Parco nazionale della Val Grande
Coordinate: 46°02′17″N 8°27′22″E / 46.038°N 8.456°E
| Parco nazionale della Val Grande | |
|---|---|
| Tipo di area | Parco nazionale |
| Codifica EUAP | EUAP0014 |
| Class. internaz. | IBA - SIC |
| Stati | |
| Regioni | |
| Province | |
| Superficie a terra | 14.598 ha |
| Provvedimenti istitutivi | LN394 6/12/1991 |
| Gestore | Ente Parco Nazionale Val Grande |
| Presidente | Pierleonardo Zaccheo |
| Sito istituzionale | |
Il Parco nazionale della Val Grande fu istituito nel 1992, per preservare la zona selvaggia (con termine anglosassone "wilderness") più estesa d'Italia e comprende l'intera Val Grande in provincia del Verbano Cusio Ossola.
Indice |
[modifica] Gestione
[modifica] Provvedimenti istitutivi
LN 394 06/12/91
[modifica] Ente gestore
Ente Parco Nazionale della Val Grande, con sede a Vogogna.
[modifica] Territorio
[modifica] Superficie
Si estende per una superficie di circa 15.000 ettari, su un terreno prevalentemente montuoso.
[modifica] Comuni
Aurano, Beura-Cardezza, Caprezzo, Cossogno, Cursolo-Orasso, Intragna, Malesco, Miazzina, Premosello-Chiovenda, San Bernardino Verbano, Santa Maria Maggiore, Trontano, Vogogna
[modifica] Accessi
La più comoda località di accesso è il paese di Cicogna, frazione del comune di Cossogno. La strada che da Rovegro sale a Cicogna non permette un traffico molto sostenuto, pertanto in occasioni particolari è limitata ad un senso unico alternato e viene predisposto un servizio navetta.
Altri accessi:
- da Malesco a Scaredi (per la Val Loana).
- da Premosello-Chiovenda alla Colma di Premosello passando da Colloro.
[modifica] Natura
Un tempo terra di boscaioli e di pascoli strappati alle montagne, la Valgrande si è rimboschita progressivamente dopo l'abbandono da parte dell'uomo nel secondo dopoguerra. La natura che si presenta al visitatore odierno risente di questa storia, presentando un bosco giovane che si estende su buona parte della superficie del parco. L'altezza media non è infatti elevata, permettendo a specie di bassa montagna come castagno, faggio, nocciolo, di farla da padrone.
[modifica] Monti
La Riserva naturale Val Grande, la zona più interna di riserva naturale integrale, comprende la spettacolare Cima Pedum, ma la vera attrattiva per gli escursionisti e gli amanti della natura sono i monti circostanti. I paesaggi variano costantemente con la quota, l'esposizione dei versanti al sole, la presenza dell'acqua, tuttavia una nota comune contraddistingue una montagna costantemente aspra ed inospitale. Molto appaganti risultano le ascensioni sui monti che delimitano il parco sul versante del Lago Maggiore, cioè il Monte Zeda ed il pizzo Marona; raggiungibili con un'escursione in giornata moderatamente impegnativa, si possono anche concatenare in un giro più ampio con i sentieri che salgono da Cicogna o dalla Valle Intrasca. L'unico vero rifugio per un pernottamento è quello del Pian Cavallone: situato su un pianoro a 1500m circa, vanta una vista notevole verso il lago Maggiore e la bassa Valgrande insieme. La dorsale che costeggia la bassa Valgrande da Casa dell'Alpino (Alpe Prà) fino alla Bocchetta di Campo si presenta come ideale spartiacque fra la Valgrande vera e propria e la Val Pogallo. Un continuo belvedere affacciato sui due lati che offre poco spazio alle passeggiate, in quanto i sentieri sono poco battuti, spesso non segnati e richiedono grande attenzione per evitare scivolate disastrose. Senza troppe difficoltà si può raggiungere la Cima Sasso, rimanendo la conoscenza del territorio un minimo requisito per non perdersi nell'avvicinamento, mentre la parte restante della cresta è riservata solamente a chi di vertigini non ha mai sentito parlare e, possibilmente, viaggia in compagnia di una guida esperta.
Queste ed altre escursioni sono descritte da Paolo Crosa Lenz nel suo "Val Grande", vivamente raccomandato a chi volesse scoprire un escursionismo realmente "esclusivo", per pendii e sentieri che fino a cinquant'anni or sono brulicavano di montanari e bestie al pascolo e che oggi sono stati assorbiti dal bosco, rendendo la zona realmente impenetrabile senza una valida guida, preparazione e pazienza.
[modifica] Fiumi
Il Rio Valgrande ed il Rio Pogallo con i loro bacini idrografici costituiscono il Parco. I fiumi hanno delle sorgenti vere e proprie, pertanto non possono essere riduttivamente definiti torrenti; tuttavia le caratteristiche degli alvei, sovente incassati in rocce dure con pareti a strapiombo, rende il corso di questi fiumi soggetto a variazioni estremamente rapide in caso di pioggia. Della vecchia rete di strade mulattiere del passato, sono rimasti alcuni ponti che permettono di attraversare questi corsi d'acqua, che altrimenti si presentano come barriere invalicabili per buona parte della loro lunghezza.
[modifica] Fauna
[modifica] Storia
Il rastrellamento della Val Grande è uno degli espisodi più tragici della Resistenza italiana. Dall'11 giugno al 1º luglio 1944 il comando SS di Monza coordinò un'operazione militare volta ad annientare le formazioni partigiane più diffuse nella zona: la Valdossola di Dionigi Superti, la Cesare Battisti di Armando Calzavara (Arca), la Giovane Italia di Nino Chiovini (Peppo) e di Guido il Monco, e la X Brigata Garibaldi di Mario Flaim. Per una ventina di giorni parecchie migliaia di nazifascisti braccarono 500 partigiani. I reparti SS condussero il rastrellamento con estrema ferocia. Alla fine del rastrellamento si contarono circa 300 partigiani morti, 208 baite e stalle incendiate in Val Grande e in Val Pogallo, 50 case danneggiate o distrutte dai bombardamenti a Cicogna. Numerose in quei giorni le fucilazioni di partigiani catturati, la più consistente il 20 giugno a Fondotoce con 42 vittime. Dopo la fine dell'azione il comandante Mario Muneghina costituì la brigata garibaldina Valgrande martire. Vittime del rastrellamento furono anche civili, pastori ed alpigiani, che pagarono con la vita o con l'incendio delle stalle l'appoggio dato alla Resistenza.
Il Parco nacque nel 1991 con la nuova legge quadro sulle aree naturali protette, ampliando l'area precedentemente inclusa in due Riserve Naturali dello Stato, la Riserva Naturale Valgrande e la Riserva naturale Pedum. Primo presidente del Parco, per due mandati, dal 1994 al 2003 è stata Franca Olmi; primo direttore, dal 1995 al 2000, è stato Giuliano Tallone.
La valle è in seguito anche stata inclusa nel Sito di Interesse Comunitario (SIC) della rete europea Natura 2000 “Val Grande” (codice IT1140011), che misura 11.856 ettari. [1]
[modifica] Bibliografia
- Paolo Crosa Lenz, s.d. , I percorsi della Libertà nel Verbano Cusio Ossola.
- Paolo Crosa Lenz, Parco Nazionale della Val Grande, Le guide, Grossi, 1997, pp. 72. ISBN 88-85407-51-X
- Marco De Ambrosis; Tiziano Maioli, Val Grande, incontrare il Parco : passeggiate ed escursioni a piedi, Zanetti, 2010 Domodossola. ISBN 978-88-95302-66-9
[modifica] Note
- ^ Siti di Importanza Comunitaria (SIC), Regione Piemonte, lista on-line su gis.csi.it (consultato nel marzo 2012)