Pardofelis badia

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Gatto dorato del Borneo[1]
Bay cat 1 Jim Sanderson-cropped.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Felidae
Genere Pardofelis
Specie P. badia
Nomenclatura binomiale
Pardofelis badia
(Gray, 1874)
Sinonimi

Catopuma badia, Felis badia

Areale

Bay cat distribution map.png

Il gatto dorato del Borneo, Pardofelis badia (Gray, 1874), detto anche gatto baio, è un piccolo felino endemico dell'isola del Borneo. Insieme al gatto dorato asiatico (Pardofelis temminckii) e al gatto marmorizzato (Pardofelis marmorata) forma il genere Pardofelis.

A causa della sua rarità non sappiamo molto su di lui. Fino al 1998 non ne era mai stato nemmeno fotografato un esemplare in vita. Quasi tutto ciò che si sa di questo felino è basato su circa dodici esemplari, il primo dei quali è stato raccolto da Alfred Russel Wallace nel 1855 nel Sarawak. Gli esemplari successivi furono catturati nel 1874, 1992 e 1998; siamo inoltre in possesso di qualche pelle ottenuta dai cacciatori.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Disegno di un gatto dorato del Borneo.

La pelliccia del gatto dorato del Borneo è solitamente bruno-rossastra, sebbene ne esista anche una variante grigia, ma quasi sempre si fa più chiara sulle regioni inferiori. Le orecchie, situate piuttosto in basso ai lati della testa, sono corte e arrotondate. Il corpo è leggermente screziato di nero e ricoperto da macchie sulle regioni inferiori bruno-dorate e sugli arti. La testa, corta e arrotondata, è bruno-grigiastra scura e presenta due strisce scure che vanno dall'angolo degli occhi fino al retro di essa, formando una sorta di «M». Le orecchie sono grigio scure. La zona inferiore del mento è bianca e sulle guance vi sono due leggere strisce marroncine. La coda, lunga e affusolata, presenta una striscia giallastra nel senso della lunghezza sulla faccia inferiore e diventa bianco candida all'estremità, dove è presente una piccola macchia nera. La forma del corpo e la coda estremamente lunga danno a tale specie un aspetto molto simile a quello dello yaguarondi.

Per un certo periodo di tempo, gli studiosi non sapevano se il gatto dorato del Borneo fosse una specie propria o semplicemente una forma insulare più piccola del gatto dorato asiatico. Grazie ai campioni di sangue prelevati dall'esemplare catturato nel 1992, i test genetici hanno confermato che si tratta di una specie unica, estremamente minacciata. Non ne è stata descritta alcuna sottospecie. Il gatto dorato del Borneo ha una lunghezza di 55 cm, ai quali ne vanno aggiunti altri 35 di coda. Pesa solamente 2,3 - 4,5 kg. Dopo un periodo di gestazione di 70 - 75 giorni, dà alla luce 1 - 3 piccoli che raggiungeranno la maturità sessuale a 18 - 24 mesi.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Gli studi di W. E. Johnson et al. (1999) indicano che il gatto dorato del Borneo si separò da quello asiatico a partire da un antenato comune 4,9 - 5,3 milioni di anni fa, molto prima che il Borneo si separasse geologicamente dalle altre isole della Piattaforma della Sonda (10.000 - 15.000 anni fa).

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Questo felino selvatico è un cacciatore notturno che cattura uccelli, roditori e scimmie. Oltre che predatorie, le sue abitudini sono anche necrofaghe e quando sono disponibili non disdegna di cibarsi di carogne.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Come suggerisce il suo nome, il gatto dorato del Borneo è confinato all'isola omonima. Vive nelle fitte foreste tropicali fino all'altezza di 900 metri, ma si parla anche di un avvistamento non confermato avvenuto a 1800 m; è stato inoltre osservato su affioramenti di roccia calcarea ed in foreste di Dipterocarpacee. Almeno tre esemplari vennero rinvenuti nelle vicinanze di un fiume, ma questo fatto è dovuto più probabilmente alla convenienza dei collezionisti che ad una preferenza di habitat. La cattura di un esemplare è avvenuta nel Sarawak, presso il confine con l'Indonesia, ma altre prove della presenza del felino sono ben distribuite su tutta la porzione settentrionale dell'isola. È diffuso nel Kalimantan (Borneo indonesiano), nel Sabah e nel Sarawak[3].

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

A causa del significativo disboscamento delle foreste del Borneo, il gatto dorato del Borneo è stato riclassificato come specie in pericolo dalla IUCN nel 2005, dopo essere stato posto nei dieci anni precedenti tra le specie con «dati non disponibili». Ora che tale felino è protetto a tutti gli effetti in quasi tutto il suo areale, la CITES, per mancanza di dati, lo ha posto tra le specie dell'Appendice II. Sebbene sulla carta il Borneo abbia 25 riserve naturali, ne ha solo tre di vere e proprie: le altre sono state solo proposte. L'istituzione di tutte queste aree protette è ostacolata dagli insediamenti locali e dalle compagnie del legname. I cacciatori locali e i trafficanti di animali sono anche ben consapevoli che i giardini zoologici stranieri e i centri di allevamento sono disposti a pagare 10.000 dollari o più per un esemplare vivo.[senza fonte] Ufficialmente, nessun gatto dorato del Borneo si trova in cattività.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Pardofelis badia in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ (EN) Nowell, K., Breitenmoser-Wursten, C., Breitenmoser, U. (Cat Red List Authority) & Schipper, J. (Global Mammal Assessment Team) 2008, Pardofelis badia in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  3. ^ J.Mohd-Azlan and J.Sanderson, Geographic distribution and conservation status of the bay cat Catopuma badia, a Bornean endemic, Oryx Vol 41 No 3 July 2007

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