Parotite epidemica

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Parotite epidemica
Mumps PHIL 130 lores.jpg
Bambino affetto da parotite.
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 072.9

La parotite epidemica, più conosciuta con il nome popolare di orecchioni, è una malattia infettiva acuta contagiosa. Si localizza primariamente ad una o entrambe le parotidi, grosse ghiandole salivari poste nel retrobocca, dietro ai rami della mandibola oppure sotto le orecchie.

Se questa malattia colpisce in età adulta può portare sterilità dato che il virus può spostarsi, tra i vari distretti, anche ai testicoli o alle ovaie, causando nel 30% dei casi maschili severe orchiti e nel 5% dei casi femminili delle ovariti.

Eziopatogenesi[modifica | modifica sorgente]

L'agente eziologico della parotite epidemica è il virus parotitico, un virus con genoma ad RNA a singolo filamento negativo appartenente alla famiglia Paramyxoviridae, sottofamiglia Paramyxovirinae, genere Rubulavirus.

La malattia è altamente contagiosa; l'infezione viene in genere trasmessa per via respiratoria. È raro il contagio per contatto diretto con oggetti contaminati.

Dal momento del contagio all'esordio clinico della malattia passano 14-18 giorni di incubazione, e si è contagiosi da 4-5 giorni prima dell'esordio clinico fino alla completa guarigione.

Sintomi e decorso[modifica | modifica sorgente]

La durata della malattia è di circa 2 settimane. Il primo sintomo evidente della malattia è il gonfiore delle parotidi. I sintomi sono mal di testa, febbre, dolori al collo e sotto le orecchie, dolore alla masticazione, a volte dolore addominale.

Sono possibili complicazioni:

  • Meningoencefalite parotitica: si verifica nel 10% dei casi di parotite epidemica, quasi sempre a prognosi benigna.
    • Danni all'udito: si verificano nel 5% dei casi di meningoencefalite parotitica
  • Pancreatite
  • Orchite: più frequente dopo la pubertà, arrivando in questi casi fino al 30%; le conseguenze (sterilità) sono tuttavia rare
  • Ovarite: (5% dei casi delle donne adulte, di cui la metà possono esitare in sterilità)
  • Coinvolgimento di altri organi (rene, articolazioni, tiroide), solo in casi eccezionali

Proprio per la possibile comparsa di complicazioni durante il decorso della malattia è importante avvertire il medico in caso di insorgenza di sintomi nuovi come cefalea, vomito, dolore addominale, alterazioni dello stato di vigilanza.

Dopo la guarigione persiste uno stato di immunità; per cui, solitamente, ci si ammala di parotite non più di una volta nella vita.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Come per molte malattie virali non esistono medicinali specifici capaci di contrastarle.

Il trattamento è esclusivamente sintomatico, con antipiretici o analgesici. Può essere utile evitare l'assunzione di alimenti dal forte sapore che stimolano la salivazione e conseguentemente il dolore.

Disposizioni legislative[modifica | modifica sorgente]

In Italia, per motivi di sorveglianza epidemiologica, è previsto l'isolamento obbligatorio del paziente fino alla guarigione, e la denuncia obbligatoria da parte del medico all'ufficio igiene dell'ASL competente.

Vaccinazione[modifica | modifica sorgente]

Per la parotite è disponibile un vaccino vivo attenuato, capace di indurre l'immunizzazione tramite infezione subclinica e non contagiosa, e che induce anticorpi in oltre il 95% dei soggetti. In Italia esso è somministrato in combinazione con i vaccini per morbillo e rosolia (MPR), da praticare a partire dal secondo anno di vita.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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