Paolo il caldo (film)

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Paolo il caldo
Titolo originale Paolo il caldo
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1973
Durata 119 min
Colore colori
Audio sonoro
Rapporto 1,66:1
Genere commedia
Regia Marco Vicario
Soggetto Vitaliano Brancati
Sceneggiatura Marco Vicario
Casa di produzione Atlantica Cinematografica - Medusa Distribuzione
Distribuzione (Italia) Medusa Distribuzione
Fotografia Tonino Delli Colli
Montaggio Nino Baragli
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Flavio Mogherini
Costumi Gabriella Pescucci
Interpreti e personaggi

Paolo il caldo è un film commedia italiano del 1973 diretto da Marco Vicario, tratto dall'omonimo romanzo postumo di Vitaliano Brancati, a sua volta ispiratore della parodia Paolo il freddo con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film è ambientato a Catania, nella Sicilia a cavallo dell'ultima guerra. L'arrogante e sifilitico barone Castorini viene offeso a morte dal farmacista del paese. Il più violento dei due figli, Edmondo, lo vendica distruggendo meticolosamente la farmacia sotto gli occhi di mezzo paese.

L'altro figlio, Michele, mite e di idee socialiste, è padre del piccolo Paolo che ha le sue prime esperienze sessuali con la serva Giovanna. Paolo cresce ed eredita la lussuria, l'arroganza e la dipendenza dal sesso di famiglia.

Il padre muore suicida e lui parte per Roma. Qui, incontra Lilia con cui ha una travolgente quanto manesca storia d'amore. E di donna in donna e di avventura in avventura passa in ozio parecchi anni a Roma finché, un giorno, un telegramma dello zio Edmondo lo riporta a Catania.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Alcune scene sono state girate nella parte più antica di Forza d'Agrò, nel quartiere a ridosso del Castello Normanno (XIV secolo).

Distribuzione e accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film ottenne alla sua uscita un grande successo di pubblico, incassando 3 miliardi e 149 milioni di lire.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sandro Casazza, "Il tramonto della zia sexy", La Stampa, 11 gennaio 1978.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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