Paolo Magretti

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Paolo Magretti (Milano, 15 dicembre 1854Paderno Dugnano, 30 agosto 1913) è stato un naturalista, esploratore e ciclista su strada italiano, famoso per i suoi studi sugli insetti imenotteri, e passato alla storia per essere stato, nel 1876, il primo vincitore della Milano-Torino, la classica ciclistica più antica del mondo.

Paolo Magretti
Ritratto di Paolo Magretti.TIF
Ritratto di Paolo Magretti (1887)
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Ritirato 1880
 

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Giuseppe Magretti e Massimina Violini nacque e visse a Milano, cambiando più volte residenza. Frequentò il Liceo Parini di Milano dove si diplomò nell'estate del 1875. Nonostante discendesse da una famiglia di ingegneri, nel 1876, all'età di 21 anni, si iscrisse alla facoltà di Scienze Naturali dell'Università di Pavia, seguendo i corsi di zoologia di Leopoldo Maggi[1] e P. Pavesi. Su suggerimento di quest'ultimo, Magretti si dedicò allo studio degli imenotteri. Nello stesso anno entrò a far parte della prestigiosa Società Italiana di Scienze Naturali[2] dietro presentazione dell'abate Antonio Stoppani.

Esplorazione della Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre del 1877, Magretti, ancora studente, realizzò il suo primo viaggio esplorativo della Sardegna, una terra ancora poco conosciuta a quel tempo. L'impresa, che doveva avere solo finalità venatorie, si rivelò un'ottima occasione per il giovane naturalista per raccogliere campioni di acqua dolce e marina da studiare, al ritorno, nei laboratori universitari di Leopoldo Maggi. Anche le prime raccolte di reperti zoologici furono interessanti per Magretti, benché ancora esili, secondo le sue aspettative. Ci vorrà dunque un secondo viaggio (novembre 1878) per raggiungere un numero soddisfacente di esemplari.

Esplorazioni in Africa[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1883 ed il 1900, Magretti compì diversi viaggi in terra d'Africa; dapprima nel Sudan Orientale (1883). poi in Tunisia (1899), infine in Eritrea (1900). Tutti i suoi viaggi erano finalizzati alla raccolta di materiale zoologico (non solo entomologico) per studio e catalogazione. Queste raccolte frutteranno una notevole mole di materiale e molte specie di nuova determinazione.

I viaggi in Africa furono per Magretti anche opportunità di vedere realtà non ancora conosciute dagli italiani, e di crearsi delle posizioni ideologiche contrarie al colonialismo e all'eurocentrismo[3].

Studi entomologici[modifica | modifica wikitesto]

I suoi studi lo resero in poco tempo noto alle istituzioni scientifiche di tutta Italia e i Musei di Storia Naturale di Genova, Milano e Firenze gli affidarono incarichi per la determinazione e la classificazione delle collezioni entomologiche raccolte da altri naturalisti in esplorazioni antecedenti e fino ad allora mai studiate. In particolare, il Museo di Genova gli offrì di studiare raccolte di grande importanza, come quelle realizzate da Vittorio Bottego in Somalia ed Etiopia, da Leonardo Fea[4] in Birmania[5] e da Luigi Robecchi Bricchetti in Africa.

Nonostante la sua predilezione per lo studio entomologico, Magretti non intraprese mai la carriera accademica, ma si occupò strenuamente delle attività economiche di famiglia; accostò infatti, a quello naturalistico, lo studio della bachicoltura e dell'entomologia agraria. In particolare osservò l'utilità di alcuni insetti predatori di altri insetti che risultavano nocivi alle colture. La famiglia Magretti infatti possedeva molti terreni situati a Cassina Amata di Paderno Dugnano, Comune in cui si stabilì definitivamente verso la fine dell'800, ma anche a Canonica d'Adda, dove i Magretti possedevano una residenza di villeggiatura.

Paolo Magretti fu membro a più titoli della Società Italiana di Scienze Naturali (SISN), della Società Entomologica Italiana (SEI) e partecipante attivo di molte altre società scientifiche e geografiche del tempo.

Divenne ufficialmente cittadino di Paderno Dugnano solo nel 1909, pochi anni prima della sua morte. Come fu desiderio dello scienziato, la famiglia Magretti donò tutte le collezioni entomologiche al Museo di Storia Naturale di Genova che ancora le custodisce gelosamente.

Carriera ciclistica[modifica | modifica wikitesto]

Prima di intraprendere la carriera accademica[6], Paolo Magretti partecipò insieme ad altri sette concorrenti alla prima edizione della Milano-Torino avvenuta giovedì 25 maggio 1876. Partiti con i loro velocipedi alle 4 del mattino, Magretti giunse per primo sul traguardo di via Giulio Cesare a Torino nel tardo pomeriggio, festeggiato da una folla di oltre diecimila persone. Vinse dopo aver percorso i 150 km del tracciato in 11 ore e 15 minuti, alla media di 13,3 km/h; solo quattro degli otto partenti giunsero al traguardo[7]. Il 2 gennaio 1875 vinse la Milano-Lecco; tale vittoria gli procurò una penalità di 15' nella successiva Milano-Vercelli di 72 km, disputata il 9 aprile 1875. In questa competizione arrivò secondo, dietro Luigi Greco (4 ore 9'), con 4 ore e 4', realizzando il miglior tempo effettivo. Terzo, Attilio Bauer, con 4 ore e 24'[8].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Milano-Torino
Milano-Lecco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Leopoldo Maggi in Treccani.it.
  2. ^ Sito web della Società Italiana di Scienze Naturali.
  3. ^ Italiani in Africa tra studio della natura, sguardo al paesaggio e considerazione per gli uomini: il caso di Paolo Magretti, in Paolo Magretti, Naturalista ed Entomologo, Città di Paderno Dugnano, 2006.
  4. ^ Leonardo Fea nel Dizionario Biografico degli Italiani su Treccani.it.
  5. ^ Viaggio di L. Fea in Birmania e regioni vicine, Annali del Museo civico di Storia Naturale di Genova, 1889.
  6. ^ Brioschi Ileana, Magretti, scienziato su due ruote, Il Cittadino, sabato 12 ottobre 2013
  7. ^ Storia di Paolo Magretti, museociclismo.it. URL consultato il 4 marzo 2011.
  8. ^ Paolo Magretti, studioso della natura e pioniere della bicicletta?, La Calderina, n.5, ottobre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • COMITATO PER LE CELEBRAZIONI DEL 100° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI PAOLO MAGRETTI, In memoria di Paolo Magretti (1854-1913), Ristampa anastatica di biografie e necrologi in occasione del centenario della morte, Comune di Paderno Dugnano, 2013.
  • CONCI C., POGGI R., Iconography of Italian entomologists, with essential biographical data, Estratto dalle Memorie della Società Entomologica Italiana, Volume 75 – 1996, pp.276-277, 377, 379.
  • DALLA PALMA M., Occhi sul mondo. Sulle tracce dei grandi esploratori italiani, Hoepli, 2012, p. 170.
  • MAFFEI J. et alii, Le collezioni entomologiche e aracnologiche del Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Pavia: note storiche, in Atti del XXIII Congresso Nazionale Italiano di Entomologia, Genova, 13-16 giugno 2011, p. 369.
  • MARETTI S., VIOLANI C., Paolo Magretti naturalista per passione, in Maretti S., Razzetti E., Chiozzi G. (a cura di), L’esplorazione zoologica in Africa. Le ricerche degli italiani, Atti della giornata di studio, Pavia 2 dicembre 2010, Museo di Storia Naturale, Sistema Museale di Ateneo, Università degli Studi di Pavia, Natura, Vol. 103, Fasc. I, Milano, Gennaio 2013, pp.59-77.
  • PARISI B., FRANCHINO A., BERTI A., La Società Italiana di Scienze Naturali 1855-2000 – Percorsi storici e documenti, in MEMORIE della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, Vol. XXX, Fasc. II, Milano, 21 dicembre 2000, p. 49, 88.
  • POGGI R., Brevi cenni sulla storia dell’entomologia a Genova, in Atti del XXIII Congresso Nazionale Italiano di Entomologia, Genova, 13-16 giugno 2011, p. 4.
  • POGGI R., Entomologia in Liguria – storie di insetti, uomini e collezioni, Genova 2012, pp. 125-126.
  • ROVATI C., GHISOLI C., VIOLANI C., Figli dell’aria - Le raccolte ornitologiche del Museo di storia naturale dell’Università di Pavia, Milano, 2007, pp. 100, 115 (Fig. 131), 150-151.
  • ROVATI C., MARETTI S., RAZZETTI E., VIOLANI C., Animali dal mondo – La collezione dello zoologo Pietro Pavesi 1844-1907, Pavia 2007, pp. 64, 73 (foto), 97 (foto).
  • SIVIERO M., VIOLANI C., Paolo Magretti, Naturalista ed Entomologo, Comune di Paderno Dugnano, 2006.
  • SPINELLO F., Paolo Magretti. Studioso della natura e pioniere della bicicletta?, Comune di Paderno Dugnano, 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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