Papilio hospiton

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Papilio hospiton
Papilio.hospiton.mounted.jpg
Papilio hospiton
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
(clade) Ecdysozoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
(clade) Amphiesmenoptera
Ordine Lepidoptera
Sottordine Glossata
Infraordine Heteroneura
Divisione Ditrysia
(clade) Apoditrysia
(clade) Obtectomera
Superfamiglia Papilionoidea
Famiglia Papilionidae
Sottofamiglia Papilioninae
Tribù Papilionini
Genere Papilio
Specie P. hospiton
Nomenclatura binomiale
Papilio hospiton
Gené, 1839

Papilio hospiton Gené, 1839, è un lepidottero appartenente alla famiglia Papilionidae.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Adulto[modifica | modifica sorgente]

La specie risulta filogeneticamente affine al Macaone (Papilio machaon), da cui si discosta per la presenza di "code" più corte sulle ali posteriori e per le macchie rosse più ridotte sulle pagine superiori delle ali posteriori. Nella pagina inferiore delle ali anteriori il margine presenta un disegno ondulato che raggiunge la fascia submarginale.

Una curiosità è rappresentata dal fatto che gli adulti ricordano alcune specie di Papilionidi arcaici rinvenibili sull'Himalaya.

L'apertura alare è compresa tra i 3,4 e i 3,8 cm.

Uova[modifica | modifica sorgente]

Le uova sono di forma sferoidale e vengono deposte dagli adulti tra aprile e luglio, singolarmente su foglie e culmi.

Larva[modifica | modifica sorgente]

La larva di questa specie è riscontrabile durante il periodo Aprile- Luglio in Sardegna e Maggio-Settembre in Corsica; presenta forma cilindrica, colorazione vivace con tinte dominanti giallo, verde, ocra e nero.

Pupa[modifica | modifica sorgente]

La pupa è individuabile tra settembre e giugno, succinta su culmi, tenuta ferma da una cintura serica alla pianta parassitata dal bruco.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Papilio hospiton è endemica delle isole di Sardegna e Corsica. Viene considerata specie minacciata, e pertanto protetta, nella sola Corsica.

Si può riscontrare in zone collinari e aree verdi montane, tra i 500 ed i 1800 metri di quota, ma è stata anche ritrovata nelle isole circum-Sarde al livello del mare.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Periodo di volo[modifica | modifica sorgente]

Gli adulti volano tra marzo e luglio in Sardegna e tra aprile e agosto in Corsica. La specie è monovoltina in Sardegna, ma è plausibile l'ipotesi di una seconda parziale generazione in Corsica, data la più ampia disponibilità di piante-ospite nella stagione estiva.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Le larve si alimentano sulle foglie di piante ospiti appartenenti alle famiglie Rutaceae e Apiaceae o Umbelliferae, tra cui:

La Ferula communis è la pianta-ospite più utilizzata per l'ovodeposizione nella stagione primaverile, ma esaurisce il proprio ciclo vegetativo in maggio-giugno. Nella tarda primavera e in estate P. hospiton si sposta a deporre su piante a vegetazione prolungata e tendenzialmente più in alta quota (sopra gli 800 m):

  • in Sardegna episodicamente sulla sola Ruta lamarmorae, peraltro rara e confinata a quote superiori ai 1400 m nei Monti del Gennargentu;
  • in Corsica su diverse specie (Ruta corsica, Peucedanum paniculatum, Pastinaca latifolia divaricata e Laserpithium halleri cynapiifolium). Questa più ampia scelta tra piante peraltro localizzate, ma non rare, garantisce una popolazione larvale estiva più numerosa rispetto alla Sardegna almeno fino alla fine di agosto.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Al momento non vengono distinte sottospecie diverse da quella tipica, Papilio hospiton hospiton Gené, 1838.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Papilio hospiton in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ Papilio hospiton in Global Lepidoptera Index. URL consultato il 13 ottobre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Chinery, Michael, 1989; Farfalle d'Italia e d'Europa - De Agostini/Collins
  • Higgins, L.G, Riley, N.D, 1970; A Field Guide to the Butterflies of Britain and Europe
  • Leraut, Patrice, 1992; Le farfalle nei loro ambienti - Ed. A. Vallardi (ecoguide)
  • Mazzei Paolo, Reggianti Diego and Pimpinelli Ilaria; Moths and Butteflies of Europe;

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]