Parsonsite

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Parsonsite
Parsonsite-Torbernite-90912.jpg
Classificazione Strunz VII/E.08-10
Formula chimica Pb2(UO2)(PO4)2·2(H2O)
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino  
Sistema cristallino monoclino
Classe di simmetria  
Parametri di cella C0=6,8 β=99°
Gruppo puntuale 1
Gruppo spaziale P1
Proprietà fisiche
Densità 5,75 g/cm³
Durezza (Mohs) 3
Sfaldatura imperfetta secondo (010)
Frattura concoidale
Colore da giallo a bruno
Lucentezza grassa
Opacità translucida-opaca
Striscio  
Diffusione rara
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La parsonsite è un minerale, chimicamente un fosfato di piombo e uranile.

Inizialmente rinvenuta a Shinkolobwe (Katanga) e descritta da Alfred Schoep nel 1923.[1]

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

Si presenta in cristalli prismatici lunghi fino a 4 mm, generalmente polisintetici e curvi.
Forma incrostazioni di aspetto vellutato costituite da aggregati ndui fini cristalli aciculari, in masse fibroso-raggiate o in masse compatte.[1]

Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Si rinviene a Shinkolobwe (Katanga), associata a torbernite; a Wolsendorf (Baviera, associata a uranocircite; a Ruggles Mine (New Hampshire, USA), insieme a fosfouranilite e autunite; in Francia a Lachaux (Puy-de-Dôme) con torbernite e a Grury (Saona e Loira) con torbernite e renardite, infine a Boko Songho (Congo centrale).[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (FR) Claude Guillemin, Minéraux d'uranium du Haut Katanga, 1958.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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