Particella β

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La radiazione beta è una forma di radiazione ionizzante emessa da alcuni tipi di nuclei radioattivi.

Radiazione beta

Questa radiazione assume la forma di particelle beta (β), che sono elettroni o positroni ad alta energia, espulsi da un nucleo atomico in un processo conosciuto come decadimento beta. Esistono due forme di decadimento beta, β e β+, che emettono rispettivamente un elettrone o un positrone.

Nel decadimento β, un neutrone viene convertito in un protone, un elettrone e un antineutrino elettronico (l'antiparticella del neutrino):

\mbox{n} \rightarrow \mbox{p} + \mbox{e}^- + \bar{\nu}_{e}

Nel decadimento β+ (osservabile in nuclei ricchi di protoni), un protone interagisce con un antineutrino elettronico per dare un neutrone e un positrone (il decadimento diretto del protone in positrone non è stato ancora osservato):

\mbox{p} + \bar {\nu}_{e} \rightarrow \mbox{n} + \mbox{e}^+

A causa della presenza del neutrino, l'atomo e la particella beta normalmente non rinculano in direzioni opposte. Questa osservazione sembrava violare il principio della conservazione dell'energia e del momento, ma poiché una tal cosa non sembrava probabile, Wolfgang Pauli postulò l'esistenza di una terza particella neutra[1] il cui nome - neutrino - fu coniato dall'italiano Edoardo Amaldi, stretto collaboratore di Enrico Fermi, che a sua volta elaborò una teoria del decadimento beta che ancora oggi può essere considerata valida entro un ottimo livello di approssimazione. Tale decadimento è mediato dalla forza nucleare debole.

L'interazione delle particelle beta con la materia ha generalmente un raggio d'azione dieci volte superiore, e un potere ionizzante pari a un decimo rispetto all'interazione delle particelle alfa. Vengono bloccate completamente da pochi millimetri di alluminio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ vedi lettera di Pauli - trad.in italiano - inviata il 4 dicembre 1930 al congresso di fisica a Tubinga


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