Parco nazionale del Pollino
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Aree naturali protette in Italia Parco nazionale del Pollino |
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| Tipo di area: | Parco Nazionale |
| Codifica EUAP: | EUAP0008 |
| Regioni: | |
| Province: | |
| Comuni: | vedi Territorio |
| Class.internaz.: | SIC |
| Provvedimenti istitutivi: | DRR 15/11/2003 |
| Superficie a terra: | 192.565 ha |
| Gestore: | Ente Parco Nazionale del Pollino |
| Presidente: | Domenico Pappaterra |
| Sito istituzionale | |
Il Parco nazionale del Pollino, posto a cavallo tra Basilicata e Calabria, nelle province di Cosenza, Matera e Potenza, con oltre 192.000 ettari è il parco naturale più grande d'Italia. Prende il suo nome dal Massiccio del Pollino.
Indice |
[modifica] Storia
Venne istituito nel 1993 a Rotonda dove ha sede la presidenza, per la necessità di tutelare un paesaggio ed un ambiente naturale di primaria importanza, e soprattutto il Pino loricato (Pinus leucodermis Ant.), che trova qui l'ultimo rifugio (oltre che nei Balcani) contro la devastazione dell'ambiente da parte dell'uomo, ed è stato scelto come simbolo del parco. Oggi la sede dell'ente parco si trova in una ala del Santuario della Madonna della consolazione, in località Santa Maria a Rotonda, che è stato recentemente ristrutturato per poterla accogliere.
[modifica] Territorio
Il territorio del Parco comprende in tutto 56 comuni, 32 della Calabria e 24 della Basilicata.
I comuni in territorio calabro sono: Acquaformosa, Aieta, Alessandria del Carretto, Belvedere Marittimo, Buonvicino, Castrovillari, Cerchiara di Calabria, Civita, Francavilla Marittima, Frascineto, Grisolia, Laino Borgo, Laino Castello, Lungro, Maierà, Morano Calabro, Mormanno, Mottafollone, Orsomarso, Papasidero, Plataci, Praia a Mare, San Basile, San Donato di Ninea, Sangineto, San Lorenzo Bellizzi, San Sosti, Sant’Agata d’Esaro, Santa Domenica Talao, Saracena, Tortora, Verbicaro.
I comuni in territorio lucano sono: Calvera, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Castronuovo S. Andrea, Carbone, Cersosimo, Chiaromonte, Episcopia, Fardella, Francavilla in Sinni, Latronico, Lauria, Noepoli, Rotonda, San Costantino Albanese, San Giorgio Lucano, San Paolo Albanese, San Severino Lucano, Senise, Teana, Terranova di Pollino, Valsinni, Viggianello.
Fra questi alcuni sono di interesse storico-archeologico: Castelluccio, Viggianello, Rotonda, Castrovillari, Morano Calabro, Laino Borgo, Mormanno, Scalea, Papasidero e Civita, altri sono importanti dal punto di vista socio-culturale, perché sono comunità albanesi che si insediarono nel territorio lucano e calabrese tra il 1470 e il 1540, sono: San Paolo Albanese, San Costantino Albanese, San Basile, Lungro, Plataci, Frascineto, Civita.
Il paese più alto del Parco è Alessandria del Carretto con i suoi 1000 m s.l.m. paese che ancora oggi conserva antiche tradizioni culturali e musicali. Tra gli edifici religiosi degni di nota si annoverano, in territorio calabro, il complesso monastico della Madonna delle Armi a Cerchiara e ruderi di conventi, come quello del Colloreto a Morano Calabro, mentre in Basilicata, nel comune di San Severino Lucano, trovasi a circa 1500 m di quota, nel cuore del Parco, il santuario della Madonna di Pollino, meta di un culto religioso profondamente radicato tra la gente del luogo. Nella Valle del Mercure, nel Comune di Rotonda, sono stati ritrovati interessanti reperti paleontologici: Elephas antiquus, Hippopotamus major.
[modifica] Flora
Tra le tantissime altre specie arboree presenti nel Parco vi sono l'Abete bianco, il faggio, tutti e sette i tipi di Aceri di cui l'acero di Lobelius, il pino nero, il Tasso diverse specie di querce, castagni, ed alle quote più elevate e sui pendii più ripidi è presente il Pino Loricato, specie rarissima (in Europa presente solo qui e nei Balcani), che si adatta agli habitat più ostici, dove altre specie molto rustiche (il faggio in primis) non sono in grado di sopravvivere.
Favolose fioriture di orchidee si osservano soprattutto in primavera, insieme a quelle di viole, genziane, campanule e, in estate, il raro giglio rosso, oltre ad innumerevoli specie di piante officinali ed aromatiche, tra le quali la fanno da padrona le Labiatae, con molteplici specie di mente ed inoltre tutte le varietà di timo, santoreggia, lavanda, issopo, eccetera, le cui fioriture esplodono al culmine dell'estate in un delicato accostamento di colori e di sfumature.
Non da meno sono da considerare le varie famiglie di frutti di bosco e di specie arboree selvatiche che producono frutti e bacche come le mele selvatiche, i vari prunus, le deliziose fragoline di bosco e i dissetanti lamponi di cui sono disseminati i sentieri e le frequenti radure, laddove le condizioni climatiche e di soleggiamento ne consentono la fruttificazione.
[modifica] Fauna
Anche la fauna è varia, e comprende specie ormai estinte in altre zone montuose. Sono presenti l'aquila reale, il picchio nero, il gracchio corallino, il lanario, il capovaccaio, il nibbio reale, il gufo reale, il gufo nero, il corvo imperiale, il falco pellegrino, il driomio, il lupo appenninico, il gatto selvatico, il capriolo autoctono di Orsomarso e la lontra. Di recente sono stati reintrodotti il cervo e il grifone.
[modifica] Riserve naturali orientate
- Valle del Fiume Lao (5.200 ha) - Comune di Papasidero (CS)
- Gole del Raganello (1.600 ha) - Comune di San Lorenzo Bellizzi (CS)
- Valle del Fiume Argentino (3.980 ha) - Comune di Orsomarso (CS)
- Rubbio (211 ha) - Comune di Francavilla in Sinni (PZ)
[modifica] Principali corsi d'acqua
- Sinni (97 km)
- Lao (64 km)
- Coscile (49 km)
- Esaro (44 km)
- Sarmento (36 km)
- Raganello (32 km)
- Frido (25 km)
- Abatemarco (20 km)
- Rosa (19 km)
- Argentino (19 km)
- Peschiera (17 km)
[modifica] Vette principali
- Serra Dolcedorme (2267 m)
- Monte Pollino (2248 m)
- Serra del Prete (2181 m)
- Serra delle Ciavole (2127 m)
- Serra di Crispo (2053 m)
- Cozzo del Pellegrino (1987 m)
- La Mula (1935 m)
- Monte Alpi (1900 m)
- Monte Caramolo (1827 m)
- La Montea (1825 m)
- Monte La Caccia (1744 m)
- Monte Sparviere (1723 m)
- Timpa Falconara (1656 m)
- Monte La Spina (1652 m)
- Timpa di San Lorenzo (1650 m)
- Monte Palanuda (1632 m)
- Monte Zàccana (1580 m)
- Monte Cerviero (1450 m)
- Monte Sellaro (1439 m)
[modifica] Attività
Consigliato a chi ama il Trekking e l'Escursionismo in generale, grazie però alla varietà dei paesaggi presenti in questa zona, vi si praticano diversi sport. Infatti è meta, oltre che per gli amanti dell'alpinismo, degli gli appassionati del torrentismo, del rafting, dello sci di fondo, della speleologia e della mountain bike.
[modifica] Voci correlate
- Aree naturali protette della Basilicata
- Aree naturali protette della Calabria
- Elenco dei parchi nazionali italiani

