Parco nazionale dell'Alta Murgia

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Coordinate: 40°59′24″N 16°22′12″E / 40.99°N 16.37°E40.99; 16.37

Parco nazionale dell'Alta Murgia
Tipo di area Parco nazionale
Codifica EUAP EUAP0852
Class. internaz. IUCN category II
SIC, ZPS
Stati Italia Italia
Regioni Puglia Puglia
Province BA, BT
Comuni Altamura, Andria, Bitonto, Cassano delle Murge, Corato, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Minervino Murge, Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Santeramo in Colle, Spinazzola, Toritto.
Superficie a terra 68.033 ha
Provvedimenti istitutivi DPR 10/03/2004
Gestore Ente Parco Nazionale dell'Alta Murgia
Presidente Cesare Veronico (da febbraio 2012)
Trullomurgia.jpg
Sito istituzionale

Il Parco nazionale dell'Alta Murgia, istituito nel 2004, è una area naturale protetta situata in Puglia, nelle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani.[1]

La sede amministrativa del Parco è a Gravina in Puglia, in Via Firenze n. 10.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il parco ha un'estensione di 67.739 ettari, così ripartiti per ciascun comune:

Si estende nella provincia di Barletta-Andria-Trani e nella provincia di Bari, sulla parte più elevata dell'Altopiano delle Murge di Nord-Ovest. Coincide con una parte della più estesa Zona di Protezione Speciale istituita per proteggere la Steppa a Graminaceee, habitat del Falco Grillaio. (Sito di Importanza Comunitaria).

Tra le principali attrazioni del parco va annoverato Castel del Monte, uno dei più famosi castelli dell'intero meridione italiano. Di particolare interesse naturalistico sono la Foresta Mercadante nel territorio di Cassano delle Murge, la cui estensione è di circa 1800 ha, il Pulo di Altamura, rappresentante la più grande dolina carsica del territorio nonché la valle dei dinosauri, sempre nel territorio altamurano. Altri luoghi d'interesse sono le Gravine, tipiche morfolgie carsiche della Murgia ed il Bosco Difesa Grande nel territorio di Gravina di Puglia, una grossa massa forestale di oltre 3000 ettari e rappresentante uno dei complessi boschivi più importanti della Puglia. Particolari sono gli jazzi, costruzioni rupestri utilizzate durante i periodi di transumanza, frequenti soprattutto nel territorio di Andria, Ruvo, Minervino e Spinazzola.

Flora[modifica | modifica sorgente]

Architettura rupestre nel parco nazionale

La vegetazione dell' Alta Murgia cambia a seconda della zona. Quest' habitat è un susseguirsi di formazioni rocciose, fitti boschi e vaste distese steppiche. In queste praterie rocciose ritroviamo alberi tipici della vegetazione mediterranea quali il cipresso comune ed il pino silvestre, oltre ad aree più o meno estese di querceto. Nei boschi della murgia oggi si ritrovano perlopiù esemplari di roverella, fragno, la quercia spinosa, il leccio, il cerro e il farnetto. In compenso sono molto diffuse specie di erba bassa e media, come l'asfodelo e la ferula. Il sottobosco è ricco di piante come il caprifoglio, il biancospino, il pungitopo, il cisto e il mirto. Sulle rocce è facile trovare le piante di cappero, coi loro bei fiori, oltre a piante aromatiche quali la pianta del rosmarino e dell'origano. Nel parco crescono anche piante o arbusti ad interesse alimentare, come l'asparago, il noce, il fico, il mandorlo, il ramno, il nespolo, il prugnolo, il lampone e la mora selvatica. Numerose i fiori quali la clematide, il ciclamino, la rosa canina, il gigaro e la rosa di San Giovanni e la peonia. Tra le specie fungine troviamo il fungo cardoncello e la gallinella, fungo commestibile dall'intenso colore giallo, oltre a numerose altre specie non commestibili.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Nel parco nazionale alberga una buona varietà di fauna, soprattutto di piccole e medie dimensioni, che possono trovare una discreta gamma di alimenti in questo singolare e vasto ambiente, caratterizzato dall'alternarsi di vaste distese erbose, formazioni rocciose, campi coltivati e fitte selve. Altro fattore agevolante per gli animali è la presenza di numerose grotte, anfratti e formazioni rocciose, che offrono loro rifugio. È da far notare la scarsezza di corsi d'acqua, almeno particolarmente significativi, d'altronde un po' tipica di tutta la Puglia. In passato era nota e attestata la presenza di lupi, generalmente provenienti dall'Abruzzo o dalla più vicina Lucania in cerca di greggi per sfamarsi, che in seguito al drastico aumento del numero di cinghiali, hanno ricominciato a riaffacciarsi nel parco, come attestano le documentazioni fotografiche nonché gli avvistamenti e i diversi ritrovamenti di resti di animali, caduti preda di questo cacciatore. Tra la popolazione di mammiferi si attestano le seguenti specie: donnole, faine, daini, istrici, lepri, scoiattoli, piccoli roditori (quali il moscardino, il ghiro ed il topo quercino) volpi e tassi. Di particolare interesse naturalistico risultano i grossi e schivi gatti selvatici.

In anni recenti è stato drasticamente aumentato il numero dei cinghiali, con la liberazione di alcune coppie che si sono rapidamente moltiplicate, al punto da cominciare a costituire un potenziale pericolo per le attività agricole, oltre che causa concreta di sempre più numerosi incidenti stradali da essi provocati.

Tra i rettili possiamo annoverare, oltre alla comunissima lucertola campestre ed alla testuggine comune la presenza del ramarro, del Geco di Kotschy e di vari serpenti, tra cui la vipera, il cervone, il biacco, la biscia dal collare, l'aspide e, particolare, il colubro leopardino.

Anche gli anfibi sono presenti, nonostante l'ambiente arido non lo farebbe supporre. Accanto ad alcune specie di anuri più comuni come rospi e rane, è stato rinvenuto in un unico sito, l'ululone dal ventre giallo e un unico urodelo, il Tritone italiano.

Numerose sono invece le specie di uccelli presenti nel parco, alcune di notevolissima importanza conservazionistica quali la gallina prataiola e l'Occhione. Si rinvengono poi varie specie di tordi, di merli, il culbianco, l'usignolo, l'allocco, il verzellino, il pettirosso ma anche corvidi come il corvo imperiale, la taccola e la cornacchia grigia o la gazza. È possibile anche ritrovare con una certa frequenza il picchio rosso e il picchio verde. Varie specie selvatiche di columbidi sono avvistabili, come il Colombo selvatico o la tortora selvatica e quella dal collare.

Più notturni sono il barbagianni, la civetta, l'allocco, il gufo comune e l'assiolo. Inoltre si possono osservare anche il rigogolo, lo scricciolo, la capinera, la tottavilla, la cesena, lo strillozzo, la cinciallegra, la cinciarella, la cincia bigia, lo zigolo nero, il tordo bottaccio, il merlo, il fringuello, il pettazzurro, e l' allodola.

Non è rarissimo, in alcuni periodi, imbattersi nel fagiano, nell'allodola e nella quaglia.

Alti nel cielo dell' aspro territorio murgiano si incontrano numerosi falconidi: il gheppio, il nibbio bruno, il falco lanario e il falco pellegrino, quest'ultima specie di aspetto simile al falco lanario.Di importantissima presenza a livello europeo, quella del falco grillaio, adattatosi all'ambiente urbano al punto di nidificare sui campanili romanici e sugli edifici più alti dei centri storici e, proprio per questo, ad alto rischio in questo contesto storico)[2] ed anche un discreto numero di poiane "infiltratesi". Sempre più frequente è la presenza della grande aquila reale, avvistata in più zone del parco. Più all'interno rispetto ai suoi areali più tipici.

Si può incontrare l'airone cenerino, il quale costruisce i suoi nidi a partire da febbraio lungo i torrenti. Le zone allagate del parco, inoltre, ospitano la sosta di alcuni uccelli migratori, come la marzaiola e nei periodi di passo non è rarissimo avvistare qualche cicogna.

I progetti di conservazione[modifica | modifica sorgente]

L'Ente Parco, in collaborazione con il Centro Studi Naturalistici onlus sta realizzando uno studio di fattibilità per valutare la possibilità di reintrodurre la Gallina prataiola (Tetrax tetrax) nell'ambito del territorio delle Murge.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.
  2. ^ Gli uccelli della Murgia. URL consultato il 27-01-2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]