando loda/lodava;
  7. Poiché loda/lodava;
  8. Se loda/lodava/lodasse;
  9. Sebbene lodi/lodasse;
  10. Affinché lodi/lodasse (raro).

Participio futuro[modifica | modifica wikitesto]

Esprime la posteriorità rispetto al verbo reggente, ha valore attivo e quindi è presente nella coniugazione di tutti i verbi, eccetto i verbi difettivi di supino. Si forma dal tema del supino con il suffisso -urus, -ura, -urum e si declina dunque come un aggettivo della I classe.

Per fornire lo schema di coniugazione ed elencare i suoi significati useremo come esempio il participio futuro di laudo, "lodare", laudaturus, -ura, -urum (tutti gli esempi sono alla terza persona singolare ma ovviamente il participio si può riferire a ciascuna delle sei persone).

declinazione di laudaturus, laudatura, laudaturum
Maschile singolare Femminile singolare Neutro singolare Maschile plurale Femminile plurale Neutro plurale
Nominativo laudaturus laudatura laudaturum laudaturi laudaturae laudatura
Genitivo laudaturi laudaturae laudaturi laudaturorum laudaturarum laudaturorum
Dativo laudaturo laudaturae laudaturo laudaturis laudaturis laudaturis
Accusativo laudaturum laudaturam laudaturum laudaturos laudaturas laudatura
Vocativo laudature laudatura laudaturum laudaturi laudaturae laudatura
Ablativo laudaturo laudatura laudaturo laudaturis laudaturis laudaturis

Si rende in italiano nel seguente modo:
Più utilizzati.

  1. Colui che loderà/sta per lodare/stava per lodare;
  2. Che loderà/sta per lodare/stava per lodare;


Altri.

  1. Disposto/pronto a lodare;
  2. Stando per lodare;
  3. Quando loderà/sta per lodare/stava per lodare;
  4. Poiché loderà/sta per lodare/stava per lodare;
  5. Se loderà/sta per lodare/stava per lodare;
  6. Sebbene loderà/stia per lodare/stesse per lodare;
  7. Affinché lodi/lodasse.

Participio perfetto[modifica | modifica wikitesto]

Participio presente passivo e participio perfetto attivo
Una delle differenze più vistose fra il participio perfetto latino ed il participio passato italiano è che quello italiano può avere più valori: passivo, ma anche attivo; anteriore, ma anche contemporaneo.

Prendiamo ad esempio il verbo prendere: preso può significare tanto "che è stato preso/essendo stato preso", quanto "che è preso/essendo preso" (come se fosse un participio presente passivo). Oppure il verbo "venire", che in italiano ha il participio passato "venuto", che significa "che è venuto/essendo venuto" mentre in latino lo stesso verbo, in quanto intransitivo attivo, manca, come sappiamo, del participio perfetto. In tali casi, non potendo ricorrere ad un participio, il latino ricorre alle proposizioni equivalenti: relativa (quando il participio ha valore attributivo o predicativo), temporale, causale ecc.
la stessa cosa accade con le espressioni italiane "suddetto, sopracitato": in latino non si usa il participio, ma una proposizione relativa (quem antea diximus ecc.).

Esprime anteriorità, ha valore passivo ed è formato dal tema del supino cui si aggiungono le terminazioni -us, -a, -um: si declina come un aggettivo della prima classe.

Forniamo uno schema di declinazione utilizzando il participio perfetto di laudo, "lodare", laudatus, -a, -um.

declinazione di laudatus, laudata, laudatum
Maschile singolare Femminile singolare Neutro singolare Maschile plurale Femminile plurale Neutro plurale
Nominativo laudatus laudata laudatum laudati laudatae laudata
Genitivo laudati laudatae laudati laudatorum laudatarum laudatorum
Dativo laudato laudatae laudato laudatis laudatis laudatis
Accusativo laudatum laudatam laudatum laudatos laudatas laudata
Vocativo laudate laudata laudatum laudati laudatae laudata
Ablativo laudato laudata laudato laudatis laudatis laudatis

A questo punto occorre distinguere fra i verbi attivi e deponenti, transitivi e intransitivi per precisare il valore attivo o passivo del participio perfetto. Distingueremo dunque quattro tipi di verbo, e per ciascun tipo esamineremo la presenza o meno del participio perfetto, e il suo valore per quanto riguarda la diatesi.

  • Verbo transitivo attivo (laudo, "lodare"). Ha il participio perfetto con valore passivo (laudatus, -a, -um).
  1. Lodato;
  2. Il lodato;
  3. Essendo stato lodato;
  4. Colui che è/era stato lodato;
  5. Che è/era stato lodato;
  6. Quando è/era stato lodato;
  7. Poiché è/era stato lodato;
  8. Se è/era/fosse stato lodato;
  9. Sebbene sia/fosse stato lodato.


  • Verbo intransitivo attivo (venio, "venire"). Non ha il participio perfetto, tranne nei tempi derivati dal perfetto per formare la forma passiva impersonale (ventum est, "si venne").


  • Verbo deponente transitivo (hortor, "esortare"). Ha il participio perfetto con valore attivo (hortatus, -a, -um).
  1. Colui ha/aveva esortato;
  2. Che ha/aveva esortato;
  3. Esortato (solo come participio congiunto);
  4. Avendo esortato;
  5. Quando ha/aveva esortato;
  6. Poiché ha/aveva esortato;
  7. Se ha/aveva/avesse esortato;
  8. Sebbene abbia/avesse esortato.


  • Verbo deponente intransitivo (proficiscor, "partire"). Ha il participio perfetto con valore attivo (profectus, -a, -um).
  1. Colui che è/era partito;
  2. Che è/era partito;
  3. Partito;
  4. Essendo partito;
  5. Quando è/era partito;
  6. Poiché è/era partito;
  7. Se è/era/fosse partito;
  8. Sebbene sia/fosse partito.

Sintassi del participio[modifica | modifica wikitesto]

Participio sostantivato[modifica | modifica wikitesto]

Il participio è detto sostantivato quando non è concordato con nessun altro termine della frase. Il participio sostantivato è quindi autonomo e corrisponde ad un sostantivo. Si può tradurre con un participio presente o passato (se è un participio presente o passato), oppure con una perifrasi relativa.

Es.

Participio Presente Virtus pugnantium magna fuit Il valore dei combattenti (di coloro che combattevano) fu grande.

Participio Perfetto Memoria necatorum ad perpetuum manebit. La memoria degli uccisi (di coloro che sono stati uccisi) rimarrà in eterno.

Participio Futuro Virtus pugnaturorum magna erit. Il valore di coloro che combatteranno (di coloro che si accingono a combattere, di coloro che hanno intenzione di combattere) sarà grande.

Participio attributivo[modifica | modifica wikitesto]

Il participio attributivo si ha quando il participio ha funzione di aggettivo (si riferisce quindi ad un sostantivo) e concorda in genere, numero e caso al sostantivo a cui si riferisce, seguendo la declinazione degli aggettivi della seconda classe ad una sola uscita (participio presente) o degli aggettivi della prima classe (participio perfetto e futuro).

Es.

«Iucunda est memoria praeteritorum malorum.»
«È piacevole il ricordo dei mali (che sono) passati

Participio predicativo[modifica | modifica wikitesto]

Il participio predicativo è molto simile a quello attributivo, ma mentre quello attributivo indica una condizione permanente del soggetto preso in considerazione, quello predicativo indica invece una condizione momentanea del soggetto.[senza fonte]

Es.

«Misit angelos serventes eum»
«Mandò gli angeli a servirlo»

Participio congiunto[modifica | modifica wikitesto]

Il participio congiunto si verifica quando il participio presente o perfetto di un verbo attivo, deponente o semideponente concorda in caso, genere e numero con un elemento della proposizione reggente (sostantivo, pronome, ecc.). Nella sua funzione verbale corrisponde ad una proposizione subordinata implicita degli stessi tipi di quella dell'ablativo assoluto (temporale, causale, concessiva) oppure alla protasi di un periodo ipotetico. Viene impiegato quando l'ablativo assoluto non è utilizzabile. Ciò può accadere quando i soggetti di subordinata e reggente coincidono oppure quando è presente un legame tra la subordinata e altre proposizioni, reggente compresa. In alcuni casi, il participio congiunto con funzione temporale può essere reso in italiano anche con una coordinata alla reggente, invece di una subordinata, mantenendo pressoché intatto il significato dell'enunciato.

Esempi: Inviaturi: i soldati che stavano per essere inviati (esempio tipico di participio futuro congiunto).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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