Parco Teramo Barona

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Parco Teramo Barona
Milano parco Andrea Campagna alberi.jpg
Una vista tra gli alberi del parco
Localizzazione
Stato Italia Italia
Indirizzo Milano Zona 6
Informazioni generali
Tipo parco urbano
Superficie 97.309 m2
Inaugurazione 1970
Apertura il parco non ha recinzione
Ingressi *via Parenzo
  • via Campari

Il Parco Teramo è un importante luogo d'incontro e punto di aggregazione del quartiere Barona di Milano che dal 21 aprile 2012 è intitolato ad Andrea Campagna, poliziotto e medaglia d'oro al valore civile ucciso in servizio da Cesare Battisti.

Fu costruito negli anni settanta contemporaneamente all'urbanizzazione dell'area, che tuttora presenta una forte connotazione agricola. Gli dà il nome la via Teramo, alla Barona, che porta all'attuale ingresso di via Campari.

In zona sono presenti svariate cascine, tra le quali la Battivacco,[1] la Boffaloretta e la Boffalora, e il parco confina a meridione, separato da una roggia, derivata dal Naviglio Grande e che sfocia nel Lambro meridionale, con quello agricolo Sud Milano e a ovest con un gruppo di orti comunali e il Ronchetto sul Naviglio. Gli strati argillosi a pochissima profondità creavano le condizioni, per le acque irrigue provenienti dal vicino Naviglio Grande, di formare fertili e ampie marcite.

Più che raddoppiata l'area[modifica | modifica sorgente]

È in corso (2011) l'ampliamento del parco, attrezzandone l'intera area settentrionale fino alla via Parenzo e la sua superficie, più che raddoppiata, salirà fino a 206.956 m2 . I confini, oltre a quello meridionale sul parco Sud, sono via Cesare Chiodi a ovest, via Faenza a nord e via Davide Campari[2] a est per le quali è prevista una nuova viabilità per facilitare l'accesso da ognuna di esse, pur restando il parco senza recinzione.

Flora e attrezzature[modifica | modifica sorgente]

I confini con i coltivi dell Cascina Battivacco

Non sono previsti sostanziali interventi sulle specie arboree che caratterizzano attualmente il parco: Acero, Betulla, Carpino, Frassino, Olmo, Pioppo nero, Platano, Quercia rossa, Robinia, Tiglio, che pur non essendo esclusivamente quelle originarie del territorio rappresentano bene l'odierno paesaggio del basso Milanese, ivi compresa la robinia, la più diffusa delle specie allogene, di origine nordamericana ma presente in Europa da oltre quattro secoli.[3]

Il terreno, assolutamente piatto, apparirà invece mosso da rialzi artificiali con il duplice scopo di favorirne il drenaggio e una divisione a zone per le diverse attività, senza reciproco disturbo. Il generale innalzamento consente il prelievo dalla prima falda d'acqua, non potabile, per impianti di irrigazione a pioggia; i materiali impiegati in recinzioni e costruzioni saranno coerenti con quelli già in uso, per preservare la continuità della struttura. Le aree gioco saranno quattro, differenziate secondo l'età dei piccoli utenti; due gli spazi recintati per i cani, uno quello attrezzato per picnic. Per le attività sportive, campo da cacio e da calcetto, tennis corto, basket, pallavolo, bocce, skating e pattinaggio; la contiguità col parco Sud dà l'opportunità di iniziare da qui una grande varietà di itinerari cicloturistici su percorsi all'inizio obbligati.

A tale proposito, due degli accessi (in via Chiodi e via Campari) saranno dotati di centri servizi, con locali destinati a bar, noleggio biciclette e servizi igienici. Al centro del parco, vi sarà uno spazio polivalente, con vasche-fontane, aiuole a verde e arredi per la sosta, collocato su una piattaforma leggermente soprelevata con pavimentazione in pietra naturale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ cascinabattivacco. URL consultato il 14 febbraio 2011.
  2. ^ Industriale (Milano 1867-1936
  3. ^ Fu importata da Jean Robin (1550-1629), botanico di corte francese, nel 1601

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Un altro aspetto del parco
  • AA. VV., Cascine a Milano, a cura dell’Ufficio editoriale del Comune di Milano, 1987
  • Comune di Milano - Arredo, Decoro Urbano e Verde - Settore Tecnico Arredo Urbano e Verde, 50+ parchi giardini, Comune di Milano / Paysage. ed. 2010/2011
  • Vittore e Claudio Buzzi Le vie di Milano, 2005, Milano, Ulrico Hoepli editore.vbcf

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