Paolo Rossi (filosofo)

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Paolo Rossi Monti (Urbino, 30 dicembre 1923Firenze, 14 gennaio 2012) è stato un filosofo e storico della scienza italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha studiato prima ad Ancona e poi a Bologna, dove nel 1942 si è iscritto a filosofia. Si è laureato nel 1946 a Firenze, con il filosofo dell'umanesimo Eugenio Garin, con il quale nel 1947 ha conseguito anche il diploma di perfezionamento. Fra il 1947 e il 1949 ha insegnato storia e filosofia al Liceo Classico "Plinio il Giovane" di Città di Castello (PG). Dal 1950 al 1959 è stato assistente di Antonio Banfi all'Università di Milano. Fra il 1950 e il 1955 ha lavorato all'Enciclopedia dei ragazzi presso la casa editrice Mondadori.

Dal 1955 ha insegnato storia della filosofia, prima all'Università di Milano (fino al 1961), poi a Cagliari (1961-1962) e Bologna.

Nel 1962 è stato adottato dalla zia materna Elena Monti. Di conseguenza il suo cognome e quello dei suoi figli è diventato Rossi Monti nei documenti ufficiali. Tuttavia, poiché all'epoca il filosofo aveva già pubblicato tre libri e diversi saggi con il cognome Rossi, ha deciso per chiarezza di continuare ad utilizzare, nell'attività culturale, il solo cognome Rossi.

Dal 1966 si è definitivamente stabilito a Firenze, dove ha tenuto fino al 1999 la cattedra di storia della filosofia presso la facoltà di lettere dell'Università. Nello stesso 1999 è stato nominato professore emerito dall'Università di Firenze.

Attività pubblicistica[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Rossi si è sempre occupato di storia della filosofia e della scienza, con particolare riguardo al Cinquecento e al Seicento, pubblicando centinaia di saggi e articoli su riviste italiane e straniere. Ha curato edizioni di diversi autori, tra i quali Cattaneo (Mondadori), Bacone (UTET), Vico (Rizzoli), Diderot (Feltrinelli), Rousseau (Sansoni), e diretto diverse collane scientifiche e filosofiche per le case editrici Feltrinelli, Sansoni e La Nuova Italia. Ha diretto la collana "Storia della scienza" dell'editore Olschki insieme con il filosofo Walter Bernardi.

Ha partecipato alla direzione di varie riviste tra le quali la Rivista di Filosofia e ai comitati di consulenza di numerose riviste, tra le quali European Journal of Philosophy, Révue Internationale d'Histoire et Méthodologie de la Psychiatrie, Science in Context, Time and Society. Le collaborazioni con giornali italiani vanno dalla rubrica ("Scienza e filosofia") sul settimanale Panorama alla rubrica ("Storia delle idee") per il supplemento culturale La Domenica del quotidiano Il Sole 24 ore (dal 1999 alla morte).

Nel 1988 fu eletto presidente del comitato scientifico del centro di studi filosofici "Antonio Banfi" di Reggio Emilia. È stato membro dell'Accademia Europea dal 1989 e membro onorario della Società Italiana di Psicopatologia. Nel 1997 fu eletto presidente della «Società italiana per lo studio dei rapporti tra scienza e letteratura».

È stato uno dei promotori del "Festival della Filosofia della Scienza di Città di Castello", del quale è stato direttore scientifico negli anni 2008, 2009 e 2010.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Ha dedicato studi particolarmente approfonditi a Francesco Bacone (che per primo fece conoscere al pubblico italiano), ma il campo nel quale ha dato il contributo più innovativo è quello della cosiddetta "rivoluzione scientifica" del Seicento. Rossi sostiene che la scienza, a cavallo tra XVI e XVII secolo, ha vissuto un vero e proprio mutamento di paradigma. Il carattere rivoluzionario dei mutamenti nel modo di fare scienza avvenuti all'epoca di Bacone e Galileo grazie a una serie di fattori: la nuova visione della natura, non più divisa tra corpi naturali e "artificiali", la dimensione continentale (e, in prospettiva, mondiale) della nuova cultura scientifica, l'autonomia dal pensiero religioso, la pubblicità dei risultati. Un'altra importante novità fu costituita, secondo Rossi, dal formarsi di un'autonoma comunità scientifica internazionale, "una sorta di autonoma Repubblica della Scienza [...] dove non esiste l’ipse dixit".

Si è dedicato per oltre trent'anni al tema della memoria, in chiave filosofica e storica, al quale ha dedicato nel 1991 il saggio Il passato, la memoria, l'oblio con il quale ha vinto il Premio Viareggio.

Nei suoi ultimi anni ha analizzato e denunciato l'esistenza di diverse forme di "ostilità alla scienza" (il "primitivismo" e l'"antiscienza") che, come forma di reazione allo sviluppo tecnologico e industriale, propugnano come soluzione di tutti i mali il ritorno a un mondo premoderno idealizzato e il rifiuto della razionalità.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972 è stato eletto membro del "Comitato 08" del Consiglio Nazionale delle Ricerche (rieletto nel 1977). È stato presidente sia della Società Filosofica Italiana (dal 1980 al 1983) sia della Società Italiana di Storia della Scienza (dal 1983 al 1990). È stato "socio corrispondente" dell'Accademia Pontaniana di Napoli dal 1981, "socio corrispondente" dell'Accademia Nazionale dei Lincei dal 1988 e "socio nazionale" della stessa dal 1992.

Nel 1985 ha ricevuto la Medaglia Sarton per la storia della scienza dalla «American History of Science Society» (USA) e successivamente la Medaglia Pictet dalla «Société de Physique et d'Histoire Naturelle de Genève». Il 7 settembre 2009 gli è stato conferito il Premio Balzan per la storia delle scienze "per i suoi decisivi contributi allo studio dei fondamenti intellettuali della scienza dal Rinascimento all'Illuminismo". La Società Psicoanalitica Italiana lo ha insignito del Premio Musatti nel 2008.[1]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Aconcio, 1952
  • Francesco Bacone. Dalla magia alla scienza, 1957
  • Clavis Universalis: arti della memoria e logica combinatoria da Lullo a Leibniz, 1960
  • I filosofi e le macchine 1400-1700, Feltrinelli, 1962
  • Le sterminate antichità: studi vichiani, 1969
  • Aspetti della rivoluzione scientifica, 1971
  • La rivoluzione scientifica, Loescher, 1973
  • I segni del tempo: storia della Terra e storia delle nazioni da Hooke a Vico, 1979
  • La nuova ragione. Scienza e cultura nella società contemporanea, il Mulino, 1981
  • Clavis universalis. Arti della memoria e logica combinatoria da Lullo a Leibniz, 1983
  • I ragni e le formiche: un'apologia della storia della scienza, 1986
  • Storia della scienza moderna e contemporanea, Tea, 1988
  • La scienza e la filosofia dei moderni, Bollati Boringhieri, 1989
  • Il passato, la memoria, l'oblio, 1991, Premio Viareggio 1992
  • La filosofia [4 voll., a cura di P. Rossi], UTET, Torino, 1995
  • La nascita della scienza moderna in Europa, 1997
  • Le sterminate antichità e nuovi saggi vichiani, La Nuova Italia, Firenze, 1999
  • Un altro presente, il Mulino, 1999
  • Bambini, sogni, furori: tre lezioni di storia delle idee, Feltrinelli, Milano, 2001
  • Il tempo dei maghi: Rinascimento e modernità, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2006
  • Speranze, Il Mulino, Bologna, 2008
  • Mangiare, Il Mulino, Bologna, 2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vincitori del Premio Musatti in SpiWeb - Società Psicoanalitica Italiana. URL consultato il 15 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia della filosofia, Storia della scienza: saggi in onore di Paolo Rossi, a cura di Antonello La Vergata e Alessandro Pagnini, Nuova Italia, Firenze, 1995.
  • Segni e percorsi della modernità: saggi in onore di Paolo Rossi, a cura di Ferdinando Abbri e Marco Segala, Dipartimento di Studi Filosofici dell'Università di Siena, 2000.
  • Antonio Rainone, «Rossi Monti, Paolo» in Enciclopedia Italiana - VI Appendice, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000.
  • AA. VV., «Rossi (propr. Rossi Monti), Paolo» in Dizionario di filosofia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.

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