Parchimetro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il parchimetro[1][2], meno comunemente chiamato anche parcometro, è un dispositivo di controllo della sosta veicolare che emette ricevute cartacee di pagamento (biglietti o ticket) da esporre in maniera visibile sul cruscotto dell'autovettura a fronte del pagamento di una tariffa di sosta. Questi dispositivi hanno sostituito sulle strade e piazze di vari paesi i parchimetri che controllavano il singolo stallo attraverso una lancetta che indicava il tempo di sosta usufruibile.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu inventato da Carlton Magee, un giornalista statunitense, nel 1932. L'idea nacque ricercando un dispositivo che regolasse in maniera automatica la sosta degli autoveicoli nei parcheggi pubblici particolarmente affollati.

In Italia, la grande diffusione dei parchimetri si è avuta tra gli anni 1980 e gli anni 1990; dagli anni 2000 è in fase di sviluppo un miglioramento tecnologico del prodotto, con l'affiancamento di altri sistemi di pagamento di tipo elettronico ed informatico.

I parchimetri installati in Italia sono soggetti ad omologazione nazionale ai sensi del Codice della strada vigente ed in conformità con le normative europee ENI UN ISO 12414 che hanno sostituito la norma CEI114/1 e CEI114/2.

Il Ministero dei Trasporti richiede vincoli (come il grado di protezione IP) derivanti dalla normativa nazionale.

Il numero del certificato di omologazione deve essere presente sui dispositivi installati su strada.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del parchimetro

Il concetto base dei parchimetri (o parcometri) fu ideato da Carl Magee.[3] e la prima loro installazione avvenne nella città di Oklahoma City, stato dell'Oklahoma, il 16 luglio 1935.[4]
La produzione su scala industriale di parchimetri avvenne a partire dall'anno successivo 1936 fino a toccare il punto di massima espansione a metà degli anni ottanta.
Il primo modello era basato sulla tecnica dell'inserimento di una singola moneta ed un rudimentale meccanismo di programmazione del tempo di posteggio acquisito che indicava, attraverso una lancetta ed una piccola bandiera a barra, il tempo di scadenza del periodo di sosta pagato.


Un tradizionale parchimetro

Nella realtà dei fatti, ben pochi cambiamenti sono stati apportati ai parchimetri - sul piano tecnologico strettamente concettuale, ma anche su quello del design - nei successivi quarant'anni dall'introduzione del sistema, se si eccettuano le piccole modifiche nell'uso dei materiali adottati e della configurazione dei visori di dialogo double-headed.
Ugualmente, a metà degli anni ottanta l'avvento dell'era digitale ha portato ad una sostituzione di alcune componenti meccaniche con altrettante elettroniche, in particolare riguardo ai visori e alle tastiere d'uso. Questo ha consentito nuove possibilità strumentali ai parchimetri, come la programmazione di tariffe composite in memoria EEPROM in grado di accettare pagamenti con monetine di taglio differente.
Infine, nei primi anni novanta milioni di parchimetri sono stati dimessi in conseguenza dell'adozione di nuove forme di pagamento delle tariffe orarie di posteggio e all'uso di macchinari chiamati pay and display collegabili a forme di pagamento elettronico (moneta elettronica). In conseguenza di ciò l'industria dei parchimetri ha iniziato a registrare un periodo di flessione nell'attività di produzione.
(Nell'immagine: un tradizionale parcometro)

I parchimetri sono normalmente costituiti da una serie di elementi e caratteristiche che li caratterizzano e differenziano, pur partendo da una serie di elementi obbligatori e previsti dalla norma sopra citata.

Tra questi elementi figurano:

  • Carpenterie: differenti per forme, rivestimenti, colorazioni e qualità dei materiali
  • Modalità di pagamento: possono essere modificate e/o aggiornate anche per fasi successive; tra esse figurano: moneta contante, tessere ricaricabili o usa e getta, carte bancarie e banconote. In alcune applicazioni i parchimetri possono accettare anche particolari tipologie di tessera realizzate per creare circuiti di pagamento locali (le cosiddette carte città) o interfunzionali (ovvero tessere integrate).
  • Modalità di alimentazione: i parchimetri sono alimentati normalmente da batterie (alimentazione primaria) ricaricabili. Tra i dispositivi di ricarica sono previsti gli allacciamenti alla rete elettrica, il pannello solare o pile di supporto usa e getta. Dagli anni novanta la maggioranza dei parchimetri installati in Italia sono dotati di pannello solare direttamente montato sul cappello del terminale o su un palo esterno alla struttura.
  • Altri elementi: tra gli altri elementi tipici del prodotto sono da segnalare i pannelli di istruzioni, i tasti di differente dimensione e qualità, i display per le informazioni e differenti qualità di contenitori per i corrispettivi in moneta e/o banconote.

Evoluzioni[modifica | modifica wikitesto]

Sia in molte città italiane che europee è stata avviata a partire dagli anni duemila un'evoluzione del concetto della sosta a pagamento che ha coinvolto tanto i materiali utilizzati quanto la regolamentazione d'accesso ed uso dei macchinari.

Mentre negli anni ottanta e novanta la sosta a pagamento era vista come un modo di risolvere le esigenze economiche legate alla circolazione e al parcheggio dei veicoli, in questi ultimi anni il problema della sosta si sta inserendo nelle tematiche più strettamente legate all'ingegneria del traffico e ai metodi di gestione e razionalizzazione delle aree urbane.

Questi nuovi concetti spingono le città a dotarsi di sistemi centralizzati ed integrati per il controllo dei parcheggi e il monitoraggio del traffico in grado di reagire alle condizioni ambientali circostanti.

In questa direzione l'evoluzione dei parchimetri va nella direzione dei sistemi centralizzati ed informatizzati previsti anche dal nuovo codice della strada (Art. 36 comma 4).

Alle caratteristiche sopra espresse, si aggiunge - tra i valori di un parchimetro - quello della centralizzazione dei software di centrale, in grado di verificarne il funzionamento e registrare i dati statistici e contabili e le integrazioni attive tra gli stessi software e i sistemi che eseguono il monitoraggio e il controllo degli altri sistemi di regolamentazione del traffico.

In questa prospettiva il parchimetro concorre, unitamente agli altri sistemi centralizzati ed informatizzati, alla creazione di modelli delle città in grado di regolamentare il traffico e prevenire i fenomeni di congestione. Questa evoluzione, contraddistinta anche da fenomeni di contrapposizione, ha tuttavia segnato il passaggio dall'era dei parcometri elettromeccanici a quello dei sistemi di centralizzazione e controllo del traffico.

Al parchimetro tradizionale negli anni novanta si è affiancato il gratta e sosta, un tagliando prepagato e usa e getta, su cui scegliere la tariffa oraria grattandola e da posizionare sul cruscotto durante la sosta per permettere i controlli.

Negli anni duemila ha iniziato lentamente a diffondersi come sperimentazione anche la sua versione digitale migliorata, per ora presente solo in alcune città: un parcometro ricaricabile e portatile. Si tratta di un piccolo dispositivo informatico da tenere in auto, connesso ai sistemi di gestione centrali e contenente una ricarica prepagata (ricaricabile da parte del cliente in alcuni punti convenzionati) che viene esposto sul cruscotto o appeso allo specchietto retrovisore dell'autovettura per permette di pagare solo i minuti effettivi di sosta; tale apparecchio viene acceso quando si parcheggia e spento quando si ritorna all'auto; il sistema non è diventato capillare sia per la necessità di un piccolo investimento iniziale da parte di ogni cliente per noleggiare il proprio dispositivo, sia perché attualmente legato solo ad accordi tra aziende private e singoli comuni che hanno creato una situazione "a macchia di leopardo", per cui il dispositivo che funziona in una città non necessariamente sarà utilizzabile nelle città vicine, scoraggiando l'investimento iniziale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: "Vocabolario Treccani", edizione 1989, Volume III M-PD, pag. 690/col. 2 - Consultato il 19-1-2010
  2. ^ Fonte: "Questionari Ministeriali per il conseguimento delle Patenti di guida cat. A e B", edizione 2004, pag. 41 scheda A, pag. 43 scheda A, - Consultato il 19-1-2010
  3. ^ Fonte: New York Times.
  4. ^ Fonte: Cityofinglewood.org e Pom.com -Park-O-Meter.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

trasporti Portale Trasporti: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di trasporti