Parma Football Club
| Parma FC Calcio |
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|---|---|---|---|---|
| Crociati, Gialloblù, Ducali, Parmensi | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Inno | Il grido di battaglia I cadetti di Gigi Stok & Franco Dini |
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| Dati societari | ||||
| Città | ||||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Serie A | |||
| Fondazione | 1913 | |||
| Rifondazione | 1968 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Ennio Tardini (27.906 attualmente autorizzati 22.885 posti) |
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| Sito web | www.fcparma.com | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | 4 campionato di Serie C 1 campionato di Serie D |
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| Trofei nazionali | 3 Coppe Italia 1 Supercoppe italiane |
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| Trofei internazionali | 1 Coppe delle Coppe 2 Coppe UEFA/Europa League 1 Supercoppe UEFA |
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| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | ||||
Il Parma Football Club è la principale squadra calcistica della città di Parma, milita nel campionato italiano di Serie A, ed è formalmente la ridenominazione della società Parma Associazione Calcio 1968 dopo il "Crac Parmalat" dal 25 giugno 2004[1], quando grazie alla "Legge Marzano", mantenne i diritti sportivi maturati, pur svincolandosi dalla proprietà Parmalat. Dopo il periodo di commissariamento presieduto da Enrico Bondi, la società viene rilevata e gestita dalla "Eventi Sportivi S.r.l." a capo della quale c'è il giovane industriale bresciano Tommaso Ghirardi[2].
La società Parma Associazione Calcio 1968 ossia la ridenominazione della Associazione Calcio Parmense 1968 avvenuta il 1º gennaio 1970, ha proseguito la tradizione sportiva della vecchia società Parma Foot Ball Club (quella nata nel 1913 come Verdi Foot Ball Club) acquisendo il nome "Parma" e la livrea delle divise crociate, nonostante fosse un'altra e ben distinta società[3][4][5].
Nella classifica perpetua della Serie A, che tiene conto di tutte le 60 squadre di calcio che hanno militato almeno una volta nella massima serie nazionale, il Parma si colloca al 15º posto. Da questa stagione è uscito dal Ranking UEFA[6](dopo 5 anni senza gare europee) dopo essere stato classificato ininterrottamente dal 1992 al 2011 (e dopo aver raggiunto il 2º posto nel 1996 alle spalle dell'A.F.C. Ajax)[7].
Nel suo palmarès figurano 3 Coppe Italia, una Supercoppa italiana e quattro titoli internazionali: 1 Coppa delle Coppe, 2 Coppe UEFA e una Supercoppa europea. Dopo Milan, Juventus e Inter, il Parma è il quarto club italiano (e il 13° in Europa) nella Classifica Generale delle coppe calcistiche U.E.F.A. vinte.
Il Parma Football Club è anche uno dei membri dell'ECA – Associazione dei Club Europei, organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14, e composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.
Indice |
[modifica] Cenni storici
| Per approfondire, vedi la voce Storia del Parma Football Club. |
[modifica] Il primo Parma Calcio: dal Verdi F.B.C. al fallimento del'69
Il Parma nasce grazie ad uno dei più grandi maestri della musica: Giuseppe Verdi. È infatti in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita del grande compositore parmense che il 27 luglio 1913 viene fondato il Verdi Foot Ball Club, che aderirà il 16 dicembre successivo, al nuovo progetto Parma Foot Ball Club. Dopo vari campionati disputati nelle categorie regionali e dopo che, nel 1922, l'avvocato Ennio Tardini dà avvio alla costruzione dello stadio (poi a lui intitolato, dopo la sua precoce morte), nel 1924-1925 arriva la prima promozione nella massima serie nazionale. Permanenza che dura solo un anno, per poi proseguire nella categoria cadetta. Nel 1930 la società assume un carattere polisportivo e viene denominata Parma Associazione Sportiva. Da qui in poi la squadra gareggerà tra Serie B e Serie C. Fino a che nella stagione 1953/54, grazie anche alle 15 reti del bomber cecoslovacco Július Korostelev e alla guida del suo connazionale compagno (e poi allenatore) Čestmír Vycpálek, ottiene la prima promozione (sul campo) in Serie B, dove rimane negli 11 anni successivi. Due giocatori importanti di questi anni sono stati il goleador Paolo Erba (che nella stagione 1956/57 si laurea capocannoniere della serie cadetta con 16 reti) ed Ivo Cocconi, che in quegli anni colleziona 308 presenze con la maglia crociata. Nella stagione 1964-'65 il Parma retrocede in Serie C, e l'anno dopo in Serie D. Mentre gli spalti del Tardini sono deserti (come le casse societarie), il Parma A.S. viene messo in liquidazione e, un manipolo di imprenditori parmigiani, ne acquista i diritti e lo rinomina in Parma Football Club. Novità che non sortisce effetti positivi: in una stagione da dimenticare, culminata nella sconfitta interna contro i cugini "provinciali" del S.Secondo, il Parma si salva solamente nelle ultime giornate, lasciato solo dai tifosi (e dai finanziatori). L'agonia del neonato Parma F.C. è presto conclusa: il Tribunale di Parma, alla vigilia della stagione 1969-'70, lo giudica insolvente, impedendone così l'iscrizione al campionato seguente. Il glorioso Parma, nato dal Verdi F.B.C. 56 anni prima, è così definitivamente fallito.
[modifica] Dalla Parmense alla Serie A, in vent'anni tra B e C
L' Associazione Calcio Parmense, nata l'anno prima, nel 1968, dalla collaborazione tra Ermes Ghidini dirigente del Gruppo Sportivo Salvarani di Baganzola (evoluzione della squadra dilettantistica del Circolo Golese) e dell'imprenditore edile Ermes Foglia, nel frattempo vince la Prima Categoria e raggiunge il Parma in Serie D. Dopo il suo fallimento concretizzò così la missione promessa alla propria nascita, cioè quella di rilanciare il calcio in decadenza a Parma, e di sostituire la vecchia società, assumendome (dal 1º gennaio 1970) il nome "Parma" (Associazione Calcio 1968), la maglia (crociata), e il simbolo, in modo da diventare di fatto la squadra rappresentativa della città.
Il ritorno in Serie C è immediato. Gli anni '70 del nuovo Parma sono caratterizzati da continui saliscendi dalla terza divisione alla cadetteria con due promozioni risolte agli spareggi entrambi giocati a Vicenza: nel 1972-'73 contro l'Udinese (2-0), e nel 1978-'79 contro la Triestina (3-1, con doppietta di un giovane Carlo Ancelotti), che in quella stessa estate viene ceduto alla Roma. Anche negli anni '80 il Parma coglie due promozioni dalla Serie C: la prima nel 1983-'84 grazie alle reti di un attaccante ancora oggi molto amato (Massimo Barbuti) e la seconda (e ultima) nel 1985-'86 con alla guida il giovane allenatore Arrigo Sacchi voluto poi da Berlusconi al Milan. Sono gli anni della presidenza dell'indimenticato Ernesto Ceresini che sperimenta, senza troppo successo, la guida tecnica del giovane allenatore boemo Zdeněk Zeman, ma che poi si affida al più pratico Giampiero Vitali, per ricavarne due tranquille salvezze. Ma è nel 1989 che Ceresini darà una svolta alla storia del Parma, chiamando in panchina il promettente tecnico Nevio Scala. Suo malgrado, è stato l'ultimo dei suoi colpi di mercato: il presidente muore improvvisamente, a stagione in corso, dopo un brillante avvio della squadra. Il contraccolpo dura qualche gara, ma la squadra rimonta e coglie nella partita più significativa (il derby contro la Reggiana, il 27 maggio 1990, vinto per 2-0) quel quarto posto, utile per la prima promozione in Serie A della sua storia, con una giornata di anticipo.
[modifica] I trionfi anni '90, il crac Parmalat, e la rinascita con Ghirardi
Dopo la promozione in serie A, la società diviene proprietà della multinazionale di Collecchio, Parmalat, di Calisto Tanzi. Alla presidenza della squadra viene chiamato Giorgio Pedraneschi. Da neopromosso Il Parma esordisce in Serie A con un ottimo sesto posto finale che gli consentirà di esordire in Europa nella Coppa U.E.F.A.. La stagione successiva conquista il primo trofeo nazionale della sua storia: la Coppa Italia: il 14 maggio 1992 batte in finale la Juventus per 2-0, (Melli e Osio), dopo aver perso all'andata per 1-0. L'anno dopo il Parma conquista il primo trofeo europeo: la Coppa delle Coppe, vincendo in finale per 3-1 l'Anversa a Wembley (reti di Minotti, Melli e Cuoghi). Gli acquisti di Faustino Asprilla prima e di Gianfranco Zola poi, confermano la voglia di vincere del club e della proprietà. Il Parma conquista nel febbraio del 1994 la sua prima Supercoppa europea, battendo a San Siro il Milan 2-0, con gol vittoria nei tempi supplementari di Massimo Crippa, dopo aver perso all'andata 1-0 in casa. Fallisce però il bis in Coppa delle Coppe perdendo in finale 1-0 contro gli inglesi dell'Arsenal. La stagione 1994-95 è caratterizzata dalla sfida infinita con la Juventus su tre fronti: in campionato e in Coppa Italia, appannaggio dei torinesi, e in Coppa UEFA vinta invece dal Parma nella doppia finale con Dino Baggio marcatore in entrambe le gare. Nella stagione 1995-'96 arriva il Pallone d'oro 1994, Hristo Stoičkov, che però delude. Al termine di una stagione sotto tono, si chiude il ciclo di Nevio Scala, e di Giorgio Pedraneschi, sostituito poi da Stefano Tanzi, figlio di Calisto.
Con l'allenatore (ed ex gialloblù sul campo) Carlo Ancelotti, arrivano il giovane argentino Hernán Crespo ed Enrico Chiesa. In Campionato il Parma arriva secondo dietro la Juventus[8] con la prima qualificazione per la Coppa dei Campioni 1997-1998, in una stagione in cui si affermeranno le qualità difensive del francese Lilian Thuram e dei giovani Fabio Cannavaro e Gianluigi Buffon. Nel 1998 con l'arrivo di Alberto Malesani in panchina, il Parma si aggiudicherà la Coppa UEFA battendo l'Olympique Marsiglia per 3-0 (reti di Crespo, Chiesa e Vanoli), e la Coppa Italia superando la Fiorentina dopo un 1-1 interno (gol di Crespo) ed un 2-2 a Firenze (ancora di Crespo e Vanoli le marcature). La stagione 1999-'00 si apre con la vittoria in Supercoppa Italiana, 2-1 contro il Milan a San Siro, rete allo scadere di Alain Boghossian. Le due stagioni successive sono caratterizzate da un'alternanza continua di allenatori: da Malesani per Arrigo Sacchi, da Renzo Ulivieri, a Daniel Passarella e infine al "traghettatore" Pietro Carmignani. Con lui il Parma vince la sua terza Coppa Italia, superando la Juventus grazie alle reti di Hidetoshi Nakata a Torino (sconfitta 1-2) e del brasiliano Junior a Parma (vittoria 1-0). L'anno dopo sulla panchina arriva Cesare Prandelli, coadiuvato da Arrigo Sacchi, insieme ad Adriano e Mutu. Il Parma raccoglie, nonostante un organico ridimensionato e più giovane, un buon quinto posto. La stagione successiva, l'improvvisa grave crisi della Parmalat, travolta dal Crack finanziario per il quale viene arrestato il patron Calisto Tanzi, segna la stagione del Parma. Il 25 giugno 2004, per evitare la ripartenza dal calcio dilettantistico, nasce il "Parma Football Club 1913 S.p.A." che, grazie alla "Legge Marzano", assume e mantiene vivi i diritti sportivi del Parma A.C., nonostante il fallimento della Parmalat. La nuova società per il momento rimane quindi proprietà del Parma A.C. in amministrazione straordinaria da parte di Enrico Bondi e della Parmalat, nell'attesa di un compratore. Il nuovo tecnico Silvio Baldini viene esonerato e la squadra è di nuovo affidata al "traghettatore" Pietro Carmignani che la condurrà alla salvezza nel doppio spareggio contro il Bologna (0-1 e 2-0, reti di Cardone e Gilardino). La ricerca di un acquirente, prima Gaetano Valenza (imprenditore di origini partenopee) e poi Lorenzo Sanz (ex presidente del Real Madrid) va a vuoto. Nel frattempo la guida di Mario Beretta (con i verdetti di "Calciopoli") porta il Parma alla qualificazione in Coppa UEFA tornando di nuovo in Europa dopo una stagione di assenza. Nel 2007 arriva sulla panchina Stefano Pioli, ma soprattutto una notizia determinante: il 25 gennaio 2007, il trentunenne imprenditore bresciano Tommaso Ghirardi è il nuovo proprietario.
Pioli viene esonerato per Claudio Ranieri che salverà il Parma, prima di passare alla Juventus. L'anno successivo è tribolato: l'allenatore Domenico Di Carlo viene sostituito malamente dall'argentino ed ex allenatore dell'Inter, Héctor Cúper, che lascia il posto all'allenatore della "Primavera" Andrea Manzo. Il Parma perde contro l'Inter (2-0), che vince lo scudetto e, contemporaneamente, condanna la squadra alla prima retrocessione in Serie B della sua storia. In Serie B dopo un negativo avvio con la guida di Gigi Cagni, arriva Francesco Guidolin, che con gioco e risultati, dopo un solo anno, riporta la società nella Serie A del 2009-'10, stagione che il Parma finirà all'ottavo posto. Il Direttore Generale Leonardi affida la squadra, per la stagione successiva, prima a Pasquale Marino e, visti gli scarsi risultati, a Franco Colomba che porterà il Parma alla salvezza. Lo stesso Colomba inizia la stagione 2011-2012 sulla panchina degli emiliani e vi resta fino al 10 gennaio 2012; paga la pesante sconfitta a Milano contro l'Inter per 5-0 e viene sostituito da Roberto Donadoni.
Nella stagione 2011-2012, grazie alla vittoria per 2-0 sull'Udinese del 20 novembre 2011, il Parma supera quota 1.000 punti nella classifica perpetua della Serie A con la formula del girone unico[9].
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria del Parma Football Club | |
|---|---|
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[modifica] Colori e simboli
I primi colori ufficiali della squadra nata con il nome di Verdi Foot Ball Club nel 1913 erano quelli della città (il giallo e il blu) disposti sulla divisa, a scacchi. Dopo la "Grande guerra" si torna a giocare a calcio in città. I giocatori e dirigenti del Parma Foot Ball Club, Ugo Betti e Torquato Rossini, idearono una nuova divisa, unica e austera: la maglia bianca con croce nera sul petto. Le prime maglie da trasferta furono invece blu con croce gialla (a richiamare i colori cittadini). Connubio che dal 1930 avviene anche nel logo del Parma A.S. dove alla croce nera su fondo bianco, saranno aggiunte le strisce gialloblù. La maglia crociata (a volte gialla con croce blu) sarà quella che accompagnerà la storia del Parma fino al 1951, quando si decise di sostituirla dapprima con una divisa a strisce verticali gialloblù e poi con una divisa blu con inserti gialli (maniche o colletto). La "snaturazione" terminò nel '58 con il rispristino della maglia bianca e croce nera, indossata mestamente anche sui polverosi campi della Serie D, prima del fallimento e la radiazione dalla FIGC del 1969.
La Parmense del 1968 (che ne riceverà il testimone) adottò una maglia bianca con banda gialloblù. Fu un cambiamento significativo da quelli che erano i colori sociali delle società genitrici: la Salvarani (rossonero) e ancora prima il Golese (rossoblu). Ancor più significativa per la Parmense fu l'acquisizione dal Parma ormai fallito (a suon di quattrini) del diritto di indossare la storica maglia crociata (logo compreso). Il nuovo Parma A.C. dal 1º gennaio del 1970 sostituì anche nei colori e nei simboli il vecchio Parma. La maglia crociata resistette fino al 1983, quando il marketing e la pubblicità, cominciarono a imporre le proprie leggi: lo sponsor di allora gradiva poco l'abbinamento con la croce. E così ci fu il cambiamento radicale. La maglia divenne bianca (con maniche gialloblù) e calzoncini e calzettoni gialli. Rimase quella per una decina d'anni. Fu la divisa della prima storica promozione in Serie A del 1990. Poco cambiò sulle divise del Grande Parma anni '90, fino al 1998, quando si adottarono le maglie a bande orizzontali gialloblù, in diverse versioni. Nel 2004 (dopo una fugace apparizione nel 2000 in un Parma-Lecce 4-1) la maglia crociata torna definitivamente sulle spalle del Parma, anche se in svariate tinte (dalla incomprensibile rossa con croce bianca, alla suggestiva nera con croce oro).
[modifica] Evoluzione della divisa
[modifica] Dal Verdi F.B.C. al 1969
[modifica] La Parmense e le sue radici
[modifica] Dal nuovo Parma A.C. 1968 a oggi
[modifica] Sponsor
[modifica] Sponsor ufficiali
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[modifica] Organico 2011-2012
[modifica] Rosa
Rosa, numerazione e ruoli, tratti dal sito ufficiale, sono aggiornati al 31 gennaio 2012.[10]
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[modifica] Staff tecnico
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[modifica] Calciatori premiati in Nazionale
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del Parma F.C.. |
Giocatori che hanno conseguito successi o piazzamenti a livello mondiale ed europeo durante il periodo di militanza nel Parma.
[modifica] Mondiali
[modifica] Europei
[modifica] Copa America
[modifica] Confederations Cup
[modifica] Allenatori e presidenti
Il vecchio Parma (F.C.) fallisce, e continua la sola Parmense (che poi cambierà nome in Parma A.C.)
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Il vecchio Parma (F.C.) fallisce, e continua la sola Parmense (che poi cambierà nome in Parma A.C.)
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[modifica] Palmarès
[modifica] Trofei ufficiali
[modifica] Nazionali
Coppa Italia: 3
[modifica] Internazionali
Coppa UEFA: 2
[modifica] Trofei minori
- Serie C: 4
- Serie D: 1
- 1924-1925 (Parma Foot Ball Club)
- Trofeo Naranja: 2
[modifica] Statistiche
[modifica] Piazzamenti recenti
| Stagione | Camp. | Pos. | G | V | N | P | GF | GS | Pt. | Coppa Nazionale | Europa | Altre Competizioni | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1990-1991 | Serie A | 5º | 34 | 13 | 12 | 9 | 35 | 31 | 38 | 2º turno | - | |||
| 1991-1992 | Serie A | 6º | 34 | 11 | 16 | 7 | 32 | 28 | 38 | Campione | Coppa UEFA | Trentaduesimi di finale | ||
| 1992-1993 | Serie A | 3º | 34 | 16 | 9 | 9 | 47 | 34 | 41 | Quarti di finale | Coppa delle Coppe | Campione | Supercoppa Italiana | Finale |
| 1993-1994 | Serie A | 5º | 34 | 17 | 7 | 10 | 50 | 35 | 41 | Semifinale | Coppa delle Coppe | Finale | Supercoppa UEFA | Campione |
| 1994-1995 | Serie A | 2º | 34 | 18 | 9 | 7 | 51 | 31 | 63 | Finale | Coppa UEFA | Campione | ||
| 1995-1996 | Serie A | 5º | 34 | 16 | 10 | 8 | 44 | 31 | 58 | 2º turno | Coppa delle Coppe | Quarti di finale | Supercoppa Italiana | Finale |
| 1996-1997 | Serie A | 2º | 34 | 18 | 9 | 7 | 41 | 26 | 63 | 2º turno | Coppa UEFA | Trentaduesimi di finale | ||
| 1997-1998 | Serie A | 5º | 34 | 15 | 12 | 7 | 55 | 39 | 57 | Semifinale | Champions League | 1º turno | ||
| 1998-1999 | Serie A | 4º | 34 | 15 | 10 | 9 | 55 | 41 | 55 | Campione | Coppa UEFA | Campione | ||
| 1999-2000 | Serie A | 5º | 34 | 16 | 10 | 8 | 52 | 37 | 58 | Ottavi di finale | Champions League Coppa UEFA |
Preliminare Ottavi di finale |
Supercoppa Italiana | Campione |
| 2000-2001 | Serie A | 4º | 34 | 16 | 8 | 10 | 51 | 31 | 56 | Finale | Coppa UEFA | Ottavi di finale | ||
| 2001-2002 | Serie A | 10º | 34 | 12 | 8 | 14 | 43 | 47 | 44 | Campione | Champions League Coppa UEFA |
Preliminare Ottavi di finale |
||
| 2002-2003 | Serie A | 5º | 34 | 15 | 11 | 8 | 55 | 36 | 56 | 2º turno | Coppa UEFA | 2º turno | Supercoppa Italiana | Finale |
| 2003-2004 | Serie A | 5º | 34 | 16 | 10 | 8 | 57 | 46 | 58 | Quarti di finale | Coppa UEFA | 3º turno | ||
| 2004-2005 | Serie A | 17º | 38 | 10 | 12 | 16 | 48 | 65 | 42 | Ottavi di finale | Coppa UEFA | Semifinale | ||
| 2005-2006 | Serie A | 7º | 38 | 12 | 9 | 17 | 46 | 60 | 45 | Ottavi di finale | - | |||
| 2006-2007 | Serie A | 12º | 38 | 10 | 12 | 16 | 41 | 56 | 42 | Quarti di finale | Coppa UEFA | Sedicesimi di finale | ||
| 2007-2008 | Serie A | 19º | 38 | 7 | 13 | 18 | 42 | 62 | 34 | 3º turno | - | |||
| 2008-2009 | Serie B | 2º | 42 | 19 | 19 | 4 | 65 | 34 | 76 | 3º turno | - | |||
| 2009-2010 | Serie A | 8º | 38 | 14 | 10 | 14 | 46 | 51 | 52 | 3º turno | - | |||
| 2010-2011 | Serie A | 12º | 38 | 11 | 13 | 14 | 39 | 47 | 46 | Quarti di finale | - | |||
[modifica] Competizioni disputate
[modifica] Campionati nazionali
Qui di seguito, la tabella delle partecipazioni ai campionati nazionali del vecchio Parma Calcio, dal 1913 al 1969, anno dello scioglimento: Parma Foot Ball Club, Parma Associazione Sportiva, e Parma Football Club. In 45 stagioni sportive disputate, dall'esordio a livello nazionale nella Lega Nord il 12 novembre 1922, compresi 1 torneo di Prima Divisione (A) e 7 tornei di Seconda Divisione e Alta Italia (B). In precedenza il Parma afferiva al Comitato Regionale Emiliano in cui militò per tre anni.
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
A |
1 | 1925-1926 | 1925-1926 |
B |
24 | 1922-1923 | 1964-1965 |
C |
17 | 1932-1933 | 1965-1966 |
D |
3 | 1966-1967 | 1968-1969 |
Qui di sèguito invece la tabella delle partecipazioni del nuovo Parma Calcio dal 1968 ad oggi: Associazione Calcio Parmense, Parma Associazione Calcio, e il Parma Football Club odierno. La A.C. Parmense 1968 disputò un solo campionato regionale, la Prima Categoria 1968-'69 che vinse e che le valse la promozione nella Serie D 1969-1970. La squadra da cui nacque la A.C. Parmense, cioè il Gruppo Sportivo Salvarani di Golese, disputò 4 campionati regionali di Prima Categoria 1964-'65, 1965-'66, 1966-'67, 1967-'68, piazzandosi tre volte al secondo e una volta al terzo posto, senza mai cogliere però alcuna promozione in Serie D.
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
A |
21 | 1990-1991 | 2011-2012 |
B |
9 | 1973-1974 | 2008-2009 |
C |
13 | 1970-1971 | 1985-1986 |
D |
1 | 1969-1970 | 1969-1970 |
[modifica] Partecipazioni alle Coppe europee
| Competizioni UEFA | G | V | N | P | GF | GS | Miglior Risultato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 12 | 6 | 3 | 3 | 15 | 10 | Primo Turno (UEFA Champions League 1997-1998) | |
| 24 | 14 | 4 | 6 | 23 | 10 | Campione (1992/93) | |
| 87 | 50 | 16 | 21 | 131 | 77 | Campione (1994/95) / (1998/99) | |
| 2 | 1 | 0 | 1 | 2 | 1 | Campione (Supercoppa UEFA 1993) | |
| Totale | 125 | 71 | 23 | 31 | 171 | 98 |
[modifica] Piazzamenti nel ranking U.E.F.A.
| Piazzamenti U.E.F.A. | |
|---|---|
[modifica] Piazzamenti nelle coppe
- 1 edizione di UEFA Champions League disputata più 2 preliminari persi
- 3 edizioni di Coppa delle Coppe disputate
- finalista 1993-1994
- 11 edizioni di Coppe UEFA disputate
[modifica] Stadio Ennio Tardini
| Per approfondire, vedi la voce Stadio Ennio Tardini. |
Lo stadio Ennio Tardini è il più grande impianto sportivo di Parma. Il Parma Calcio si trasferì lì nel 1923, dopo aver disputato le prime partite nella cosiddetta "Piazza d'armi", ricavata dai lavori per il "Lungoparma a Sud". Nacque come "Stadio Comunale" ma venne intitolato postumo al costruttore ed ex Presidente del Parma Foot Ball Club Ennio Tardini, che non vide mai terminata la propria opera. Progettato dall'architetto Ettore Leoni (compreso l'arco trionfale d'ingresso ancora esistente in stile "Liberty") è il terzo stadio più antico d'Italia dopo il Ferraris di Genova e l'Arena Garibaldi di Pisa. Giocava nello stesso stadio dal 1968 anche la Parmense, dopo aver giocato come Golese e Salvarani a Baganzola (dapprima nel campo dentro gli argini della Parma e, proprio per i continui allagamenti, dal 1965 al nuovo Campo Fratelli Mordacci). Lo Stadio Tardini subì sensibili variazioni dal 1991 dopo la prima stagione in Serie A del Parma, e dopo che si era prospettata la progettazione di un nuovo stadio (e quindi un ritorno) a Baganzola, dalla forma ovale (con annessa pista ciclo-podistica), l'impianto assunse una forma più consona per partite di calcio, cioè "rettangolare" e senza pista di atletica. Oggi lo stadio può contenere 27.906 spettatori, ma dopo l'incidente occorso in Parma-Vicenza del 2009, dove il diciannovenne Eugenio Bortolon precipitò dagli spalti e morì, parte della Curva Sud è stata resa inagibile, e solo 22.885 spettatori sono abilitati ad occupare lo stadio stesso.
[modifica] Record
I giornalisti hanno più volte ricordato che nessuna squadra italiana oltre al Parma è stata presente tutti gli anni in Europa nella fascia temporale 1991-2005. Va aggiunto che in tutta Europa solo il Borussia Mönchengladbach degli anni settanta può tenere il passo col Parma come squadra di un centro inferiore ai 200.000 abitanti, plurivincitrice di coppe europee. È l'unica squadra italiana che ha vinto più trofei internazionali che scudetti.
Il giocatore del Parma che ha totalizzato più presenze in Serie A è Antonio Benarrivo: il terzino crociato infatti ha giocato tra il 1991 e il 2004 258 partite nel campionato maggiore. Il giocatore che ha realizzato più reti in campionato è invece Hernán Crespo, che tra il 1996-2000 e il 2010- ha segnato 72 gol.
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Di seguito le tabelle con marcatori e presenze nel Parma Calcio dal 1920 a oggi (in tutte le categorie).
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In Grassetto, i giocatori ancora in attività.
[modifica] Tifosi
La tifoseria del Parma è composta da varie associazioni: il Centro di Coordinamento dei Parma Club (che riunisce la maggior parte dei club) e l'Associazione Petitot. Il gruppo ultras locale è denominato Boys Parma ed è stato fondato nel 1977.
Allo Stadio "Ennio Tardini" di Parma gli ultras e i sostenitori più caldi del tifo gialloblù occupano la curva Nord, che gli stessi tifosi dal 4 maggio 2008 hanno intitolato a Matteo Bagnaresi, ragazzo appartenente ai Boys Parma tragicamente deceduto il 30 marzo 2008 in un autogrill sull'autostrada A21 Piacenza-Torino, mentre si recava a Torino per assistere a Juventus-Parma.
I Boys Parma 1977 sono attualmente gemellati con gli Ultras Tito Cucchiaroni (Sampdoria), con i Rangers e con i Desperados (Empoli).
In passato ci sono state amicizie con gli ultras del Barletta, del Cesena, dell'Hellas Verona (Brigate e Inferno) e dello Spezia, nonché buoni rapporti poi sfociati in accese rivalità con il Modena ed il Piacenza.
Storico il campanilismo con i cugini della Reggiana e del Bologna, mentre, con il passare degli anni, si è sviluppata un'aspra rivalità con la Juventus e con altre tifoserie di squadre importanti come Roma, Fiorentina e Genoa.
Nonostante la differenza di categorie è rimasta una forte rivalità con le tifoserie di Carrarese e Cremonese.
[modifica] Curiosità
Nelle partite interne del Parma Football Club, giocate all'Ennio Tardini, durante l'ingresso delle squadre in campo suona la marcia trionfale dell'Aida, capolavoro del compositore parmense Giuseppe Verdi, simbolo della città e del Parma Calcio, che nel 1913 nacque in suo nome (Verdi Foot Ball Club).
Dal 2007 è stata ritirata la maglia numero 12, in omaggio al pubblico del Tardini come dodicesimo uomo in campo.
[modifica] Note
- ^ (IT) Nascita Parma F.C. 1913 S.p.A.. fcparma.com
- ^ , op. cit.
- ^ [...] ma c'era anche la Parmense, che aveva preso il posto della Salvarani e vinse la Prima Categoria. Potevano esserci due squadre di Parma nella Serie D '69-70. Ma il Parma fallì in estate, e solo la Parmense giocò quell'anno in quarta serie. Dapprima con la sua denominazione; poi dal 1º gennaio 1970, chiamandosi Parma e giocando con la maglia crociata. Cfr. Fabrizio Melegari, Calciatori del Parma - I Crociati nelle figurine Panini (Vol.I), Edizioni Panini 2007, pag. 6
- ^ Con due squadre teoricamente in Quarta Serie (serie D) diventa inevitabile trovare un accordo: la Parmense metteva mano al portafoglio acquistando per 20 milioni alcuni giocatori del Parma F.C. che si ritirava signorilmente. Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 73
- ^ (IT) "Dal Golese alla Parmense". arcigolese.com
- ^ (IT) Ranking U.E.F.A. Clubs 2011-'12. it.uefa.com
- ^ (EN) Ranking U.E.F.A. Clubs 1996. Bert Kassies
- ^ Il Parma rilegge il suo campionato Da Udine a Torino tra incubi e sogni. URL consultato il 21/07/2009.
- ^ Fonte: FootStats, Parma 1.002 punti nella sua storia in Serie A
- ^ fcparma.com
- ^ Organigramma. www.fcparma.com. URL consultato il 14 gennaio 2011.
[modifica] Bibliografia
- Gian Franco Bellè – Giorgio Gandolfi: 90 anni del Parma Calcio 1913-2003, Azzali Editore S.n.c. - Parma.
- Fabrizio Melegari: Calciatori del Parma (I Crociati nelle figurine Panini), Edizioni Panini S.p.A.
[modifica] Voci correlate
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[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale
- Parma Football Club su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Parma Football Club")
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it