Parco naturale regionale dell'Antola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Parco naturale regionale dell'Antola
Monte Antola.JPG
Tipo di area Parco regionale
Codifica EUAP EUAP0965
Stati bandiera Italia
Regioni Stemma Liguria
Province stemma Genova
Comuni Busalla, Crocefieschi, Fascia, Gorreto, Montebruno, Propata, Ronco Scrivia, Rondanina, Savignone, Torriglia, Valbrevenna, Vobbia
Superficie a terra 4.837 ha
Provvedimenti istitutivi LL.RR. 52, 27.12.89 - 12, 22.02.95
Gestore Ente Parco dell'Antola
Parco Antola mappa.png
Sito istituzionale

Il Parco naturale regionale dell'Antola si trova in Liguria e precisamente tra l'entroterra genovese e l'Appennino Ligure vero e proprio. Il territorio (4.837 ha) è sito interamente in Provincia di Genova e confina a nord con la Provincia di Alessandria e ad est con la Provincia di Piacenza; è facilmente raggiungibile anche dalla Provincia di Pavia.

Indice

[modifica] Storia

Venne istituito con Legge Regionale n° 12 del 22 febbraio 1995 con una superficie di 4.837 ettari. Del parco fanno parte due comunità montane: la Comunità Montana Alta Valle Scrivia e la Comunità Montana Alta Val Trebbia. Sede del parco è Busalla.

[modifica] Territorio

Mappa dei comuni del parco

Il parco è suddiviso nelle seguenti zone[1][2]:

  • Zona B o riserva generale orientata che comprende la zona delle Rocche del Reopasso. Le Rocche del Reopasso sono comprese nell'Oasi del Reopasso (1.221 ha), sono un'importante formazione rocciosa, formata da estesi affioramenti di conglomerato di Savignone che risalgono all'epoca oligocenica.
  • Zona C o area di protezione che comprende le zone che hanno più valore (ambientale, naturalistico, artistico o tradizionale) per il parco;
  • Zona D o area di sviluppo che comprende zone di elevato valore naturalistico e che ospitano varie attività o strutture. Esse sono: l'area della vetta del monte Reale, il torrente Vobbia e il Castello della Pietra, l'ecomuseo della Val Brevenna, l'area della vetta del Monte Antola e rifugio connesso, il Lago del Brugneto ed infine l'osservatorio astronomico Casa del Romano;
  • Zone contigue funzionalmente connesse all'area del parco che comprendono il borgo di Pentema, il borgo di Senarega e il borgo di Chiappa.

[modifica] Il centro del parco: il Monte Antola

La sede dell'Ente Parco dell'Antola a Torriglia

L'intero parco è dominato dal Monte Antola (1597 metri) che fa da spartiacque tra le due valli principali del parco: la Val Vobbia (che confluisce poi nella Valle Scrivia) e la Val Trebbia. Questa posizione divisoria ha permesso alla montagna di essere durante i secoli passati un importante crocevia commerciale tra gli abitanti delle due valli.

Dalla vetta si può ammirare un paesaggio straordinario che spazia dall'intera costa ligure fino alla Corsica e all'Arcipelago Toscano a sud; dagli Appennini alle Alpi Apuane ad est; dalla Riviera di Levante della Liguria alle Alpi Marittime ad ovest e infine dalla Pianura Padana fino alle Alpi dalle quali svettano chiari il Monviso, il Monte Bianco e il Monte Rosa.

[modifica] Le valli del parco

[modifica] Val Vobbia

La Val Vobbia, parte dell'Alta valle Scrivia, è delimitata ad est dal valico di San Fermo e dal Monte Buio (sulla cima del quale la valle trova il suo punto più alto, 1402 metri), a sud dal Monte Riundo, dal Monte Alpisella e dal Monte Schigonzo, a sud-ovest dalla sella di Crocefieschi, dalle Rocche del Reopasso, dal Bric dell'Aiuola e dal Monte Reale, e da nord verso est da Montecanne, dal Bric delle Camere, da Costa Salata e dalla Cima dell'Erta. Al centro della valle si innalza il Monte Cravì, con i suoi 990 metri.

La valle è attraversata dal Vobbia che sfocia poi nello Scrivia. Il torrente è formato da due rami sorgentizi minori: il Vallenzona, il maggiore dei due corsi, nasce alle pendici della Cappelletta di San Fermo, e vede le sue acque ingrossate da due rii provenienti dalle diramazioni più settentrionali della valle, il Cascé e il Sermoria, e il Fabio, le cui sorgenti si trovano nella zona fra il Bric della Cappelletta, il Monte Riundo e il Monte Alpisella. Il corso del Vobbia è tortuoso, specie nel suo tratto centrale nei pressi del Ponte di Zan (che leggenda vuole sia stata opera del diavolo, ingannato da un valligiano), alla confluenza del Rio Busti; qui i suoi caratteristici canyon, frutto di millenni di erosione, e le frequenti frane, hanno formato passaggi fra le rocce davvero suggestivi. Poco sopra, si erge la vecchia diga d'epoca fascista, sostituita a seguito dell'alluvione del 1999 da un'altra a Vobbietta (Lago di Vobbietta), più a valle, al di fuori del territorio del Parco.

Panorama della Val Brevenna

La valle è anche caratterizzata da ripidi versanti e anche da alcuni castagneti (ormai però boschi cedui dato il vasto utilizzo come legna da ardere e materiale da costruzione). Quest'albero, una delle maggiori risorse vegetali, è stato introdotto dalla popolazione locale come coltivazione. Caratteristiche costruzioni in pietra chiamati seccherecci servivano all'essiccazione del frutto, la castagna che veniva poi macinata nei vari mulini presenti per produrre farina. Poco oltre il ponte di Zan si trova una vecchia costruzione adibita nel passato a questa attività, il Seccatoio dei Coppi, nei cui pressi parte l'antica Via dei 7 seccherecci, diretta al Bric dell'Aiuola. Un'altra presenza costante è quella dei mulini: il più evidente è quello delle Cascé, situato lungo la strada che porta a Mongiardino Ligure, ma ve ne sono un paio pure ad Arezzo e a Sermoria.

Una delle maggiori attrattive del parco è il Castello della Pietra situato nella valle tra due torrioni di puddinga (roccia formata da elementi pietrosi uniti da cemento siliceo) e costruito attorno all'anno 1000. È raggiungibile tramite il ripido e diretto sentiero a scalini oppure da una piacevole passeggiata che ha inizio presso la frazione Torre di Vobbia. Per gli amanti dell'escursionismo, le Rocche del Reopasso, con la via ferrata, rappresentano una suggestiva alternativa e sono raggiungibili da Ronco Scrivia come da Crocefieschi. Fra i borghi principali troviamo Vobbia, Vobbietta, Noceto, Alpe, Vallenzona, Salata di Vobbia, Salata Mongiardino.

[modifica] Val Pentemina e Valbrevenna

La Val Pentemina e la Valbrevenna sono due valli di grande importanza principalmente storica. Sono state inserite nel parco per la presenza di numerosi mulini, casoni in pietra (utilizzati in passato per il pascolo) e terrazzamenti che testimoniano la secolare attività del passato degli abitanti locali.

[modifica] Alta Val Trebbia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Val Trebbia.

L'alta Val Trebbia è caratterizzata dalla gran quantità di corsi e bacini d'acqua come il Lago del Brugneto e il torrente Trebbia, con i suoi affluenti (di sinistra, fra i quali il Terenzone e il Cassingheno, e di destra, fra i quali il Sermigliasca e il Moglia) e dalla presenza di numerose faggete. Peculiari sono anche i numerosi paesi presenti nella valle e sparsi sui crinali che arricchiscono il pregio artistico. Sono presenti anche vari pascoli e prati dovuti all'allevamento di mandrie di bovini. Il Torrente Trebbia rappresenta la maggiore attrattiva per i turisti e per gli amanti degli sport d'acqua.

[modifica] Comuni

Il Parco comprende, totalmente o in parte, i comuni di: Busalla, Crocefieschi, Fascia, Gorreto, Montebruno, Propata, Ronco Scrivia, Rondanina, Savignone, Torriglia, Valbrevenna, Vobbia.

[modifica] Flora

La flora del parco presenta un'enorme varietà e si suddivide in tre rami principali: la flora arborea, la flora arbustiva e i fiori e le piante grasse[3].

[modifica] Flora arborea

Pioppo tremulo (Populus tremula)
Aspetto autunnale dell'Orniello (Fraxinus ornius)

La flora arborea è principalmente dominata dal Faggio (Fagus sylvatica) che domina totalmente l'area boschiva tra i 1.000 e i 1.500 metri d'altitudine, oltre i 1.500 metri sono presenti il sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) e il sorbo montano o farinaccio (Sorbus aria) mentre al di sotto dei 1.000 metri appena il faggio inizia a diradarsi prende spazio una grande quantità di specie arboree. Attorno ai torrenti e nelle zone più umide prendono spazio alberi come l'ontano bianco (Alnus incana) e il pioppo tremolo (Populus tremula) e altri pioppi (Populus alba e P.canescens). Comunque gli alberi che più di ogni altra rappresentano la media montagna e le fasce collinari del parco sono quelle del genere Quercus: il cerro (Quercus cerris), il rovere (Quercus sessiliflora) e la roverella (Quercus pubescens). Tra questi alberi vi sono anche numerosi castagni, oramai ridotti a boschi cedui per lo sfruttamento del legname, (Castanea sativa). Infine ad arricchire tutti questi boschi vi sono numerosissimi altri alberi tra i quali il carpino nero (Ostrya carpinifolia), il carpino bianco (Carpinus betulus), l'orniello (Fraxinus ornus), l'acero campestre (Acer campestre), l'olmo campestre (Ulmus minor) e alcuni alberi da frutto selvatici.

[modifica] Arbusti

Frutto del Lampone (Rubus idaeus)
ramo con frutto di Erica arborea

Anche gli arbusti sono vari e numerosi e tra di essi vanno citati il ginepro (Juniperus communis), il rovo (Rubus ulmifolius), il lampone (Rubus idaeus), il falso bosso (Polygala chamaebuxus), il fior di stecco (Daphne mezereum), il mirtillo (Vaccinium myrtillus), il corniolo (Cornus mas), la fusaggine chiamata anche berretta del prete (Euonymus europaeus), l'erica (Erica arborea), il citiso (Cytisus sessilifolius), il pungitopo (Ruscus aculeatus), la vitalba (Clematis vitalba, ormai diventata invasiva), il caprifoglio (Lonicera caprifolium), il biancospino (Crataegus oxyacantha), la rosa selvatica (Rosa canina), la ginestra (Spartium junceum).

Tra le felci o piante di sottobosco che crescono principalmente in luoghi ombreggiati vi sono la felce dolce o liquerizia (Polypodium vulgare), la ruta di muro (Asplenium ruta-muraria), la felce maschio (Dryopteris filix-mas), la felce aquilina (Pteridium aquilinum) e la notolena (Notholaena marantae) che invece cresce in luoghi soleggiati.

[modifica] Fiori e piante grasse

Tappeto di Anemone trifolia
Erba trinità (Hepatica triloba)
Sempervivum tectorum

I prati e i sottoboschi del parco presentano un'enorme ricchezza floristica. Tra i fiori più comuni vanno citati la primula (Primula acaulis), l'elleboro (Helleborus viridis), la polmonaria (Pulmonaria officinalis), l'anemone trifoliata (Anemone trifolia), i denti di cane (Erythronium dens-canis), il campanellino (Leucojum vernum), l'erba trinità (Hepatica triloba), la scilla (Scilla bifolia), il croco (Crocus vernus), la genziana di Koch(Gentiana acaulis), la primula officinale (Primula veris), la sambucina (Dactylorhiza sambucina) nelle varietà rossa e gialla, la nigritella (Nigritella nigra), la genziana maggiore (Gentiana lutea), la viola farfalla (Viola calcarata) ed il botton d'oro (Trollius europaeus), il narciso (Narcissus poeticus), il veratro (Veratrum album, fiore velenoso), il giglio rosso (Lilium croceum), il giglio martagone (Lilium martagon), l'aquilegia comune (Aquilegia vulgaris), il geranio selvatico (Geranium sylvaticum), la liliagine (Anthericum liliago) e la margherita comune (Chrysanthemum leucanthemum).

Specie più rare sono invece la fritillaria (Fritillaria tenella), l'erba viperina (Echium vulgare), la bozzolina (Polygala vulgaris) dai fiori lilla o porporini e la sassifraga (Saxifraga bulbosa).

Tra le numerose specie di piante vanno citate anche alcune crassulacee, uniche rappresentanti delle piante grasse: Sedum album, Sedum acre, Sedum reflexum e Sempervivum tectorum.

[modifica] Fauna

[modifica] Mammiferi

Daino (Dama Dama)
Lupo italiano o Lupo appenninico (Canis lupus italicus)

I mammiferi sono sicuramente gli animali di maggior richiamo turistico. Tra tutti l'animale di più grande pregio è il lupo italiano (Canis lupus italicus) che ha fatto recentemente la sua ricomparsa nel parco (dove non era presente fin dalla metà di questo secolo) specialmente nell'area attorno al Monte Antola[4]. Le sue prede principali sono il daino (Dama dama, sul quale è stato effettuato un importante ripopolamento) e il capriolo (Capreolus capreolus). Tra gli altri mammiferi vi sono il cinghiale (Sus scrofa), la volpe (Vulpes vulpes), il tasso (Meles meles), la faina (Martes foina) e la donnola (Mustela nivalis), lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), il ghiro (Glis glis), il moscardino (Muscardinus avellanarius) ed infine la lepre (Lepus europaeus). Più incerta è invece la presenza della puzzola (Mustela putorius).

[modifica] Uccelli

Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus)
Poiana (Buteo buteo)

Numerose sono anche le specie di uccelli. Tra i rapaci vi sono la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus), lo sparviere (Accipiter nisus) ed il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus). Presso i numerosi corsi d'acqua sono presenti molti uccelli tra cui il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus), il corriere piccolo (Charadrius dubius), la ballerina bianca (Motacilla alba), la ballerina gialla (Motacilla flava) ed il martin pescatore (Alcedo atthis). Tra gli altri tipi di uccelli vanno citati la ghiandaia (Garrulus glandarius), la pernice rossa (Alectoris rufa) e il picchio verde (Picus viridis).

[modifica] Pesci, Anfibi e Rettili

Salamandra (Salamandra salamandra)
Rana montana (Rana temporaria)

Tra i pesci sono abbastanza comuni la trota fario (Salmo trutta fario) e il vairone (Telestes multicellus, che vive soltanto nelle acque più limpide); altre specie ittiche sono il barbio (Barbus tyberinus) ed il cavedano (Squalius squalus).

Tra gli anfibi, a parte la comune salamandra (Salamandra salamandra) vi sono alcuni endemismi appenninici ormai molto rari come il tritone appenninico (Triturus alpestris apuanus, esclusivo degli Appennini e delle Alpi Marittime), la salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata, dell'appennino del versante tirrenico) e il geotritone di Strinati (Speleomantes strinatii, dell'appennino centro-settentrionale). Tra le rane vi sono la rana appenninica (Rana italica) e la rana temporaria (Rana temporaria).

Tra i rettili il più comune è la vipera (Vipera aspis); è anche però presente la biscia viperina (Natrix maura).

[modifica] Accessi

Il parco può essere raggiunto sia tramite il servizio autostradale, con l'Autostrada A7 (caselli di Busalla, Ronco Scrivia e Isola del Cantone), che con le seguenti strade statali:

In treno si possono raggiungere le valli con il Treno di Casella, a scartamento ridotto, che collega l'Alta Valle Scrivia con le valli genovesi del Polcevera e del Bisagno.

[modifica] Punti di interesse

[modifica] Sentieri

All'interno del parco esistono numerosissimi sentieri tra i quali il più importante è sicuramente l'Alta via dell'Antola che attraversa da ovest ad est tutto il parco. Esistono poi numerosi sentieri che partono dalle varie valli e che spesso arrivano al Monte Antola o alle Rocche del Reopasso (come la Via ferrata attrezzata delle Rocche del Reopasso). Infine vanno citati i numerosi sentiero "ad anello" tra i quali l'Anello del Lago del Brugneto, l'Anello di Pentema, l'Anello di Caprile e l'Anello di Chiappa[5].

Recentemente l'Ente Parco ha dato il via ad una iniziativa per dare l'affidamento dei sentieri alle aziende agricole ed alle associazioni locali per favorirne fattori come fruibilità e percorribilità.

[modifica] Alta Via dell'Antola

Lunghezza percorso: 39 km; Tempo di percorrenza: 17 ore; Partenza: Vobbietta, 323 metri d'altitudine; Arrivo: Gorreto, 522 metri d'altitudine

Il sentiero attraversa tutto il confine settentrionale del parco, e contiene, come tappe lungo il suo percorso, anche alcune importanti vette del parco (Monte carmo, 1.640 m, Bric delle Camere 1.016 m e Monte Zucchello, 1.416 m) e alcuni importanti passi di montagna come il Passo di Costa Salata (un tempo attraversato da un'antica Via del Sale). La difficoltà del sentiero non è elevata ma è consigliabile attraversarlo a tappe pernottando nei numerosi luoghi adatti alla sosta o al pernottamento data la lunga durata necessaria all'attraversamento (17 ore).[5][6]

Il Sentiero del Brugneto

[modifica] Anello del Lago del Brugneto

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lago del Brugneto.

Lunghezza percorso: 13,5 km; Tempo di percorrenza: 6 ore circa; Partenza: Diga del Brugneto - 748 metri d'altitudine; Arrivo: lungo la strada carrozzabile per Retezzo, oltre la diga

Il sentiero, si snoda attorno alle rive del lago artificiale e prende quindi le caratteristiche di un sentiero ad anello. Buona parte del percorso si stende all'interno della faggeta che circonda il lago ed è possibile avvistare numerosi daini anche durante la loro stagione dell'amore. Un breve tratto del percorso ricalca l'antica Via del sale che collegava i paesi costieri del Tigullio con il Piemonte. Vi sono numerose aree di sosta e ristoro.[7][8]

[modifica] Altri sentieri

  • Alta via ferrata attrezzata delle Rocche del Reopasso: è un percorso alpinistico attrezzato, lungo circa 1000 metri dei quali 600 provvisti di un cavo d'acciaio. La difficoltà può variare da abbastanza difficile a molto difficile in alcuni tratti a strapiombo. Il percorso alpinistico è da affrontare soltanto con le adeguate preparazione e attrazzatura;
  • Anello di Pentema: è un sentiero che con un percorso ad anello tocca l'antico borgo di Pentema, la Cappella di Nostra Signora della Guardia e il Passo del Colletto;
  • Anello di Caprile: altro sentiero con percorso ad anello che da Caprile arriva fino alla vetta del Monte Antola per poi riscendere dal Passo delle Tre croci fino al luogo di partenza;
  • Anello di Chiappa: sentiero ad anello che contiene un percorso principalmente panoramico della Val Brevenna e dei versanti del Monte Antola.

[modifica] Attività

All'interno del parco vi sono numerosi sport e attività praticabili. Tra le tante vi sono:

[modifica] Strutture ricettive

Il parco offre anche vari servizi tra i quali educazione e didattica ambientale e servizi escursionistici e visite guidate. Un'importante attrattiva del parco è il Treno di Casella, l'unico esempio ligure di ferrovia a scartamento ridotto.

[modifica] Note

  1. ^ AltaValTrebbia.net. Il Parco Naturale Regionale dell'Antola. URL consultato il 27/06/2007.
  2. ^ Parks.it. Suddivisione e punti d'interesse. URL consultato il 27/06/2007.
  3. ^ AltaValTrebbia.net. La flora della Val Trebbia. URL consultato il 06/200727.
    L'intero paragrafo "Flora" ha come fonte primaria questa pagina.
  4. ^ AltaValTrebbia.net. La fauna della Val Trebbia. URL consultato il 27/06/2007.
  5. ^ a b Parks.it. Alta via dell'Antola. URL consultato il 27/06/2007.
  6. ^ TrekkingLiguria.com. Alta via dell'Antola. URL consultato il 27/06/2007.
  7. ^ AltaValTrebbia.net. Alta Val Trebbia: sentiero. URL consultato il 27/06/2007.
  8. ^ Parks.it. Anello del lago del Brugneto. URL consultato il 27/06/2007.

[modifica] Bibliografia

  • Parco Naturale Regionale dell'Antola, 2006, Genova, Erredì Grafiche Editoriali.
  • Atti del seminario internazionale Torriglia e Montebruno, Archeologia postmedioevale. L'approccio storico - ambientale al patrimonio rurale delle aree protette, 21 - 22 maggio 2002, Genova, Edizioni all'insegna del Giglio.
  • Il Parco Naturale Regionale dell'Antola, 1999, Genova, Sagep Editrice.
  • Azienda di promozione Turistica di Genova, L'Antola e le sue valli, 1999, Genova, M&R Comunicazione editrice.
  • La catena dell'Antola, 2001, Arenzano (GE), Andrea Parodi Editore.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue