Pangium edule
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Violales |
| Famiglia | Flacourtiaceae |
| Genere | Pangium |
| Specie | P. edule |
| Nomenclatura binomiale | |
| Pangium edule | |
Il Pangio (Pangium edule) è una pianta della famiglia delle Flacourtiaceae originaria dell'Indonesia (Giava e Bali).
Utilizzo culinario [modifica]
I semi del Pangio sono un ingrediente molto apprezzato nella cucina Nonya ed Eurasiatica.
Originario dell'Indonesia (Giava e Bali) sono tossici se non trattati adeguatamente. La scorza esterna deve essere pulita strofinandola energicamente, si passa quindi all'ammollo per almeno 3 giorni, cambiando spesso l'acqua e buttandola alla fine. Il metodo più semplice per aprirli è usare un cacciavite a manico corto, un martello e pestare sul guscio, anche se la tradizione vuole l’uso della mannaia. Con una pinzetta si estrae la polpa che non deve essere dura, verde o di odore sgradevole; per essere usata deve essere soffice, nera o marrone scura e fragrante. I Peranakan sono soliti aprire i semi, svuotarli e quindi riempire di nuovo il guscio. I cuochi Eurasiatici li usano al naturale lasciando al commensale il compito di aprirli e gustarli con la pietanza stessa.
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