Parafernalia

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In diritto romano i parafernalia o beni parafernali (dal greco antico parapherna) erano beni di proprietà della moglie, non costituiti in dote, l'amministrazione dei quali poteva essere concessa al marito. In genere si trattava di gioielli e oggetti personali i quali, se consegnati al marito-amministratore all'inizio o durante il matrimonio, andavano ovviamente restituiti alla moglie in caso di scioglimento del vincolo.

Nel diritto di età giustinianea a garanzia della restituzione era spesso costituita una ipoteca legale sui beni del marito-amministratore. Quella dei beni parafernali era una "proprietà tutelata", tipica delle donne sposate; il marito poteva gestire i beni, ma non poteva disporne in modo alcuno (venderli, cederli a qualsiasi titolo, etc...) senza il consenso della moglie; non diventavano mai di sua proprietà. La moglie, quando le era possibile testare, poteva inserirli nel testamento.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

G. Scherillo - F. Gnoli, Diritto Romano, Lezioni Istituzionali. Edizione LED.