Panthera leo maculatus

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Marozi
Immagine di Panthera leo maculatus mancante
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Felidae
Sottofamiglia Pantherinae
Genere Panthera
Specie P. leo
Sottospecie P. l. maculatus
Nomenclatura trinomiale
Panthera leo maculatus
Pocock, 1937

Il leone maculato del Kenya o marozi (Panthera leo maculatus) è un misterioso felide africano, sul cui status zoologi e criptozoologi sono ancora in aperto dibattito.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le analisi sull'esemplare ucciso nel 1937 e conservato nel Natural History Museum di Londra hanno portato alla conclusione che i maschi di marozi all'età di 3 anni (quindi un anno circa dopo il raggiungimento della maturità sessuale) misurino circa 2,5 m di lunghezza. Il mantello è color sabbia, ricoperto su fianchi e spalle da rosette bruno-grigiastre, mentre la zona ventrale e le zampe (le posteriori in misura minore rispetto alle anteriori) sono costellate da macchie rotonde e nere. La zona della spina dorsale è sgombra da macchie La criniera è assente od appena abbozzata ai lati del cranio.

Avvistamenti[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal 1904 gli esploratori europei parlavano di avvistamenti di grossi felini maculati, peraltro ben conosciuti dalle popolazioni africani locali: il primo incontro certo con questi animali, tuttavia, si ebbe quando nel 1931 vennero uccisi sui monti kenioti due leoni maculati, che vennero considerati animali pubescenti con il manto giovanile maculato ancora non del tutto eliminato.

Nel 1933, Kenneth Dower organizzò una spedizione in zona per saperne di più sull'esistenza di questi animali, riuscendo a trovare solo delle piste di orme ad elevate altezze: si capì, tuttavia, che gli indigeni utilizzavano nomi differenti per descrivere i leoni maculati, chiamandoli a seconda delle zone marozi (Kenya), ntararago (Uganda), ikimizi (Ruanda), abasambo (Etiopia), nomi ben differenti da quelli dati al leone o al leopardo nelle stesse lingue, il che voleva dire che i leoni maculati erano animali ben distinti da leoni o leopardi.

La creatura venne nominata Panthera leo maculatus. Oggigiorno, recenti revisioni tassonomiche, tendono ad escludere che quell'esemplare appartenesse ad una specie a sé. Negli anni successivi, varia altri leoni maculati furono avvistati, sempre a coppie e ad altezze elevate.

L'ultimo marozi è stato avvistato nel 1987; si ritiene perciò che l'animale sia in pericolo critico, se non addirittura estinto.

Possibili spiegazioni[modifica | modifica wikitesto]

Sull'identità del marozi sono state fatte numerose ipotesi, le più accreditate delle quali attualmente sono:

  • Ibrido naturale fra leopardo e leone (leopone): anche se la somiglianza genetica fra leopone e marozi è notevole, l'ipotesi dell'ibridazione convince poco, poiché in natura questi grandi felini sono antagonisti per il cibo ed hanno differenti bioritmi. Inoltre solitamente gli ibridi fra leoni e leopardi sono sterili, e questo cozza con gli avvistamenti di marozi avvenuti nel corso dei decenni, che presuppongono la presenza di una popolazione stabile di animali, a meno che non si supponga una tendenza naturale delle popolazioni di leone e leopardo dell'Africa centro-orientale ad ibridarsi.
  • Aberrazione genetica: è possibile che il marozi (come le pantere nere, le tigri e i leoni bianchi, i ghepardi reali) sia in realtà un leone in cui in seguito di ripetuti episodi di inincrocio si manifesti un gene recessivo che rallenti o annulli il processo di sparizione delle macchie dal mantello dei giovani durante la pubertà. Quest'ipotesi, anche se verosimile, spiega solo in parte o per niente le minori dimensioni del marozi rispetto ai normali leoni, la criniera assente o appena accennata (giustificabili parlando di animali subadulti) e la loro predilezione per le zone montane.
  • Nuova specie o sottospecie: dopo i primi avvistamenti, ci fu un grande tumulto fra gli zoologi, poiché si era indecisi se classificare i marozi come specie a sé stante o semplice sottospecie di Panthera leo. La presenza nell'areale in cui il marozi sarebbe diffuso di numerose altre specie e sottospecie endemiche di animali lascia aperte entrambe le ipotesi, in attesa di esami genetici più approfonditi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Bernard Heuvelmans, On the track of unknown animals, Hill and Wang, 1965, ISBN 0-7103-0498-6.

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