Paolo Angelo Ballerini
| Paolo Angelo Ballerini Patriarca della Chiesa cattolica |
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|---|---|
Il patriarca Paolo Angelo Ballerini |
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| Nato | 14 settembre 1814, Milano |
| Ordinato sacerdote |
1837, Duomo di Milano |
| Consacrato vescovo |
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| Consacrato arcivescovo |
1859, Duomo di Milano |
| Consacrato patriarca |
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| Elevato arcivescovo |
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| Elevato patriarca |
27 marzo 1867 |
| Ruoli ricoperti |
Arcivescovo di Milano; Patriarca titolare di Alessandria d'Egitto |
| Deceduto | 17 aprile 1897, Seregno |
Paolo Angelo Ballerini (Milano, 14 settembre 1814 – Seregno, 17 aprile 1897) è stato un arcivescovo cattolico di Milano italiano, che non riuscì ad ottenere il placet (consenso) governativo a prendere possesso della sua sede. L'urto sorto a causa sua fra il neonato Regno d'Italia e la Santa Sede fu risolto solo nominando Ballerini patriarca latino di Alessandria, nel 1867.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] I primi anni
Paolo Angelo Ballerini, nacque a Milano, nella Contrada detta "dei Ratti" in un'abitazione di una modesta famiglia di artigiani, al numero 3191 (oggi via Cesare Cantù, 3).
Intrapresa la carriera ecclesiastica, venne ordinato sacerdote nel 1837, coadiutore dell'arcidiocesi come vicario generale dal 1857, dopo che il 21 dicembre 1857 l'arcivescovo Carlo Bartolomeo Romilli ebbe un colpo apoplettico, all'inizio del 1858 assunse le funzioni vicarie.
[modifica] La nomina ad arcivescovo
Morto il Romilli il 7 maggio 1859, Paolo Angelo Ballerini (rosminiano e patriota nel 1848, ma già nel 1849 temporalista e quindi anti-piemontese) fu indicato alla Santa Sede dal governo austriaco il 4 giugno 1859 (lo stesso giorno della battaglia di Magenta) come primo di una terna di nomi, in base al diritto di presentazione allora vigente secondo il concordato del 1855. Il 25 giugno 1859 papa Pio IX scelse come arcivescovo di Milano il Ballerini.
Nel frattempo, però Milano era stata liberata: gli austriaci erano usciti dalla città già il 5 giugno e il giorno stesso la Deputazione municipale aveva approvato un indirizzo che rinnovava l'annessione della Lombardia al Regno di Sardegna già votata nel 1848, consegnato l'indomani al quartier generale di re Vittorio Emanuele II (che sarebbe entrato in città l'8 giugno). Il giorno prima della nomina papale l'esercito austriaco era stato sconfitto nella battaglia di Solferino e San Martino. La popolazione milanese, che aveva visto la nomina del Ballerini come un ultimo sopruso austriaco, impedì allora il rientro del neoeletto arcivescovo a Milano. Il governo piemontese sostenne la nullità della nomina che era soggetta al regio placet ed impedì, anche militarmente, la presa di possesso dell'arcidiocesi, rafforzato nella sua pretesa dalla pace di Zurigo (10 novembre 1859), con la quale l'Impero d'Austria cedeva la Lombardia alla Francia, che la retrocedeva al Regno di Sardegna.
Il Ballerini si rifugiò dapprima nel Canton Ticino, poi in Brianza, prendendo dimora a Vighizzolo, presso Cantù all'estremo confine dell'arcidiocesi, dove tuttavia fu contestato dai liberali per poi trasferirsi a Seregno, dove ebbe migliore accoglienza.
[modifica] Il caso Ballerini
Tra il Regno di Sardegna, che da lì a poco diventerà il Regno d'Italia, e la Santa Sede, il caso Ballerini diventò uno dei maggiori motivi di conflitto. La Chiesa vedeva un'arcidiocesi importante come quella di Milano privata del proprio presule in quanto impedito dall'autorità civile, mentre da parte dello Stato si sottolineava la scorrettezza di nominare un arcivescovo su designazione di uno stato come quello austriaco che non esercitava più la sua sovranità sul territorio dell'arcidiocesi. Il Ballerini si considerava a pieno titolo l'arcivescovo di Milano ed esercitava le sue funzioni attraverso il suo vicario Carlo Caccia Dominioni, già vescovo ausiliare di Romilli dal 2 dicembre 1855. L'autorità civile si mise in contrasto anche con il vicario, spingendolo a rifugiarsi in volontario esilio nel seminario di Monza il 15 luglio 1861 ed arrivando in seguito al suo arresto. Per la Chiesa il Caccia Dominioni era vicario generale sede impedita, ma l'autorità civile lo considerava solo vicario capitolare sede vacante. Il clero stesso dell'arcidiocesi era diviso fino al punto di rottura fra temporalisti o intransigenti (clero regolare e Oblati dei Santi Ambrogio e Carlo, titolari della formazione nei seminari) e liberali o conciliatoristi (clero secolare), ma la soluzione delle dimissioni dell'arcivescovo era ormai resa impossibile dalla questione di principio.
La questione durò con rigida contrapposizione per anni fino a che, morto il Caccia il 6 ottobre 1866, nei primi mesi del 1867 non fu trovata una soluzione conciliativa: il Ballerini rinunciava all'arcidiocesi di Milano e il 24 marzo 1867 veniva nominato come vescovo in partibus, Patriarca latino di Alessandria d'Egitto, un titolo molto onorifico, ma che non implicava cure d'anime, tant'è che risiedette in Seregno fino alla morte.
Nella stessa data, come arcivescovo di Milano venne nominato Luigi Nazari di Calabiana, vescovo di Casale, che era senatore del Regno e molto apprezzato da Casa Savoia. Egli prese possesso della diocesi il 23 giugno 1867. La crisi era finita.
[modifica] Il cattolicesimo intransigente
L'arcivescovo di Milano, Calabiana veniva considerato un esponente dei conciliatoristi come venivano chiamati quegli esponenti cattolici che cercavano di diminuire l'attrito tra lo stato e la Chiesa. Per contro l'arcivescovo Ballerini, nel suo quasi esilio di Seregno, veniva considerato il punto di riferimento degli intransigenti cioè per quei cattolici che si ponevano in totale opposizione allo stato. Al Concilio Vaticano I del 1870, Ballerini sostenne la proclamazione del dogma dell'infallibilità del papa, mentre Calabiana appartenne alla minoranza anti-infallibilista, anche se poi obbedì e invitò la sua arcidiocesi all'obbedienza.
[modifica] Genealogia episcopale e successione apostolica
| Titolazione di Paolo Angelo Ballerini |
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|---|---|---|
| Patriarca Titolare di Alessandria d'Egitto | ||
| Titolo di riferimento | Sua Beatitudine | |
| Titolo parlato | Vostra Beatitudine | |
| Titolo religioso | Patriarca | |
| Titolo alternativo | Monsignore | |
| vedi qui per i predicati d'onore | ||
- Cardinale Scipione Rebiba
- Cardinale Giulio Antonio Santori
- Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
- Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
- Cardinale Ludovico Ludovisi
- Cardinale Luigi Caetani
- Cardinale Ulderico Carpegna
- Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
- Cardinale Pietro Francesco (Vincenzo Maria) Orsini de Gravina, O.P. (futuro Papa Benedetto XIII)
- Cardinale Prospero Lorenzo Lambertini (futuro Papa Benedetto XIV)
- Cardinale Enrico Enriquez
- Arcivescovo Manuel Quintano Bonifaz
- Cardinale Buenaventura Córdoba Espinosa de la Cerda
- Cardinale Giuseppe Maria Doria Pamphilj
- Cardinale Francesco Saverio Maria Felice Castiglioni (futuro Papa Pio VIII)
- Cardinale Giovanni Maria Mastai-Ferretti (futuro Papa Pio IX)
- Arcivescovo Paolo Angelo Ballerini
[modifica] Bibliografia
- Cajani L'attività di Paolo Angelo Ballerini dalla nomina a Patriarca di Alessandria d'Egitto fino alla morte in Seregno (1867-1897), GR Edizioni, 2002, 709 pp
- Domenico Flavio Ronzoni Paolo Angelo Ballerini (1814-1897). Commemorazioni" Quaderni Balleriniani, n.1, Seregno, dicembre 1994
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Paolo Angelo Ballerini
| Predecessore: | Arcivescovo di Milano | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Carlo Bartolomeo Romilli | 1859 - 1867 Con vicario Carlo Caccia Dominioni |
Luigi Nazari di Calabiana |
| Predecessore: | Patriarca Titolare di Alessandria d'Egitto | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Daulo Augusto Foscolo (sino al 1860) Sede vacante dal 1860 al 1867 |
1867 - 1897 | Domenico Marinangeli |