Paolo Lagazzi

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Paolo Lagazzi

Paolo Lagazzi (Parma, 12 marzo 1949) è un critico letterario e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia e adolescenza[modifica | modifica sorgente]

Paolo nasce a Parma da una famiglia, che come scriverà nella prefazione del suo saggio Forme della leggerezza, pur non essendo ricca era felice: "Non eravamo certo ricchi, ma grazie al tocco caldo delle mani della mamma e agli estri, nutriti di humour, del babbo, piccoli doni fiorivano spesso facendo levitare il nostro peso: misteriosi pacchetti da aprire nei giorni di festa, emozionanti serate al circo, giochi concepiti non per diventare più saggi, ma solo per perderci allegramente nell'inutile... "[1] e trascorre un'infanzia serena, frequenta il ciclo di studi primari nella città natale e il Liceo ginnasio statale Giovanni Domenico Romagnosi nella stessa città avendo come professore di italiano e latino Mario Lavagetto, che diventerà in seguito un noto critico e che influenzò indubbiamente la sua scelta futura.

Intanto, intorno ai 14-16 anni, nasce in lui il piacere dell'arte del prestigiatore influenzato dalla vena fantasiosa del padre, che amava il circo, i burattini, i giochi di prestigio, i giocolieri e i fachiri.

Insieme al fratello Corrado si iscrive al Club Magico Italiano e per tre anni, da dilettante, pratica l'arte della prestidigitazione in coppia con il fratello assumendo come nome d'arte The Twins ed esibendosi come mago in alcuni teatri italiani.[2]

Sempre nel periodo giovanile è anche stato cantautore e chitarrista in diversi gruppi.

Infatti se la vena fantasiosa gli giunse dal padre, l'amore per la musica gli è stato trasmesso dalla madre che, prima di abbandonare la carriera in seguito al matrimonio fin da bambino lo conduceva a sentire l'opera (era lei stessa soprano[3] e conosceva la Tebaldi con la quale aveva tenuto un concerto).

La scoperta del melodramma, in occasione dell'ascolto dell'opera lirica Madama Butterfly di Giacomo Puccini, fu per il giovane un piacere straordinario: la contestuale scoperta del Giappone lo condurrà ad interessarsi non solo di pratica Zen, che frequenterà per trent'anni, ma anche ad interessarsi in seguito, come critico, alla lirica giapponese.
La madre fu dunque il veicolo primario della sua passione per la musica che presto si aprì a tutte le forme musicali, da quella operistica a quella sinfonica, dal jazz alla musica leggera.

Iniziò con il fratello a esibirsi e per diciotto anni suonò la chitarra elettrica accompagnandosi con il canto in tre gruppi musicali diversi.

Studi universitari[modifica | modifica sorgente]

Al momento di scegliere la Facoltà universitaria da frequentare (il padre, medico,[3] avrebbe desiderato che il figlio si iscrivesse a medicina ma non interferì mai nelle sue decisioni), il giovane Paolo rimase indeciso tra la facoltà di fisica, perché particolarmente attratto da Einstein e da Heisenberg, e quella di Lettere perché aveva grande facilità di scrittura e ricordava con piacere le lezioni del professor Lavagetto su Proust, Dante e Auerbach.

Si iscrive quindi all'Università di Bologna alla Facoltà di Lettere e Filosofia con indirizzo Lettere moderne dove Francesco Arcangeli, insegnante di Storia dell'arte, lo invita a discutere con lui la tesi, ma la morte di Arcangeli, avvenuta nel 1974, farà in modo che Lagazzi si laurei con il professore Luciano Anceschi in lettere moderne con una tesi sull'estetica.

L'incontro con Attilio Bertolucci[modifica | modifica sorgente]

Aveva intanto già conosciuto, negli anni tra il 1971 e 1972, la poesia di Attilio Bertolucci che diventerà per lui, insieme a Kikuo Takano, non solo il poeta più amato, ma anche il suo più grande amico e il suo vero maestro.

Incontra Bertolucci per la prima volta nel 1972 a Parma nella casa della cognata Molly Giovanardi e continuerà a frequentarlo fino al 2000, quando, pochi mesi prima della sua scomparsa, era andato a trovarlo nella sua casa romana con la moglie Daniela. Aveva infatti sposato Daniela Tomerini, scrittrice e pittrice, espositrice a Venezia (ha esposto, fra l'altro, alla Controbiennale di Venezia[4] del 2005 organizzata da Philippe Daverio e, nel febbraio 2009, al Palazzo di vetro dell'ONU a New York); sua figlia Viviana (nata nel 1993) dipinge e disegna: ha realizzato diverse copertine di libri e illustrato un libro di fiabe.

Le attività didattiche[modifica | modifica sorgente]

Dal 1975 al 2008 insegna materie letterarie nelle scuole secondarie di Parma e Milano. Svolge inoltre numerose attività didattiche in istituti di ogni ordine e grado, in particolare promuovendo la conoscenza della poesia, del cinema e della scrittura presso i giovani e tenendo lezioni presso diverse università italiane e americane.

Zen e critica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1978 inizia a praticare la meditazione Zen dapprima sotto la guida di Taisen Deshimaru Roshi, che aveva conosciuto in Val d'Isère, e in seguito di Fausto Taiten Guareschi.[3] Nello stesso anno inizia anche la sua attività di critico.

Interessato alla lirica giapponese, cura nel 1994 l'antologia poetica-pittorica del monaco zen Sengai Gibon, La saggezza dei maestri zen, e nel 1996, in collaborazione con Mario Riccò, Il muschio e la rugiada un'antologia che analizza la poesia giapponese dalle origini al Novecento.

Nel 1998 conosce l'opera di Takano attraverso la lettura di un'antologia curata da Yasuko Matsumoto (traduttrice anche dei versi di Attilio Bertolucci e Massino Giannotta).

Nel 2001 si trasferisce a Milano, dove tuttora vive e lavora, con la moglie Daniela e la figlia Viviana entrambe appassionate di letteratura, disegno e pittura.

Nuova critica[modifica | modifica sorgente]

Queste diverse esperienze si riflettono nel suo modo di concepire la critica e il lavoro del critico che "può essere via via un affabulatore, un conoscitore di grandi storie, di miti, di leggende e di fiabe... ; un maestro dell'intuizione fulminante, dell'aforisma, del paradosso e dello humour... ; un pasticheuer, un goloso praticante di sapori, un degustatore di combinazioni linguistiche e sinestetiche... ; un navigatore, un esploratore, un avventuriero, un "corsaro"... ; un artigiano del legno, dell'ebano, della creta, della stoffa o dei gioielli... ; un mago, nel senso ampio d'un praticante le vie diverse e complementari dell'alchimia, della Cabala, dell'astrologia, o anche quella della prestidigitazione... ; un ritrattista, un pittore verbale... ; un giardiniere, teso con le sue antenne sensibili a riconoscere le linfe circolanti tra i rami, gli steli e le foglie delle opere"[5].

Insieme a Giancarlo Pontiggia, in occasione della nuova collana di critica dedicata al dio Hermes inaugurata per l'editore Moretti & Vitali "I volti di Hermes"[6], ha firmato il manifesto con la proposta per un nuovo modo di fare critica.

"PROPOSTA DI UN MODO NUOVO DI FARE CRITICA"

"Occorre che la critica riscopra l'invenzione letteraria come l'immenso regno della metamorfosi, dell'incanto proteiforme e plurale,

che sappia rifare dei propri itinerari nel mondo della creazione un gioco vario, arioso e fluttuante tra i domini opposti e fuggevoli del tutto,

perché le sia concesso di ritrovare la sua forza epifanica, la chiarezza dei suoi orizzonti, la nitidezza autentica delle sue misure.

Questa fiducia che si possano coniugare tra loro allegria e rigore è alla radice della nostra proposta"

Paolo Lagazzi e Giancarlo Pontiggia, I volti di Hermes. In margine a una nuova collana di critica, in "Poesia"[5]

Come scrive Doriano Fasoli, in Riflessioni in forma di conversazioni in una delle sue interviste a personaggi della cultura italiana e straniera pubblicato sul web, Lagazzi è uno tra i critici contemporanei "più originali ed eclettici"[7].

Interessi eclettici[modifica | modifica sorgente]

Lagazzi si è occupato in prevalenza di letteratura italiana e straniera del Novecento, dimostrando un interesse particolare per gli autori giapponesi come testimonia (dopo aver curato nel 1999 in collaborazione con Yasuko Matsumoto l'opera del lirico Kikuo Takano Secchio senza fondo (Poesie 1952-1998), edito a Roma dalla Fondazione Piazzolla[8]) l'antologia apparsa da Arnoldo Mondadori Editore nel 2003 "Nel cielo alto" che ha curato con Yasuko Matsumoto.

I suoi interessi però non si limitano alla poesia ma si allargano ad altri ambiti, dalla pittura al cinema, dal romanzo giallo alle fiabe, dalla magia alle culture orientali.

Collaborazioni varie[modifica | modifica sorgente]

Dal 1986 fino alla sua chiusura, ha curato l'inserto quindicinale "Il Nuovo Raccoglitore" di cultura della Gazzetta di Parma a cui hanno contribuito noti scrittori e critici[3] tra i quali Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Piero Bigongiari, Luciano Erba, Giuseppe Conte, Maurizio Cucchi, Anna Banti, Gian Ruggero Manzoni, Guglielmo Petroni, Grazia Livi, Pier Vittorio Tondelli, Gianfranco Contini, Giovanni Macchia e altri.

Ha inoltre collaborato a molte fra le più note riviste, tra le quali, "Nuovi Argomenti"[9] Paragone, La nuova rivista europea, Nuova Corrente, "Poesia", Diario, Italianistica, "Stazione di posta", Pelagos[10], Andersen - Il mondo dell'infanzia, I quaderni del battello ebbro, Origini, Atelier, Ali, oltre all'americana "Yale Italian Poetry",[11] alla francese "Cahiers du CERCIC", alle giapponesi "Shigaku" e "Kai no hi" e a diversi quotidiani come Il Giornale, La Voce, l'Unità, La Gazzetta di Parma, Avvenire. Fa inoltre parte del comitato direttivo della nuova rivista "Poesia e Spiritualità".

Ha collaborato anche a diversi programmi culturali della RAI, e dirige tre collane editoriali: due per la Moretti & Vitali ("Fabula", di poesia, "I volti di Hermes", di saggistica) e una di narrativa per Il Filo ("L'Ordito e la Trama)".

Ha partecipato come relatore a numerosi convegni nazionali e internazionali (vedi la sezione apposita nella bibliografia).

Ha fatto parte delle giurie di due tra i più importanti premi di poesia italiani, il premio internazionale di poesia "Attilio Bertolucci" e il premio internazionale "Mario Luzi".

I saggi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1981, Lagazzi scrive la monografia Attilio Bertolucci per La Nuova Italia, vincendo il Premio Biella per la critica. Del poeta curerà nel 1991 l'antologia, Al fuoco calmo dei giorni, edita dalla BUR.

In Comparoni e l'"altro": sulle tracce di Silvio D'Arzo (1992) analizza l'opera di Silvio D'Arzo con acuto spirito critico e inserisce al termine del volume uno dei migliori racconti dell'autore intitolato Una storia così, edito qui per la prima volta ma già scoperto da Lagazzi nel 1990, quando ne pubblicava il secondo capitolo sulla rivista "Idra"[12].

Nel 1993 pubblica Rêverie e destino, dove sostiene che è l'immaginazione a ispirare l'opera poetica di Bertolucci e che "l'immaginazione è l'unico viatico a noi concesso per poter leggere la nostra quotidianità come destino"[13].

Nel saggio Per un ritratto dello scrittore da mago, pubblicato nel 1994 da Diabasis e riproposto da Moretti & Vitali nella collana "I volti di Hermes" nel 2006, Lagazzi prende spunto dal Portrait de l'artiste en saltimbanque (1970, trad. it. 1983) di Jean Starobinski e nell'analizzare alcuni tra i personaggi più originali del Novecento, da Bruno Barilli, a Cesare Zavattini, da Agatha Christie a Gilbert Keith Chesterton rivela (ma senza troppo svelare) il carattere cangiante, illusionistico, mozartiano della sua idea di lettura e di scrittura: il critico letterario non può limitarsi "a leggere fra le righe, a togliere maschere, a smontare effetti", ma deve sapersi abbandonare a quell'immaginoso gioco delle forme e della vita, in cui consiste, da Omero ad oggi, il mondo fiammante e rapinoso della letteratura, sia che esso voglia semplicemente incantarci con le sue storie, sia che voglia farci meditare sul destino dell'uomo e sulla natura dell'universo[14].

Nel saggio Dentro il pensiero del mondo (2000), Lagazzi sostiene che la critica letteraria stia attraversando un periodo di crisi con la continua riduzione del suo spazio sui quotidiani e l'esilio solo su riviste specializzate e rivolte a un pubblico ristretto. Continuando le sue riflessioni sul mondo culturale attuale, l'autore giunge a dire che la letteratura è considerata, a causa della comunicazione mediatica, "un prodotto di consumo simile a tanti altri e soggetto alle leggi del mercato, alle richieste dei consumatori". Tuttavia questo pensiero pessimista viene a dissiparsi con l'osservazione di come siano anche nate opere, soprattutto nella narrativa, lontane da propositi "concreti e immediati" e, in una sorta di neoumanesimo, ancora esprimenti "i valori interiori" del sentimento[15].

Con il saggio Vertigo. L'ansia moderna del tempo pubblicato da Archinto nel 2002 e vincitore del Premio Roseto - "Città delle rose", l'autore si addentra negli scenari della nostra epoca contraddistinti dall'ansia del tempo che scorre senza sosta soffermandosi in particolare sulle opere principali di tre autori dell'inquietudine come Joseph Conrad, Alfred Hitchcock e Bernard Malamud.[3]

Partendo dal presupposto che Bertolucci sia tra i più grandi poeti del Novecento, non inferiore a Montale, Ungaretti, Caproni, Luzi, Rebora o Sbarbaro, Lagazzi, in La casa del poeta. Ventiquattro estati a Casarola con Attilio Bertolucci (Garzanti, 2008), sostiene che l'opera del poeta non sia stata ancora compresa veramente e che vi siano segreti interni che meritano approfondimento, alcuni dei quali mette a fuoco nel suo intimo paesaggio che è "il cuore del cuore", come dicono i giapponesi, della sua ispirazione: l'Appennino, Casarola, le montagne.

Scrive Pietro Citati sulla Repubblica[16] che "il libro di Paolo Lagazzi è un esercizio di venerazione, o una preghiera nascosta. Ricorda un grande poeta, ancora in parte misconosciuto, e accompagna i suoi passi lungo la strada che porta da Casarola al ponte sul Bratica, guarda con lui un albero, si ferma se egli si ferma, osserva le figure in pietra della Madonna, cerca di seguire la mano che insegue le farfalle che si nascondono «nel cespo violetto delle settembrine»"[17].

Il 4 giugno 2010 viene presentato a Lugo il saggio Forme della leggerezza,[18] pubblicato da Rosellina Archinto.

A Forme della leggerezza seguiranno altri due saggi: il primo nel 2011 dal titolo Otto piccoli inchini pubblicato da Albatros e il secondo, Le lucciole nella bottiglia. Il mondo di Umberto Piersanti, nel 2012 pubblicato da Archinto.

Nuovi risvolti[modifica | modifica sorgente]

Con il nuovo libro di racconti intitolato Nessuna telefonata sfugge al cielo. Piccole storie notturne pubblicato a Torino nel 2011 dall'editore Nino Aragno, Lagazzi, accantonando per il momento la saggistica, si cimenta nella narrativa per adulti con una serie di storie notturne improntate a una sorta di humor noir. Continua intanto l'interesse di Paolo Lagazzi per la poesia e, in particolar modo, per la poesia giapponese della quale studia il tanka, forma classica del lirismo giapponese.

Nell'aprile del 2013, dopo aver partecipato alla celebrazione per il centenario di "Mizugame" svoltasi a Tokyo il 7 dello stesso mese, scrive un articolo sul tanka e su "Mizugame", la maggior associazione giapponese di appassionati di questa forma poetica, uscito sulla rivista artistico-letteraria online "Milano Arte Expo".

Nel dicembre del 2013, Lagazzi pubblica un piccolo libretto intitolato Mondo uovo. Dialogo veritiero con l'uovo di Colombo, edito a Milano per la casa editrice La Vita Felice, che, come scrive Davide Barilli sulla Gazzetta di Parma somiglia in realtà (più che ai disegni glaciali delle interviste impossibili di un letterato come Manganelli) a un dialogare quieto e ironico, diciamo pure zen, in un morbido fluttuare di domande e risposte. Lagazzi, esperto di magie verbali, intellettuali e pratiche, gestisce un colloquio «impossibile» con un uovo che ha fatto storia. Una conversazione che investe etica, estetica, filosofia, teologia. Ma anche intessuta di ironia.[19]

Saggistica[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Lagazzi, Attilio Bertolucci, Premio Biella per la critica, collana: Il castoro (n. 180), Firenze, La Nuova Italia, 1981, ISSN 0008753X.
  • Paolo Lagazzi, Comparoni e "l'altro" – Sulle tracce di Silvio D'Arzo, Collana: Il castello di Atlante, Reggio Emilia, Diabasis, 1992, ISBN 88-85258-03-4.
  • Paolo Lagazzi, Rêverie e destino. L'opera di Attilio Bertolucci, Collana: Strumenti di studio, Milano, Garzanti, 1993, ISBN 88-11-47390-X.
  • Paolo Lagazzi, Per un ritratto dello scrittore da mago, Prefazione di Valerio Magrelli, Collana: Il castello di Atlante, Reggio Emilia, Diabasis, 1994, ISBN 88-85258-11-5.
  • Paolo Lagazzi, Per un ritratto dello scrittore da mago, (prefazione di Emanuele Trevi); collana: I volti di Hermes, Bergamo, Moretti & Vitali, 2006, ISBN 88-7186-311-9.
  • Paolo Lagazzi, Dentro il pensiero del mondo, Collana: Saggistica letteraria, Porretta Terme, I Quaderni del Battello Ebbro, 2000, ISBN 88-86861-28-1.
  • Paolo Lagazzi, Vertigo. L'ansia moderna del tempo, Collana: Gli aquiloni, premio Roseto – Città delle rose[20], Milano, Archinto, 2002, ISBN 88-7768-350-3.
  • Paolo Lagazzi, La casa del poeta. Ventiquattro estati a Casarola con Attilio Bertolucci, Prefazione di Bernardo Bertolucci, collana: Le forme, Milano, Garzanti, 2008, ISBN 978-88-11-60075-6.
  • Paolo Lagazzi, Forme della leggerezza, Collana: Lettere, Milano, Archinto, 2010, p. 302, ISBN 8877685468.
  • Paolo Lagazzi, Otto piccoli inchini, tavole di Daniela Tomerini, Roma, Albatros, 2011, ISBN 8856750562.
  • Paolo Lagazzi, Le lucciole nella bottiglia. Il mondo di Umberto Piersanti, Milano, Archinto, 2012, ISBN 8877686146.

Libro intervista[modifica | modifica sorgente]

Fiabe[modifica | modifica sorgente]

Racconti[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Lagazzi, Nessuna telefonata sfugge al cielo. Piccole storie notturne, Torino, Nino Aragno editore, 2011, ISBN 8884195098.

Curatele[modifica | modifica sorgente]

  • Silvio D'Arzo, Essi pensano ad altro, Postfazione di Paolo Lagazzi, Milano, Garzanti, 1976.
  • Paolo Lagazzi (a cura di), Antologia di "Palatina" (1957-1966), Collana: Bilanci, Parma, La Pilotta Editrice, 1981.
  • Giancarlo Conti in Paolo Lagazzi (a cura di), Chiudere gli occhi, Raccolta di poesia (pubblicata postuma) in collaborazione con Giorgio Cusatelli, Parma, Comune di Parma, 1984.
  • Giancarlo Conti in Paolo Lagazzi (a cura di), Non si ricordano più, Raccolta di poesia (pubblicata postuma) a cura di Giorgio Cusatelli, collana: Quaderni della Fenice, Parma, Guanda, 1991, ISBN 88-7746-562-X.
  • Attilio Bertolucci in Paolo Lagazzi (a cura di), Al fuoco calmo dei giorni (Poesie 1929-1990), Collana: BUR, Milano, Rizzoli, 1991, ISBN 88-17-16813-0.
  • Officina parmigiana – La cultura letteraria a Parma nel'900, (Atti del convegno di studi del 1991, con saggi di Giorgio Cusatelli, Oreste Macrì, Paolo Lagazzi, Gualtiero De Santi, Giancarlo Majorino, Umberto Sereni, Leopoldo Carra, ecc.). Collana: Biblioteca della Pilotta, Parma, Guanda, 1994, ISBN 88-7746-802-5.
  • Paolo Lagazzi (a cura di), Una strana polvere – Altre voci per i nostri anni, (in collaborazione con Stefano Lecchini); testi di: Bacchini, Bertolani, Bramati, Dell'Agnese, Facchin, Guzzi, Romagnoli. Collana: Zeta line, Udine, Campanotto Editore, 1994. (Antologia di nuovi poeti italiani)
  • Paolo Lagazzi (a cura di), La saggezza dei maestri zen nell'opera di Sengai, traduzione di Cristina Ceci, collana Le piccole Fenici, Parma, Guanda, 1994, ISBN 88-7746-757-6.
  • Paolo Lagazzi (a cura di), La saggezza dei maestri zen nell'opera di Sengai, traduzione di Cristina Ceci, collana: Mandala, Milano, Corbaccio, 2004, EAN 9788879726436.
  • Paolo Lagazzi (a cura di), Il muschio e la rugiada, Antologia di poesia giapponese, In collaborazione con Mario Riccò, collana: BUR, 2ª ed., Milano, Rizzoli, 1996, ISBN 88-17-17110-7.
  • Paolo Lagazzi (a cura di), Il muschio e la rugiada, Antologia di poesia giapponese, In collaborazione con Mario Riccò, Milano, Fabbri Editori, 1997.
  • Attilio Bertolucci in Paolo Lagazzi (a cura di), Opere, In collaborazione con Gabriella Palli Baroni, collana: I Meridiani, Milano, Mondadori, 1997, EAN 13 9788804422600.
  • Kikuo Takano in Paolo Lagazzi (a cura di), Secchio senza fondo (Poesie 1952-1998), In collaborazione con Yasuko Matsumoto, Roma, Fondazione Piazzolla, 1999.
  • Paolo Lagazzi (a cura di), Abitare la parola – Per una linea creaturale della poesia, Schedatura archivistica Valentina Bocchi, Parma, Archivio di Stato di Parma, 2000.
  • Kikuo Takano in Paolo Lagazzi (a cura di), Nel cielo alto – Poesie scelte, In collaborazione con Yasuko Matsumoto, Milano, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-51316-0.
  • Pietro Citati in Paolo Lagazzi (a cura di), La civiltà letteraria europea – Da Omero a Nabokov, Collana: I Meridiani, Milano, Mondadori, 2005.
  • Mario Reali in Paolo Lagazzi (a cura di), Tramonto in Europa, Roma, Sandro Teti Editore, 2006, ISBN 88-88249-10-9.
  • Mario Reali in Paolo Lagazzi (a cura di), L'anima corrotta, Collana Zig Zag, Roma, Sandro Teti Editore, 2007, ISBN 88-88249-14-1.
  • Mario Reali in Paolo Lagazzi (a cura di), L'uomo a quanti, Roma, Sandro Teti Editore, 2008, ISBN 978-88-88249-18-6.[21]
  • Mario Lucrezio Reali, Tired Angel. Selected Poems, New York, edited by Paolo Lagazzi and Irene Marchegiani Gradiva Publications, 2011.
  • Makiko Kasuga, Paolo Lagazzi e Yasuko Matsumoto (a cura di), La nuca di Maitreya, Bergamo, Moretti & Vitali, 2010
  • AA.VV., Il sapore di una fragola. Figure della vita possibile, da un’idea di Patrizia Trimboli, in collaborazione con Paolo Lagazzi e Luigi Fontanella, Ancona 2012
  • Maria Luisa Spaziani, Tutte le poesie, a cura di Paolo Lagazzi e Giancarlo Pontiggia, Collana: I Meridiani, Milano, Mondadori, 2012
  • AA.VV., La leggerezza: modes d'emploi, a cura di Luciano Curreri e Paolo Lagazzi, Nerosubianco, Cuneo 2012

Bibliografia della critica[modifica | modifica sorgente]

Molti si sono interessati all'opera di Lagazzi e l'hanno recensita su quotidiani come La Repubblica, Il Corriere della sera, Il Sole 24 ore, La Voce, l'Unità, Avvenire, Il Resto del Carlino, e su riviste, come Poesia, Nuovi Argomenti, Panorama, L'Espresso e numerosi altri. Tra le recensioni fanno spicco quelle di Enzo Siciliano, Pietro Citati, Paolo Mauri, Franco Loi, Carlo Bo, Lorenzo Mondo, Giancarlo Pontiggia, Oreste Macrì, Massimo Onofri ed Emanuele Trevi.

  • Tra gli interventi in volume, cfr. Filippo La Porta e Giuseppe Leonelli, Dizionario della critica militante. Letteratura e mondo contemporanei, Bompiani, Milano, 2007, pp. 234-235;
  • Pietro Citati, La malattia dell'infinito. La letteratura del Novecento, Mondadori, Milano 2008, pp. 490-2;
  • Bernardo Bertolucci, La mia magnifica ossessione. Scritti, ricordi, interventi (1962-2010), Garzanti, Milano 2010, pp.137-139.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paolo Lagazzi, Forme della leggerezza, Archinto, Milano, 2010, p. 7.
  2. ^ Nel cielo alto - Conversazione con Paolo Lagazzi, Riflessioni.it, giugno 2005. URL consultato il 21-11-2010.
  3. ^ a b c d e Paolo Lagazzi: tè, poesia e meditazione, www.insiemeate.net, 3 novembre 2008. URL consultato il 24 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2011).
  4. ^ Biennale contro Biennale la sfida di Venezia - LASTAMPA.it
  5. ^ a b Paolo Lagazzi e Giancarlo Pontiggia, I volti di Hermes. In margine a una nuova collana di critica, in "Poesia", editore Crocetti, n. 209, 2006, p. 74
  6. ^ I volti di Hermes.In margine a una nuova collana di critica.pdf pubblicato sul n. 209 dell'ottobre 2006 della rivista "Poesia", editore Crocetti. URL consultato l'11-06-2008.
  7. ^ Doriano Fasoli, Nel cielo alto. Conversazione con Paolo Lagazzi di Doriano Fasoli, Riflessioni.it, giugno 2005. URL consultato il 21-11-2010.
  8. ^ Link all'opera Secchio senza fondo sul sito "Fondazione Piazzolla"
  9. ^ Paolo Lagazzi, "Il Milione di Marco Polo visto da Paolo Lagazzi, Nuovi Argomenti, 42.
  10. ^ Paolo Lagazzi, "L'imprevisto che infiamma la vita", in Pelagos, VIII, 2004, pp. 124-128.
  11. ^ Yale Italian Poetry - volume iii, 1-2 (PDF), Yale University, 1999, p. 13. URL consultato il 24 maggio 2011.
  12. ^ Una storia così (Capitolo II), a cura di A. L. Lenzi e P. Lagazzi, in "Idra", I, 2, 1990.
  13. ^ Rêverie e destino. L'opera di Attilio Bertolucci da "Sirio" a "La camera da letto", Garzanti, Milano, 1993
  14. ^ Giancarlo Pontiggia, in Commento, Per un ritratto dello scrittore da mago, Moretti & Vitali, 2006.
  15. ^ Antonio Stanca, Letteratura e tempi. URL consultato il 14-06-2008.
  16. ^ Attilio Bertolucci, un pellegrino guarito dalla letteratura, "la Repubblica", 23 maggio 2008
  17. ^ Casarola è una frazione di Monchio delle Corti.
    Il Bratica è un torrente che dà il nome alla valle sull'Appennino in provincia di Parma, tra Corniglio e Monchio delle Corti.
  18. ^ Paolo Lagazzi a Caffè Letterario, Caffè Letterario di Lugo. URL consultato il 21-11-2010.
    "Tornare a Lugo" di Paolo Lagazzi, Caffè Letterario, 11-06-2010. URL consultato il 21-11-2010.
  19. ^ La Gazzetta di Parma, 29/12/13
  20. ^ Link al premio diretto da Tonino Valerii
  21. ^ Paolo Lagazzi commenta "L'Uomo a quanti" di Mario Reali su YouTube

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]