Parco archeologico di Aeclanum

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Aeclanum
Aeculanum
Αἰκούλανον
Eclano
Civiltà Sanniti e Romani
Utilizzo Città
Epoca III secolo a.C. - VII secolo d.C.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Mirabella Eclano
Altitudine 371 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 180000
Scavi
Data scoperta 1900 circa
Archeologo Italo Sgobbo (1901-1993)
Amministrazione
Patrimonio Parco archeologico dell'antica Aeclanum
Ente Soprintendeza per i beni archeologici di Salerno , Avellino e Caserta
Responsabile Cooperativa Aeclanum
Visitabile Lun-Dom 8:30 - 19:00
sito web

Coordinate: 41°03′14″N 15°00′40″E / 41.053889°N 15.011111°E41.053889; 15.011111

Il Parco archeologico di Aeclanum si trova a Mirabella Eclano, in provincia di Avellino.Si tratta del sito di una città sannita.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondata alla fine del III sec a.C., l’antica Aeclanum è uno dei centri sanniti più importanti dell’Irpinia, posizionato tra le valli dei fiumi Calore ed Ufita, in località Mirabella. Posta su di un pianoro di forma triangolare, l’antica città era accessibile solo dalla via Appia, che attraversava l’abitato da ovest a est.

Saccheggiata da Silla nell’89 a.C., subito dopo divenne un municipum romano con diritto di voto. Nel 120 d.C., sotto l’imperatore Adriano, assunse lo stato di colonia: Aelia Augusta Aeclanum. Notevoli sono i resti della città romana: le terme pubbliche, situate su una piccola altura, la piazza del mercato coperto (macellum), alcune abitazioni e botteghe. Sono visibili anche i resti delle mura, alte circa 10 metri con almeno tre porte e torri di diversa grandezza. All’età tardo-antica risale la costruzione di una basilica paleocristiana con, al suo esterno, un fonte battesimale con pianta a croce greca e scalini per il rito ad immersione.

Scavi Archeologici[modifica | modifica wikitesto]

I primi lavori di scavi sono stati condotti a partire dal 1900; in quegli anni, infatti, gli esperti portarono alla luce i resti delle terme, del macellum e anche delle prime, originarie, abitazioni in cui vivevano gli irpini. Tra il 1970 e il 1980, poi, ulteriori lavori di scavi hanno portato alla luce importanti reperti. Tra i vari, l’esistenza di un’antica domus romana che gli abitanti della fortificazione, probabilmente, utilizzavano come magazzino. All’interno di questa, infatti, sono stati ritrovati vari e recipienti in terracotta che dovevano servire alla conservazione delle scorte alimentari. Sempre nei lavori degli anni 80’, poi, sono stati scavati resti di una basilica paleocristiana. Le origini di questa basilica risalgono ai tempi di Giustiniano. Si tratta di una costruzione particolarmente imponente che si caratterizza per la presenza di tre navate, un fonte battesimale e i tradizionali scalini per i riti religiosi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

In località Passo di Mirabella, frazione della città di Mirabella Eclano, sono visitabili gli scavi dell'antica città di Aeclanum, uno dei principali centri della tribù sannita degli Irpini. La zona è posta tra le valli dei fiumi Calore ed Ufita, ove è stata attestata la presenza dell'uomo sin dall'età preistorica, in quanto scavi archeologici effettuati negli anni '50 nella vicina località "Madonna delle Grazie" dal prof. G. O. Onorato, hanno evidenziato le strutture arcaiche di un villaggio con annessa necropoli. Il popolo che dette poi origine agli Irpini giunse a contatto con i primitivi abitanti di stirpe osca insediati in quel territorio intorno al VI - V sec. a.C. e, superatone l'iniziale resistenza, si amalgamarono con quelle popolazioni unendo le tradizioni, gli usi ed i costumi. In seguito al loro stanziamento in quella parte dell'Italia centro meridionale vennero fondate diverse città come Aeclanum, Abellinum (Atripalda), Maleventum (Benevento), Aquilonia (Lacedonia), Rotulea (da localizzare in Baronia), Aequum Tuticum (a pochi km da Ariano Irpino). Tutti questi centri, a seguito degli sconvolgimenti causati dalle guerre sannitiche, furono in seguito conquistati dai Romani e ricostruiti secondo i criteri e le esigenze dei nuovi conquistatori. Il punto di partenza degli Irpini era, forse, l'Appennino molisano: essi si spostarono alla ricerca di territori più fertili a seguito di una primavera sacra (ver sacrum) e sotto la guida di un animale sacro (totem) simboleggiante il lupo (hirpos in lingua osca, da cui derivò il termine di irpini). L'archeologo Italo Sgobbo rinvenne, negli anni 30 del XX secolo, quattro monumenti epigrafici oschi: uno riportava il nome Mamers (nome osco del dio Marte), un altro rappresentava un'ara di tufo dedicata alla dea Mefite (oggi al Museo Nazionale di Napoli) e facente parte di un luogo sacro collocato fuori dalle mura cittadine e sulla Via Appia, un terzo indicante una non meglio identificata costruzione ordinata da Magio Falcio ed un quarto pertinente al culto del dio Fauno.


La città di Aeclanum, in età romana, aveva la forma di un corimbo ed un'estensione di 18 ettari, era difesa da una cinta muraria lunga 1820 m e costruita in opus reticulatum a prismi di travertino e di arenarie compatte. Le mura si ergevano per oltre 10 m ed erano interrotte da almeno tre porte delimitate ai lati da torri quadrate (turres), di oltre 5 m per lato, mentre ogni 20 m erano presenti torri più piccole (hemiturres), di 2,5 m per lato, che non superavano in altezza, come le più grandi, le cortine murali (perciò definite "turres aequae qum moiro", cioè "torri alte quanto il muro. Lo spessore delle fortificazioni è compreso, nei vari punti, fra 2,12 - 2,40 m. Attraverso la porta occidentale entrava in Aeclanum la Via Appia, proveniente da Benevento, e ne usciva attraverso la porta orientale.


Al tempo della guerra sociale (89 a. C.), Aeclanum era protetta soltanto da una cinta di legno, incendiata poi da Silla quando, resosi conto che gli eclanesi aspettavano aiuto dai Lucani, ordinò di accatastare intorno alle mura fascine di sarmenti, bruciate dopo che trascorse il tempo concesso dal dittatore per arrendersi. Aeclanum infatti fu saccheggiata e occupata perché non si era arresa spontaneamente ai Romani ma anche per convincere le altre città irpine ancora insorte a deporre le armi. Dopo la Guerra Sociale, circa nell'87 a.C., la città divenne municipio con diritto di voto ed iscritta alla tribù Cornelia. Più tardi, all'epoca dell'imperatore Adriano (all'incirca nel 120 d. C.), assunse lo stato di colonia con la denominazione di "Aelia Augusta Aeclanum".

Altre strade, oltre l'Appia, interessavano Aeclanum ed il suo territorio: la via Aeclanum - Aequum Tuticum che la collegava alle Puglie, la via Herculia che attraversava la parte orientale della giurisdizione eclanese e la via Aurelia Aeclanensis che procedeva in direzione di Ordona. Al periodo romano, per lo più imperiale, risalgono la costruzione ed il rifacimento di opere pubbliche come le Terme, il Macellum, il Gimnasium, il Foro, l'Anfiteatro, il Teatro ed il "forum pecuarium" (mercato del bestiame da pascolo). Molte delle strutture sono state individuate tramite le iscrizioni lapidee superstiti, oppure ne sono state individuate le tracce o ne rimangono degli ampi avanzi che si prestano agli usi ipotizzati dagli archeologi. L'intero sito si offre alla vista dei numerosi appassionati che visitano il costituendo parco archeologico e che sono accolti da custodi gentili e disposti a fornire numerose informazioni sugli scavi e sui reperti affioranti. L'Anfiteatro, di cui si conosce l'esatta posizione, presentava al tempo dello storico Raimondo Guarini la "pedatura"; lo stesso scrisse nelle sue "Ricerche sull'antica città di Eclano" (1814) che il luogo ove la struttura si trovava "chiamavasi ... Colisèo" in alcuni documenti risalenti "di più di due secoli" e che "da persone degne" raccolse la testimonianza di "varie cave destinate al ricovero di bestie feroci". Il macellum (mercato coperto), posto probabilmente nelle vicinanze del foro, presenta attualmente una piazzetta centrale rotonda ed una vasca che forse era adornata da un zampillo; la tholus macelli è costituita da alcuni pilastri in opus vittatum e la pavimentazione arricchita dal marmo. Le Terme sono il monumento di maggior rilevo degli scavi: la tecnica di costruzione è in opus mixtum e sono rintracciabili gli ambienti del tepidarium, del calidarium e del frigidarium.Nell'area delle Terme fu rinvenuta una pregiata statua marmorea raffigurante Niobide ed oggi collocata in una sala del Museo Irpino di Avellino, ove sono esposti numerosi reperti provenienti da Aeclanum. In un'altra occasione fu raccolta un frammento di statua di Arpocrate, datata al II secolo d.C. e che rappresenta il dio fanciullo con il corno dell'abbondanza. Tra le abitazioni private ben visibile è una domus di tipo pompeiano, che in epoca tarda è stata convertita ad officina per la lavorazione del vetro. Di rilievo sono, inoltre, i resti di una Basilica paleocristiana con fonte battesimale (baptisterium) a forma di croce greca, con tre scalini sui quattro lati e rivestita in origine da marmo (un altro battistero simile a quello di Aeclanum è di pertinenza della città di Venosa). La Basilica era a tre navate e, fosre, con un portico sul davanti (nartece). Ad un livello inferiore rispetto all'edificio religioso fu scoperto un ambiente con quattro otrii giganti (dolii), adoperati per la conservazione delle derrate alimentari.

Sicuramente Aeclanum rappresentò una delle principali città del Sannio Irpino. Lo stesso Silla, dopo l'assedio di Pompei, si diresse direttamente contro la città,incurante di altri centri urbani come Nola o Abellinum, che erano sul tragitto. Si presume che possa aver ricoperto il ruolo di capitale sannita all'epoca della Guerra Sociale e che la popolazione contò sui quattro-cinquemila abitanti quando assunse il ruolo di colonia ed il suo territorio superò l'estensione di 700 kmq.Nel 369 d.C. un violento sisma colpì Aeclanum con conseguenze disastrose: in un'epigrafe Umbonio Mannachio, di rango senatorio, è definito "fabbricatore ex maxima parte etiam civitatis nostrae".Più tardi, nel 410 d.C., il passaggio di Alarico e dei Visigoti dalla Campania alla Puglia arrecò ingenti danni alla città. Fu coinvolta nelle guerre tra i Goti e i Bizantini nel VI secolo d.C., finché l'arrivo dei Longobardi (570 d.C.) ed il transito dell'imperatore Costante II di Bisanzio, diretto all'assedio della longobarda Benevento, soffocarono sotto un velo di distruzione le ultime tracce del passato romano. Al di fuori del circuito cittadino di Aeclanum, si possono ammirare ancora i resti di un edificio pubblico (dall'ignota funzione) con mura in reticolato e laterizio nel sito della chiesa di Santa Maria di Pompei crollata dopo il sisma del 1980.Da ammirare inoltre, parte di una necropoli orientale (III-IV secolo d.C.) con monumenti e recinti funerari, posta ai lati della via Appia e nelle vicinanze della odierna via Nazionale Passo.

Edifici e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Terme dei nobili (con il "Calidarium", il "Tepidarium", ed il "Frigidarium" del II sec. D.C., ancora oggi visibili)
  • Piazza Mercato detta Macellum
  • La casa del vetraio
  • Canali di scolo
  • Botteghe
  • Resti di abitazioni private
  • Una grande Domus (datata al I sec. d.C.)
  • La Basilica Paleocristiana
  • Strade Romane
  • Necropoli Eneolitica di Madonna delle Grazie
  • Località Passo : Necropoli (datata tra il II e il III sec. d.C. ma utilizzata fino al IV secolo).
  • Località Madonna delle Grazie : Tombe appartenenti alla Cultura del Gaudo (III millennio a.C.)
  • Mura Difensive e Torri adiacenti
  • Statua di Niobide

Necropoli Eneolitica di Madonna delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La necropoli rinvenuta in località Madonna delle Grazie, lungo la strada Mirabella-Taurasi, rientra nella cosiddetta corrente culturale "del Gaudo" (III millennio a.C.). La necropoli è costituita da una serie di tombe del tipo “a forno” con camera sepolcrale ipogea, a cui si accede attraverso un vestibolo a forma di pozzo circolare.

Le tombe sono scavate nel banco di tufo tenero, ad una profondità variabile intorno ai due metri, e si presentano chiuse all’ingresso da un lastrone di tufo disposto verticalmente. Di pianta ellittica all’interno, la camera sepolcrale ospitava una o più deposizioni di inumati, i cui scheletri sono stati trovati prevalentemente in posizione rannicchiata o supino-retratta. Dalle tombe, contenenti sepolture anche multiple, si sono recuperati corredi funerari, tipicamente pastorali, con industrie litiche in selce (punte di freccia, lame, pugnali) e abbondante vasellame d’impasto. Fra il gruppo di tombe soltanto una, la cosiddetta “tomba del capo tribù” (ora ricostruita nel Museo Irpino di Avellino) era a deposizione singola: l’inumato era stato sepolto, con accanto il suo cane, in posizione rannicchiata, con ricco corredo di vasi e di armi. Si sono rinvenute brocche sferoidali con anse a nastro, pugnali in pietra, cuspidi di frecce, raschiatoi e pugnali di rame ed una piccola ascia enea. Uno scavo del 1972 ha portato alla scoperta di una nuova tomba, a due celle a pianta ellissoidale chiuse ognuna da una lastra di tufo. All’interno delle cella si sono rinvenute ossa umane e punte di freccia. In prossimità dell’area delle tombe eneolitiche sono stati messi in luce fondi di capanna, a pianta circolare, ricavati nel tenero banco tufaceo, con lunghi dromos di accesso. La necropoli eneolitica di Madonna delle Grazie è in proprietà privata ed il permesso di visita va chiesto in loco.

La Basilica Paleocristiana[modifica | modifica wikitesto]

All’età tardo-antica risale la costruzione di una basilica paleocristiana i cui resti ancora in vista risalgono all'età dell'imperatore Giustiniano. La basilica è articola in tre navate e presenta un pavimento a mosaico ; al suo interno c'è una fonte battesimale con pianta a croce greca e scalini per il rito ad immersione.

Il Macellum[modifica | modifica wikitesto]

Il Macellum, o mercato alimentare, è una struttura di cui è visibile solo la costruzione centrale a pianta circolare (tholos), ed è situato nella zona a nord. Probabilmente era circondato da uno spazio porticato e da tabernae. Appare di dimensioni molto modeste rispetto a quelli di altri “mercati” trovati in Campania, anche se non mancano elementi decorativi sui pavimenti.

Il Complesso Termale[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso sorge nel settore nord-ovest della città, su una breve altura. Probabilmente la sua creazione deve essere messa in relazione con la creazione della colonia di Aeclanum da parte dell’imperatore Adriano nel II secolo. Le strutture sono preservate per altezze notevoli, in qualche caso fino all’attaccatura delle volte. Trattasi di una struttura articolata su due livelli. Il primo, che ospita ambienti destinati esclusivamente ai bagni, il secondo dove venivano praticate altre attività come i massaggi, la musica ecc. Il complesso è scavato in massima parte e sono individuabili gli ambienti caldi che al momento dello scavo avevano il pavimento realizzato su delle suspensurae, e gli ambienti freddi. Probabilmente il lato nord doveva essere situato in uno spazio aperto, mentre il lato sud si affacciava su un belvedere, che dava sul fiume Calore. All’interno del complesso furono rinvenute numerose statue e dei decori, che attestano l’importanza del luogo.

Domus Romana[modifica | modifica wikitesto]

Ad un livello inferiore rispetto all'edificio religioso si conservano i resti di una domus di età imperiale romana, con un ambiente adibito a magazzino in cui restano quattro dolia interrati, poi adoperati per la conservazione delle derrate alimentari.

Lingua Osca[modifica | modifica wikitesto]

In base ad alcune iscrizioni in lingua osca (lingua parlata anche dagli irpini )ritrovate ad Aeclanum l'origine della città risale al al IV-III secolo a.C. I dialetti oschi comprendono i dialetti dei Sanniti, Marrucini, Peligni, Vestini, Sabini e Marsi.La lingua parlata ad Aeclanum era l'osco.

Scrittura[modifica | modifica wikitesto]

L'osco era scritto con l'alfabeto latino, quello greco ed anche con un alfabeto proprio. L'alfabeto osco originale, la sua translitterazione è la seguente.

𐌀 𐌁 𐌂 𐌃 𐌄 𐌅 𐌆 𐌇 𐌈 𐌋 𐌌 𐌍 𐌐 𐌑 𐌓 𐌔 𐌕 𐌖 𐌚 𐌞 𐌝
A B G D E V Z H I L M N P Ś R S T U F Ú Í

La Z è pronunciata [ts]. Le lettere Ú e Í sono derivate graficamente da U e I, e non appaiono nei testi più antichi. La Ú rappresenta il suono o, e Í è una [ẹ] accentata. Vocali doppie sono usate per indicare suoni lunghi; l'eccezione è la I lunga che è scritta . A volte, come già visto, l'osco è scritto con gli alfabeti latino o greco.

Aeclanum nei Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo Irpino di Avellino[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella sala II e III del museo - sono esposti i reperti provenienti dalla Necropoli di Madonna delle Grazie, presso Mirabella Eclano, che si sviluppa nello stesso periodo della civiltà d'Ariano Irpino.
  • Nelle sale VI e VII del museo - è presentata la documentazione dell'antico centro di Aeclanum. La sala VI è dedicata al Sacerdote Raimondo Guarino, illustre studioso vissuto a Mirabella tra la fine del 1700 e la prima metà del 1800, che si occupò delle vicende storiche e archeologiche di Aeclanum.
  • Tra le sculture in marmo nel museo vanno ricordate: la testa di Arpocrate, nome grecizzato del dio egiziano 'Oro, il fanciullo', rappresentato con forme paffute, chiome inanellate e lunghe ed il corno dell'abbondanza sulla fronte; la statua di un Niobide, copia romana dell' originale greco del III sec. a.C. (Entrambe le sculture provengono da Aeclanum).
  • Inoltre nel museo sono conservati 85 denari , per lo più in buono stato di conservazione , che coprono un periodo che va dal 137-134 a.C. al 45 a.C. ed un grande capitello corinzio del primo periodo imperiale ritrovate nei pressi di Aeclanum.

Come raggiungere il Parco Archeologico di Aeclanum[modifica | modifica wikitesto]

In Aereo[modifica | modifica wikitesto]

  • AeroportoAeroporto di Capodichino; Napoli

In Treno[modifica | modifica wikitesto]

  • TrenoRaggiungere la stazione ferroviaria di Luogosano - S. Mango sul Calore e prendere un autobus Autobus per Mirabella Eclano

In Auto[modifica | modifica wikitesto]

  • AutoChi proviene da Napoli imbocca l’autostrada Auto Napoli-Bari, esce al casello di Benevento, quindi si immette sulla S.S. 90 (direzione Foggia) e dopo 5 Km raggiunge la frazione Passo di Mirabella.
  • AutoChi proviene da Bari, percorre l’autostrada Auto, uscendo al casello di Grottaminarda, si immette poi sulla S.S. 90 (direzione Avellino) e raggiunge la frazione Passo di Mirabella.
  • AutoChi proviene dall’autostrada Autostrada A3 SA-RC Salerno-Reggio Calabria esce a Contursi, prosegue lungo la fondovalle Sele fino a Lioni, quindi fino alla frazione Passo di Mirabella percorrendo circa 33 Km.

Personaggi della Storia di Aeclanum[modifica | modifica wikitesto]

  • Minato Magio - Discendente (forse pronipote) di Decio Magio, uomo illustre e potente della città di Capua che ebbe l'ardire di opporsi ad Annibale (nel 216 a.C.). Come l'antenato, Minato nutrì simpatie filoromane durante la Guerra Sociale, tanto da costruire una legione di irpini schierata dalla parte dei Romani e che partecipò all'assedio di Ercolano, Pompei, Compsa e probabilmente della stessa Aeclanum (nell'89 a.C.). La sua intercessione permise di iscrivere la città alla Tribù Cornelia, invece che la Tribù Galeria come le altre città irpine.Nato all'incirca nel 140 a.C., Minato apparteneva ad una famiglia di latifondisti, usufruttuari di vaste porzioni di "ager publicus" e documentati ad Aeclanum a partire del II secolo a.C.
  • Gaio Velleio Patercolo - Nato forse a Aeclanum intorno al 20 a.C., fu comandante di cavalleria agli ordini di Tiberio, impegnato nella campagna militare in Germania (nel 4 d.C.). Ricoprì la carica di Questore ed entrò nel Senato Romano. Per ordine di Augusto, trasferì l'esercito da Roma in Germania. Fu poi luogotenente di Tiberio in Pannonia. Giunse,dal punto di vista politico, alla ambita carica di Pretore. Un suo trisavolo era citato da Minato Magio. Dopo il 30 d.C. scarse sono le notizie su Velleio Patercolo: pubblicò una Historia Romana in due libri dedicata a Marco Vinicio, nobile campano e console nel 30 d.C.
  • Marco Pomponio Bassulo - Visse tra il 50 ed il 120 d.C. Ricoprì la carica di Duoviro Quinquennale nella città natia di Aeclanum. Poeta si dilettò a tradurre commedie di Menandro e ne compose di nuove che recitava per una ristretta cerchia di amici ed ammiratori della città.
  • Giuliano Vescovo - Aeclanum fu sede di diocesi già a partire dal IV secolo d.C. : il primo vescovo accertato è Memore. Suo figlio, Giuliano, fu consacrato vescovo di Aeclanum, forse nel 416, da Papa Innocenzo I. In quegli anni era diffuso il movimento del Palagianesimo (dal nome del fondatore, Pelagio), che valorizzava le possibilità naturali dell'uomo e minimizzava le conseguenze del peccato originale. Papa Zosimo impose ai vescovi di firmare una Tractoria (lettera circolare), in cui si condannava Pelagio ed il suo discepolo Celestio. Diciotto vescovi,con a capo Giuliano d'Eclano, scelsero l'esilio, che portò, dopo il 418, a trasferirsi prima in Turchia (nelle vicinanze dell'odierna Adrana) e poi in Sicilia.In esilio,Giuliano ingaggiò un vero e proprio duello dialettico con Sant'Agostino, il quale scrisse il Contra Julianum, e il cosiddetto Imperfectum Opus, incompiuto. Per il suo sostenere le idee plagiane, Giuliano non rientrò più ad Aeclanum e morì tra il 454 ed il 455 d.C.

Visitatori[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2003 al 2013 il Parco archeologico di Aeclanum è stato visitato da 52.223 persone . Qui di seguito trovate un andamento complessivo del "Parco Archeologico di Aeclanum" degli ultimi dieci anni, sulla base dei dati dell'ufficio statistico dei beni culturali italiani:

anno visitatori totali introiti lordi prezzo medio entrata
2013[1]
5.781
€ 0,00
Gratuito
2012[2]
5.310
€ 0,00
Gratuito
2011[3]
6.002
€ 0,00
Gratuito
2010[4]
5.441
€ 0,00
Gratuito
2009[5]
3.654
€ 0,00
Gratuito
2008[6]
2.882
€ 0,00
Gratuito
2007[7]
3.856
€ 0,00
Gratuito
2006[8]
5.301
€ 0,00
Gratuito
2005[9]
5.667
€ 0,00
Gratuito
2004[10]
4.956
€ 0,00
Gratuito
2003[11]
3.373
€ 0,00
Gratuito

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Parco Archeologico di Aeclanum ogni anno viene visitato da circa 4000 persone - 5000 persone.
  • Aeclanum è oltre 4 volte più grande di Ercolano approssimativamente ( Aeclanum 18 ettari - Ercolano 4 ettari ) anche se quei 18 ettari in massima parte sono ancora sottoterra per mancanza di fondi.
  • L'ingresso di Aeclanum è Gratuito.
  • Recentemente è stato trovato poco lontano dall’ingresso del parco uno splendido busto di Marco Aurelio.
  • Aeclanum era considerata dai Romani decisiva per il traffico ed il controllo di tutte le terre circostanti.
  • Aeclanum è un Parco Archeologico, e come tale riconosciuto e sotto la protezione del Mibac
  • L’indagine archeologica, che ha interessato l’area di Aeclanum, ha riportato alla luce solo una minima parte dell’antico centro romano-sannitico. Tuttavia è possibile visitare numerosi edifici, sia pubblici che privati .
  • Aeclanum il cui nome è dato in parecchie forme: Aikolanom, Aeculanum, Aiculanon, Acculanum, Eculianum, Esculanu Aeclanum, Eclano. Gli abitanti invece chiamati Aeculanensis, Auseculani, Aeclanensi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Visitatori ed Introiti Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali - ANNO 2013.
  2. ^ Visitatori ed Introiti Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali - ANNO 2012.
  3. ^ Visitatori ed Introiti Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali - ANNO 2011.
  4. ^ Visitatori ed Introiti Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali - ANNO 2010.
  5. ^ Visitatori ed Introiti Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali - ANNO 2009.
  6. ^ Visitatori ed Introiti Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali - ANNO 2008.
  7. ^ Visitatori ed Introiti Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali - ANNO 2007.
  8. ^ Visitatori ed Introiti Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali - ANNO 2006.
  9. ^ Visitatori ed Introiti Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali - ANNO 2005.
  10. ^ Visitatori ed Introiti Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali - ANNO 2004.
  11. ^ Visitatori ed Introiti Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali - ANNO 2003.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Salvatore - Aeclanum - Avellino, 1982.
  • Giampiero Galasso - L'Irpinia nell'antichità e nel Medioevo - dal trimestrale Irpinia, numeri dal 1986 e 1987
  • Italo Sgobbo - Monumenti epigrafici oschi scoperti ad Aeclanum - estratto dagli Atti della R. Accademia dei Lincei. Notizie degli Scavi di antichità, Roma, 1931.
  • La fortificazione romana di Aeclanum. - estratto dagli "Atti del 2º Congresso Nazionale di Studi Romani" - Roma, 1931.
  • Luisa Martiniello - Aeclanum tra archeologia e storia - San Pietro di Monitoro Superiore (AV), 1996.
  • Raimondo Guarini - Ricerche sull'antica città di Eclano - Napoli, 1814.
  • Luigi Calmieri - Le terme romane di Aeclanum - tratto dal periodico Vicum, fasc. XXXII, Lioni (AV), 2000.
  • Giampiero Galasso - Aeclanum - tratto da "I Dauni - Irpini la mia gente la mia terra" - Napoli, 1990.
  • Antonio Salvatore - Minato Magio - tratto dal periodico Vicum, anno X, n° 3-4, sett.-dic. Lioni (AV),1992.
  • Antonio Salvatore - Velleio Patercolo un irpino-romano - tratto dal periodico Vicum, fasc. XXIII, mar.-giu., Lioni (AV), 1993.
  • Vincenzo Di Giovanni - Aeclanum romana: le evidenze archeologiche - in Storia Illustrata di Avellino e dell'Irpinia, 1996.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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