Parchimetro
Il Parchimetro [1][2], meno comunemente anche parcometro, è il nome di un dispositivo di controllo della sosta veicolare che emette ricevute di pagamento (biglietti o ticket) da esporre in maniera visibile sul cruscotto dell'autovettura a fronte del pagamento di una tariffa di sosta. Questi dispositivi hanno sostituito sulle strade e piazze di vari paesi i parchimetri che controllavano il singolo stallo attraverso una lancetta che indicava il tempo di sosta usufruibile.
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[modifica] Storia
Fu inventato da Carlton Magee, un giornalista statunitense, nel 1932. L'idea nacque ricercando un dispositivo che regolasse in maniera automatica la sosta degli autoveicoli nei parcheggi pubblici particolarmente affollati.
In Italia, la grande diffusione dei parchimetri si è avuta tra gli anni 1980 e gli anni 1990; dagli anni 2000 è in fase di sviluppo un miglioramento tecnologico del prodotto, con l'affiancamento di altri sistemi di pagamento di tipo elettronico ed informatico.
I parchimetri installati in Italia sono soggetti ad omologazione nazionale ai sensi del Codice della strada vigente ed in conformità con le normative europee ENI UN ISO 12414 che hanno sostituito la norma CEI114/1 e CEI114/2.
Il Ministero dei Trasporti richiede vincoli (come il grado di protezione IP) derivanti dalla normativa nazionale.
Il numero del certificato di omologazione deve essere presente sui dispositivi installati su strada.
[modifica] Caratteristiche
| Abstract |
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Il concetto base dei parchimetri (o parcometri) fu ideato da Carl Magee.[3] e la prima loro installazione avvenne nella città di Oklahoma City, stato dell'Oklahoma, il 16 luglio 1935.[4] Nella realtà dei fatti, ben pochi cambiamenti sono stati apportati ai parchimetri - sul piano tecnologico strettamente concettuale, ma anche su quello del design - nei successivi quarant'anni dall'introduzione del sistema, se si eccettuano le piccole modifiche nell'uso dei materiali adottati e della configurazione dei visori di dialogo double-headed. |
I parchimetri sono normalmente costituiti da una serie di elementi e caratteristiche che li caratterizzano e differenziano, pur partendo da una serie di elementi obbligatori e previsti dalla norma sopra citata.
Tra questi elementi figurano:
- Carpenterie: differenti per forme, rivestimenti, colorazioni e qualità dei materiali
- Modalità di pagamento: possono essere modificate e/o aggiornate anche per fasi successive; tra esse figurano: moneta contante, tessere ricaricabili o usa e getta, carte bancarie e banconote. In alcune applicazioni i parchimetri possono accettare anche particolari tipologie di tessera realizzate per creare circuiti di pagamento locali (le cosiddette carte città) o interfunzionali (ovvero tessere integrate).
- Modalità di alimentazione: i parchimetri sono alimentati normalmente da batterie (alimentazione primaria) ricaricabili. Tra i dispositivi di ricarica sono previsti: gli allacciamenti alla rete elettrica, il pannello solare o pile di supporto usa e getta. Dagli anni novanta la maggioranza dei parchimetri installati in Italia sono dotati di pannello solare direttamente montato sul cappello del terminale o su un palo esterno alla struttura.
- Altri elementi: tra gli altri elementi tipici del prodotto sono da segnalare i pannelli di istruzioni, i tasti di differente dimensione e qualità, i display per le informazioni e differenti qualità di contenitori per i corrispettivi in moneta e/o banconote.
[modifica] Evoluzioni
Sia in molte città italiane che europee è stata avviata a partire dagli anni duemila un'evoluzione del concetto della sosta a pagamento che ha coinvolto tanto i materiali utilizzati quanto la regolamentazione d'accesso ed uso dei macchinari.
Mentre negli anni ottanta e novanta la sosta a pagamento era vista come un modo di risolvere le esigenze economiche legate alla circolazione e al parcheggio dei veicoli, in questi ultimi anni il problema della sosta si sta inserendo nelle tematiche più strettamente legate all'ingegneria del traffico e ai metodi di gestione e razionalizzazione delle aree urbane.
Questi nuovi concetti spingono le città a dotarsi di sistemi centralizzati ed integrati per il controllo dei parcheggi e il monitoraggio del traffico in grado di reagire alle condizioni ambientali circostanti.
In questa direzione l'evoluzione dei parchimetri va nella direzione dei sistemi centralizzati ed informatizzati previsti anche dal nuovo codice della strada (Art. 36 comma 4).
Alle caratteristiche sopra espresse, si aggiunge - tra i valori di un parchimetro - quello della centralizzazione dei software di centrale, in grado di verificarne il funzionamento e registrare i dati statistici e contabili e le integrazioni attive tra gli stessi software e i sistemi che eseguono il monitoraggio e il controllo degli altri sistemi di regolamentazione del traffico.
In questa prospettiva il parchimetro concorre, unitamente agli altri sistemi centralizzati ed informatizzati, alla creazione di modelli delle città in grado di regolamentare il traffico e prevenire i fenomeni di congestione. Questa evoluzione, contraddistinta anche da fenomeni di contrapposizione, ha tuttavia segnato il passaggio dall'era dei parcometri elettromeccanici a quello dei sistemi di centralizzazione e controllo del traffico.
[modifica] Note
- ^ Fonte: "Vocabolario della Lingua Italiana Treccani", edizione 1989, Volume III M-PD, pag. 690/col. 2 - Consultato il 19-1-2010
- ^ Fonte: "Questionari Ministeriali per il conseguimento delle Patenti di guida cat. A e B", edizione 2004, pag. 41 scheda A, pag. 43 scheda A, - Consultato il 19-1-2010
- ^ Fonte: New York Times.
- ^ Fonte: Cityofinglewood.org e Pom.com -Park-O-Meter.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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