Panzer V Panther

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Panther
PanzerV Ausf.G 1 sk.jpg
Descrizione
Equipaggio 5
Dimensioni e pesi
Lunghezza 8,86 m
Larghezza 3,27 m
Altezza 3 m
Peso 44 t
Propulsione e tecnica
Motore V12 Maybach HL 230 P30
Potenza 690 hp
Rapporto peso/potenza 16
Trazione cingolata
Sospensioni A barre di torsione
Prestazioni
Velocità 46
Autonomia 170
Armamento e corazzatura
Armamento primario cannone 7,5 cm KWK 42 L/70 mm
Armamento secondario 2 MG34 da 7.92 mm
Corazzatura Scafo - frontale: 80/35°
laterale: 50/60°
retro: 40/60°
Torretta - frontale: 110/79°
scudo: 100 mm
laterale: 45/65°
retro: 45/65°[1]
Note costruito in più di 5.000 esemplari.

[senza fonte]

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Il Panzerkampfwagen V (Pz.kpfw V) "Panther", semplicemente noto come Panzer V Panther fu un carro armato tedesco prodotto durante la seconda guerra mondiale che prestò servizio da metà del 1943 fino alla fine della guerra in Europa nel 1945. Fu progettato come opponente del T-34 e per rimpiazzare i Panzer IV e III, sebbene avesse prestato servizio al loro fianco e accanto ai più pesanti Tiger I e Tiger II fino alla fine della guerra. La sua eccellente combinazione di potenza di fuoco, protezione e mobilità servì da banco di prova per i carri armati di fine e post guerra di altre nazioni ed è frequentemente considerato insieme al sovietico T-34/85 come il miglior progetto di carro armato della seconda guerra mondiale. Era preferito al Tiger da molti equipaggi per la sua maggiore manovrabilità[2] che lo rendevano ottimo nell'attaccare i corazzati nemici con il suo cannone da 75 mm.

Fino al 1944 venne designato come Panzerkampfwagen V Panther e ebbe la designazione di inventario di "Sd.Kfz. 171". Il 27 febbraio 1944 Hitler ordinò che fosse conosciuto solo come Panther.

Indice

[modifica] Progetto

Nei primi anni di guerra le Panzerdivisionen (divisioni corazzate) tedesche ottennero successi formidabili in Polonia, Francia, nei Balcani, in Nord Africa e Russia: i carri armati tedeschi erano infatti, assieme alla Luftwaffe, la spina dorsale dell'apparato militare tedesco. Inizialmente i principali modelli che componevano le divisioni corazzate tedesche erano i Panzer III e IV, che però si rivelarono inferiori ai sovietici T-34 e KV-1; sorse pertanto la necessità della creazione di modelli in grado di opporsi efficacemente ai più potenti carri russi.

Le specifiche richieste per il nuovo carro vennero diffuse nel gennaio del 1942 e la MAN e la Daimler-Benz presentarono i loro progetti già nell'aprile successivo: la proposta accettata fu quella della MAN e in settembre comparve il primo prototipo, il Panzer V. Esso era caratterizzato da una disposizione convenzionale, con vano di guida anteriore, torretta centrale e motore posteriore, le ruote motrici erano invece anteriori ed il treno di rotolamento consisteva in otto ruote per lato di grande diametro, parzialmente sovrapposte (quattro ruote singole e quattro doppie); le sospensioni erano del tipo a barre di torsione. Tra le caratteristiche più evidenti del nuovo carro vi erano le piastre della corazzatura fortemente inclinate, una soluzione ripresa appunto dai carri sovietici, ed il lungo cannone che sporgeva considerevolmente dal limite anteriore dello scafo.

Carro Panther. In evidenza l'elevata inclinazione della corazza frontale dello scafo

L'armamento principale consisteva nel nuovo cannone da 75 mm KwK 42 L/70, capace di perforare 140 mm di acciaio a 1000 metri[3]; a fianco del cannone era montata una mitragliatrice MG 34 da 7,92 mm; un'altra arma dello stesso tipo era installata nella parte anteriore destra dello scafo, azionata dal marconista; l'equipaggio era di cinque uomini: oltre al marconista/mitragliere, vi era il pilota ed, in torretta, il servente, il puntatore ed il capocarro. Quest'ultimo aveva a disposizione una cupola cilindrica dotata di visori iposcopici. Dopo la produzione del primo lotto di venti esemplari, venne deciso di utilizzare come propulsore il motore Maybach HL 230 P30 da 690 HP, grazie al quale fu possibile ottenere una velocità massima di ben 55 km/h.

A differenza del Tiger, il cui progetto era iniziato non appena il Panzer IV era entrato in produzione, il Panther venne realizzato come progetto d'emergenza, per fronteggiare in particolare la minaccia costituita dal T-34 ed uno dei due prototipi presentati era palesemente una copia, come impostazione generale e linee, del T-34 stesso; anche il progetto poi approvato, pur dimostrando uno spiccato influsso delle idee tedesche riguardo alle caratteristiche, fu comunque la dimostrazione della validità di molte delle idee applicate dai sovietici nel T-34. A differenza del carro sovietico, il Panther correggeva i principali difetti costituiti dalla torretta posta in posizione avanzata (soggetta maggiormente al beccheggio dello scafo) e le sue dimensioni ristrette che permettevano, a fatica, di ospitare tre membri di equipaggio. Oltre a ciò, il Panther possedeva una raffinatezza e cura tecnologica che era assente nel suo avversario.

trasporto al fronte

Vi erano però anche delle profonde differenze, a partire dalla destinazione d'uso: mentre il T-34 era comunque un mezzo destinato ad operare profonde offensive dietro le linee nemiche, ed era caratterizzato da grande mobilità tattica, massa limitata ed armamento che nei limiti delle dimensioni del carro fosse del maggior calibro possibile anche se non specificamente adatto all'uso controcarro, il Panther pur possedendo un'ottima mobilità tattica aveva una massa di circa il 35% superiore, ed era armato con un cannone ad alta velocità iniziale, di calibro praticamente uguale a quello del T-34, che non offriva nessun vantaggio nell'uso contro fanteria ed obiettivi poco corazzati, ma possedeva caratteristiche di precisione e penetrazione eccellenti contro i carri nemici.

Mentre quindi il T-34 era, a tutti gli effetti un carro armato d'uso generale assimilabile allo Sherman statunitense, il Panther era una macchina da guerra ideata con un solo scopo: distruggere quanti più carri nemici alla maggiore distanza possibile.

[modifica] In guerra

Sul fronte russo nel 1943
In azione a Monte Cassino nel 1944

Il Panther fu messo immediatamente in produzione, nella speranza che fosse disponibile già in buon numero per la primavera del 1943; in particolare Hitler desiderava che l'offensiva programmata per l'estate del 1943, volta all'eliminazione del saliente di Kursk, e denominata Operazione Zitadelle, fosse condotta potendo contare già su un certo numero di Panther. L'offensiva venne anche rimandata per aspettare che un primo reparto di 200 carri (la 10. Panzerbrigade) fosse disponibile[4]. Le gravi lacune nell'impiego vanificarono gli sforzi compiuti per allestire i 200 Panther, il cui apporto alla battaglia fu praticamente nullo: in quell'occasione i Panther, nella versione Ausf D, mostrarono gravi difetti di affidabilità meccanica, imputabili in gran parte all'affrettata messa a punto e ai non completi collaudi dei nuovi mezzi piuttosto che a imperfezioni progettuali.

Difatti, dopo un'ulteriore intensa fase di collaudo e messa a punto, i Panther iniziarono ad essere impegnati massicciamente, contrastando efficacemente i carri pesanti sovietici ed alleati, in Normandia e sul Fronte Orientale.

[modifica] Derivati e produzione

Nell'estate del 1943 venne messa in produzione la versione Ausf A, nella quale erano corretti la maggior parte dei difetti della Ausf D, seguita all'inizio del 1944, dalla Ausf G.

Le principali differenze tra le varie versioni riguardavano l'adozione di una protezione emisferica per la mitragliatrice di scafo, una diversa cupola del capocarro, uno scudo del cannone progettato in modo da impedire che colpi di rimbalzo colpissero il tetto dello scafo e un diverso armamento delle linee laterali dello scafo nella parte posteriore. Nelle ultime fasi della guerra alcuni Panther montarono anche un modernissimo sistema di visione notturna all'infrarosso.

Il Panther, prodotto in quasi 6.000 esemplari, fu tra i migliori carri della seconda guerra mondiale grazie alla combinazione di protezione, mobilità ed armamento[5][6].

Tra i suoi derivati vi furono un carro per l'osservazione del tiro d'artiglieria, un carro comando, un carro recupero e lo Jagdpanther, un potente semovente anticarro armato con un cannone da 88 mm Pak 43/3 L/71,2.

[modifica] Impiego postbellico

Dopo la fine della guerra, 50 carri Panther rimasero in servizio nel 507º reggimento carri da combattimento dell'esercito francese, dislocato a Mourmelon Le Grand, fino al 1950, quando furono sostituiti dai carri pesanti ARL-44. La Romania invece ottenne dai sovietici al momento della capitolazione 15 Panther delle versioni ausf.A e G, che rimasero in servizio nell'esercito romeno fino al 1954. Altri 15 carri rimasero in servizio nella 1ª Brigata corazzata dell'esercito bulgaro per parecchi anni dopo la fine della guerra, nonostante le alte forniture di armi sovietiche (398 carri T-34/85 e 340 cannoni semoventi SU-76) che tra il 1945 e il 1948 riequipaggiarono tale esercito.

[modifica] Note

  1. ^ (EN)PzKpfw V Ausf. G, Panther. URL consultato il 02-10-2009.
  2. ^ AA.VV.: Armi da guerra, volume 2
  3. ^ A. Petacco, La seconda guerra mondiale, vol. 6
  4. ^ A. Petacco, La seconda guerra mondiale, vol. 6
  5. ^ A. Petacco, La seconda guerra mondiale, vol. 3 e vol. 6
  6. ^ Storia illustrata della Seconda guerra mondiale

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Voci correlate

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