Paolo Emilio Sfondrati

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Paolo Emilio Sfondrati
cardinale di Santa Romana Chiesa
Incarichi ricoperti Vescovo di Cremona dal 1607 al 1610
Cardinale Vescovo di Albano dal 1610 alla morte
Nato 1560
Creato cardinale 19 dicembre 1590 da papa Gregorio XIV
Deceduto 1618

Paolo Emilio Sfondrati, noto anche come Paolo Camillo Sfondrati (Milano, 13 settembre 1560Tivoli, 14 febbraio 1618), è stato un cardinale e vescovo cattolico italiano. Di nobile famiglia originaria di Cremona, era figlio di Paolo Sfondrati, conte della Riviera, e di Sigismonda d'Este. Era inoltre pronipote del cardinale Francesco Sfondrati e nipote di papa Gregorio XIV (Niccolò Sfondrati); a sua volta il cardinale Celestino Sfondrati, O.S.B. era un suo nipote.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Educato sotto la guida dello zio, futuro pontefice, si trasferì a Roma nel 1577 presso la casa della Chiesa di Santa Maria in Vallicella, divenendo amico di san Filippo Neri.

Papa Gregorio XIV lo elevò al rango di cardinale della Chiesa cattolica nel concistoro del 19 dicembre 1590, conferendogli successivamente il titolo di cardinale presbitero di Santa Cecilia e facendo di lui quindi un cardinal nipote.[1]

Paolo Emilio venne poi nominato Governatore di Fermo e legato pontificio in Romagna all'inizio del 1591. Venne anche nominato prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

Fu vescovo di Cremona dal 13 settembre 1607 al 19 giugno 1610 ma non risiedette mai nella diocesi, operando tramite delegati. Dal gennaio 1607 al gennaio 1608 fu Camerlengo del Collegio dei cardinali. Nel 1610 divenne cardinale vescovo di Albano, mantenendo però in commendam il titolo di Santa Cecilia.

Alla sua morte, la salma venne inumata nella chiesa di Santa Cecilia in Trastevere.

Conclavi[modifica | modifica sorgente]

Durante il suo periodo di cardinalato Paolo Emilio Sfondrati partecipò ai seguenti conclavi:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Papa Gregorio XIV con questo atto inaugurò la pratica di creare cardinali nipoti la cui investitura formale coincideva de facto con la nomina, separandola così dalla prassi ordinaria seguita per gli altri cardinali (vedi: Gianvittorio Signorotto, Maria Antonietta Visceglia (a cura di), La corte di Roma tra Cinque e Seicento "teatro" della politica europea, Roma, Bulzoni, 1998. p. 144) e, quando si ammalò, autorizzò il nipote Paolo Emilio ad apporre il Fiat ut petitur sulle suppliche rivolte al papa, una prerogativa che fu successivamente tolta su pressione del Sacro Collegio (vedi: Tizon-Germe, Anne-Cécile, Levillain (a cura di), Gregory XIV, 2002, p. 666)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Legato pontificio in Romagna Successore Coat of arms of the Vatican City.svg
Antonio Maria Galli
15 gennaio - 30 dicembre 1590
31 dicembre 1590 - 19 luglio 1591 Francesco Sforza
1591 - 1597
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Cecilia Successore CardinalCoA PioM.svg
Niccolò Sfondrati
1585 - 1590
1591 - 1611
in commendam fino al 1618
Giambattista Leni
1618 - 1627
Predecessore Vescovo di Cremona Successore BishopCoA PioM.svg
Cesare Speciano 13 settembre 1607 - 19 giugno 1610 Giambattista Brivio
Predecessore Cardinale vescovo di Albano Successore CardinalCoA PioM.svg
Antonio Maria Sauli
1607 - 1611
1611 - 1618 Francesco Sforza
1618 - 1620
Predecessore Camerlengo del Sacro Collegio Successore CardinalCoA PioM.svg
Gregorio Petrocchini, O.E.S.A.
1605 - 1607
1607 - 1608 Ottavio Paravicini
1608 - 1609

Controllo di autorità VIAF: 10106779