Pane e tulipani

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Pane e tulipani
Pane e tulipani.png
Marina Massironi, Licia Maglietta e Bruno Ganz in una scena del film
Titolo originale Pane e tulipani
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia, Svizzera
Anno 1999
Durata 114 minuti
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Silvio Soldini
Soggetto Doriana Leondeff, Silvio Soldini
Sceneggiatura Doriana Leondeff, Silvio Soldini
Fotografia Luca Bigazzi
Montaggio Carlotta Cristiani
Musiche Giovanni Venosta
Scenografia Paola Bizzarri, Alessandra Mura, Stafania Pasinato
Interpreti e personaggi

Pane e tulipani è un film del 1999 diretto da Silvio Soldini[1].

È stato presentato nella Quinzaine des Réalisateurs del 53º Festival di Cannes.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Rosalba è una casalinga pescarese di origini campane, madre di due adolescenti e moglie di Mimmo, titolare di una ditta d'idraulica e sanitari, piuttosto grossolano e infedele.

Assieme alla famiglia e agli amici, partecipa ad una squallida gita a Paestum organizzata da una ditta di venditori di pentole ed elettrodomestici. Mentre rientra a Pescara con l'autobus, Rosalba viene dimenticata in un autogrill. Decide di far ritorno a casa con un passaggio in auto, ma il viaggio le dà l'occasione per una fuga improvvisata verso Venezia.

Nella città lagunare la donna, rimasta presto senza denaro, è ospitata da Fernando, un cameriere islandese di un piccolo ristorante dimesso che parla però un italiano forbito e letterario, e stringe una tenera amicizia con Grazia, una massaggiatrice olistica vicina di casa di Fernando. Rosalba trova lavoro presso un piccolo negozio di fiori gestito da Fermo, un anziano e bisbetico anarchico che viene conquistato dai modi garbati della donna.

Mimmo non tollera la lunga assenza di Rosalba, soprattutto perché oberato dai lavori domestici, e decide di indagare assumendo un investigatore, ma in vena di risparmi non si rivolge a un professionista bensì a Costantino, un giovane volenteroso che si era presentato presso la sua ditta in cerca di un impiego come idraulico. Costantino, suo malgrado, è costretto a partire per Venezia, dove cerca di mettersi sulle tracce di Rosalba fingendosi investigatore, ma incontra invece Grazia, di cui s'innamora istantaneamente, ampiamente corrisposto.

Nel frattempo Rosalba è attratta sempre più dalla personalità delicata, romantica e misteriosa del discreto cameriere, e tra i due si instaura un rapporto fatto di piccoli gesti quotidiani e di tenere attenzioni.

Lontano da casa, la vita di Rosalba ritrova una dimensione nuova, e la donna riscopre interessi, spazi, rapporti che sembrava aver dimenticato; fin quando irrompe sulla scena l'amante di Mimmo, amica di famiglia, che piomba a Venezia per riportare Rosalba finalmente a casa, anche lei stanca di occupare spazi e ruoli lasciati vacanti dalla moglie del commerciante; non è più l'amante che divide i momenti belli con il marito di Rosalba, ma deve sopportare sulle sue spalle la mancanza della donna.

Rosalba torna a Pescara e ritrova un mondo per nulla cambiato, nel quale ognuno è desideroso solo di riprendere la squallida routine interrotta dalla sua assenza.

Fernando, rimasto solo a Venezia, trova finalmente il coraggio di dichiarare il proprio amore a Rosalba: con l'aiuto di Costantino e Grazia intraprende il viaggio per Pescara, viaggio che si concluderà con il ritorno definitivo di Rosalba a Venezia, accompagnata questa volta dal figlio minore, l'unico con il quale la donna condivide affinità e sentimenti e che l'assenza materna aveva lasciato in uno stato di silenziosa sofferenza.

Il film[modifica | modifica wikitesto]

Pane e tulipani è il quarto lungometraggio del regista Silvio Soldini e probabilmente il suo film più celebre, considerato il notevole successo internazionale di pubblico e di critica e i numerosi premi ottenuti: in particolare il film ha ottenuto tutti i principali riconoscimenti alla edizione 2000 del David di Donatello, vincendo per il miglior film, la miglior regia, la migliore sceneggiatura e per le quattro categorie di recitazione (attori e attrici protagonisti e non).[3]

Il titolo del film deriva dal fatto che ogni mattina Fernando lascia a Rosalba la colazione (tra cui emerge in primo piano un'abbondante fetta di pane) e lei ogni sera gli porta un mazzo di fiori dal negozio, e gli ultimi che porta prima di tornare a Pescara sono proprio tulipani. I tulipani del titolo fanno riferimento a una frase detta da Fermo, in cui spiega che tutti pensano che questi fiori provengano dall'Olanda, mentre sono persiani. Da qui il paragone con la protagonista, che appare a tutti in un modo, mentre la sua vera essenza è totalmente opposta e viene riscoperta solo dalle persone che veramente si interessano a lei. Nel soggetto originale era prevista anche una scena di passione tra Rosalba e Fernando, mai girata perché avrebbe "stonato" con la frase conclusiva del film[senza fonte]: «Non vorrei sembrarle precipitosa, ma... se ci dessimo del tu?».

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Silvio Soldini ama circondarsi dei medesimi membri di cast e troupe nei suoi film: prima (e dopo...) Pane e tulipani avevano già lavorato con lui la co-sceneggiatrice Doriana Leondeff, il direttore della fotografia Luca Bigazzi e alcuni attori del cast, tra cui Licia Maglietta, Giuseppe Battiston, Tatiana Lepore e Felice Andreasi
  2. ^ (FR) Quinzaine 2000, quinzaine-realisateurs.com. URL consultato l'11 agosto 2011.
  3. ^ Si tratta della prima commedia per Licia Maglietta e Bruno Ganz, noti più che altro come attori drammatici. Nell'incipit del film la guida turistica è interpretata non da un attore, ma da una vera guida turistica del luogo, che ha scritto personalmente il monologo da lui recitato.

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