Paola Tovaglia

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Paola Tovaglia (Milano, 9 aprile 1965Milano, 6 aprile 1994) è stata una conduttrice televisiva, doppiatrice e cantante italiana, nota talora anche come Paola Maralli o Peev Agliato, autrice e conduttrice del programma per ragazzi Ciao Ciao (1989-92) su Rete 4 e collaboratrice del gruppo rock demenziale Elio e le Storie Tese nei primi anni della loro carriera discografica.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Lo pseudonimo Maralli era un lucchetto ottenuto dai cognomi delle sue due nonne, Marazzina e Vigorelli, mentre Peev Agliato fu un anagramma di Pee Tovaglia coniato in occasione della sua collaborazione con Elio e le Storie Tese e Claudio Bisio.

Nel 1986 partecipa a un'audizione per il telefilm tratto dal cartone animato Kiss me Licia e viene presa come doppiatrice del personaggio Grinta.

Nel 1989 scrive e diventa conduttrice della trasmissione Ciao Ciao cantandone anche la sigla di apertura. Nel 1992 è inviata speciale della stessa trasmissione, interpretando L'investigatrice della natura nella miniserie Sulle orme di Paola, dove racconta in modo divertente il mondo degli animali attraverso alcune famose riserve naturali, e nella miniserie Una vacanza fantasmagorica, dove si improvvisa acchiappafantasmi, alla scoperta delle tradizioni e dei luoghi storici dell'Inghilterra.

Durante le vacanze di Natale del 1992 è stata ospite presso un ospedale milanese (nei reparti pediatrici), per un piccolo spettacolo, allestito assieme ad altri volti noti del programma Ciao Ciao, tra i quali Marco Bellavia. L'anno successivo le sue apparizioni nella trasmissione Ciao Ciao Mattina si fanno sempre più sporadiche e occasionali.

Paola Tovaglia morì prematuramente il 6 aprile 1994, tre giorni prima di compiere 29 anni a causa di una grave forma di tumore al cervello[1] per il quale era stata operata pochi mesi prima[1].

A Paola Tovaglia fu dedicato anche l'editoriale del numero 58 della rivista Mangazine (agosto 1996). L'autore del testo, Luigi Bernardi, dichiarò di aver ricevuto da alcuni lettori delle critiche, per aver pubblicato, sui numeri precedenti, articoli dedicati ad altri doppiatori italiani. Il cantante si scusò per l'accaduto. In seguito le fu dedicata una canzone intitolata A Paola cantata da Enzo Draghi e Manuel De Peppe.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrice di cartoni animati[modifica | modifica sorgente]

Voce narrante[modifica | modifica sorgente]

Paola Tovaglia è stata anche la voce narrante di due collane in musicassetta uscite in edicola.

  • Gioca e Suona con Cristina: corso musicale per bambini. La sua voce guida i bambini nell'esecuzione degli esercizi musicali di Cristina D'Avena.
  • Storie e Cartoni in TV: in questa collana vengono riproposti episodi di cartoni animati famosi, di cui alcuni sono doppiati da Paola. Con Pietro Ubaldi, ha cantato la sigla di apertura della collana, intitolata "Storie".

Cantante[modifica | modifica sorgente]

Video musicali[modifica | modifica sorgente]

  • Enzo in Chi ha incastrato Elio e le Storie Tese?

Doppiatrice di telefilm[modifica | modifica sorgente]

Attrice[modifica | modifica sorgente]

Omaggi a Paola Tovaglia[modifica | modifica sorgente]

  • L'album Italyan, Rum Casusu Çikti del gruppo Elio e le Storie Tese è dedicato a Paola Tovaglia.
  • Nel 1996 la manifestazione Tokimeki Anime Awards proclama Paola come doppiatore più amato dal pubblico ed istituisce il premio Paola Tovaglia per il nuovo doppiatore più amato.
  • Nel 1999 Manuel De Peppe e Enzo Draghi (con la collaborazione di Luciano De Marini) le dedicano la canzone A Paola il cui testo è tratto da alcune poesie scritte dalla stessa Paola Tovaglia.[1]
  • Ogni anno a Milano ad inizio aprile gli artisti di strada della compagnia Bandaneve e i sette nani organizzano la manifestazione Il mondo in piazza per Paola Tovaglia con lo scopo di raccogliere fondi a favore della VIDAS, l'associazione di volontariato che ha fornito assistenza a Paola negli ultimi mesi di vita.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Maria Volpe, Addio a Paola, l'amica dei bimbi in Corriere della Sera, 9 aprile 1994, p. 32. URL consultato il 23 giugno 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]