Parco naturale regionale Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase
| Parco naturale regionale Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase | |
|---|---|
| Tipo di area | Parco regionale |
| Codifica EUAP | EUAP1192 |
| Stati | |
| Regioni | |
| Province | |
| Comuni | Alessano, Andrano, Castrignano del Capo, Castro, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Ortelle, Otranto, Santa Cesarea Terme, Tiggiano, Tricase |
| Superficie a terra | 3.180,31 ettari ha |
| Provvedimenti istitutivi | L.R. 30 26/10/2006 |
| Gestore | Provincia di Lecce |
Il Parco naturale regionale Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase è un parco regionale della Puglia istituito con la Legge Regionale del 26 ottobre 2006, n. 30.[1]
L'8 febbraio 2008 il Consiglio Provinciale della Provincia di Lecce ha approvato lo schema di atto costitutivo a lo Statuto del Consorzio incaricato della gestione del parco, che avrà sede ad Andrano. Il Consorzio amministrerà il parco per almeno cinque anni, e comunque fino alla costituzione da parte della Provincia di Lecce dell'Ente di gestione delle Aree Protette. Il 29 luglio 2008 è stato costituito il Consorzio per la gestione del Parco.
Indice |
[modifica] Territorio
Il parco si estende sul territorio dei comuni di Alessano, Andrano, Castrignano del Capo, Castro, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Ortelle, Otranto, Santa Cesarea Terme, Tiggiano e Tricase. Il parco comprende anche la zona dove sorge il faro di Punta Palascìa, punto più orientale d'Italia.
L'istituzione dell'area protetta, dislocata lungo la costa orientale del Salento (costa alta a picco sul mare), mira a conservare e recuperare le specie animali e vegetali; salvaguardare i valori e i beni storico-architettonici; incrementare la superficie e migliorare la funzionalità ecologica degli ambienti naturali; introdurre misure di mobilità sostenibile; promuovere attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica ed attività ricreative sostenibili; promuovere e riqualificare infine le attività economiche compatibili, al fine di migliorare la qualità della vita delle popolazioni residenti.
Per queste motivazioni, sull'intero territorio dell'area protetta sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati, con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat.
Fondamentale caratteristica di questo tratto di costa è la presenza di cavità legate al fenomeno del carsismo ed all’interazione di sorgenti costiere combinate con l'erosione provocata dal mare.
Tra le grotte più importanti sono da citare:
- la grotta dei Cervi;
- la grotta Romanelli;
- la grotta Zinzulusa.
In esse sono stati rinvenuti numerosi reperti fossili risalenti al paleolitico ed al neolitico.
[modifica] Flora
Nella zona sono presenti il bosco e la macchia mediterranea. In particolare, ci sono:
- la quercia spinosa;
- la quercia vallonea;
- il leccio.
Nelle zone rocciose poco umide sono invece presenti arbusti e piccoli cespugli spinescenti.
[modifica] Fauna
L’area è interessata da un notevole passaggio migratorio delle seguenti specie di uccelli:
- Tetrax tetrax
- Circus cyaneus
- Circus macrourus
- Ichthyaetus melanocephalus
- Pandion haliaetus
- Circus aeruginosus
- Circus pygargus.
È inoltre presente in questa area la foca monaca. Infine, diverse cavità carsiche ospitano rare cenosi ipogee, e numerose specie di invertebrati endemici.
[modifica] Note
- ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.