Pane di Altamura
| Pane di Altamura DOP | |
|---|---|
| Origini | |
| Luogo d'origine | |
| Zona di produzione | Regione: Puglia, Altamura, Gravina, Poggiorsini, Minervino Murge, Spinazzola |
| Dettagli | |
| Categoria | piatto unico |
| Riconoscimento | D.O.P. |
| Settore | Panetteria e prodotti da forno |
| Consorzio di tutela | http://www.panedialtamura.net/ Consorzio di tutela |
| Altre informazioni | Reg. CE n. 1291 del 18.7.03 (GUCE L. 181 del 19.7.03) |
Il Pane di Altamura è un prodotto di panetteria tradizionale di Altamura, in provincia di Bari.
È ottenuto dall'impiego di semole (molto ricca di glutine) rimacinate di varietà di grano duro coltivato nei territori dei comuni della Murgia.
Nel luglio 2003, a livello europeo, il pane di Altamura è stato riconosciuto il marchio denominazione di origine protetta (DOP)[1].
Indice |
Storia [modifica]
Caratteristiche [modifica]
Cotto nei tradizionali forni a legno e in pietra, il pane di Altamura si distingue per la sua fragranza e il suo sapore. Ha crosta croccante e una mollica soffice di colore giallo paglierino. Si presenta sotto due forme tradizionali ; la prima denominata localmente «U sckuanète» (pane accavallato), è alta, accavallata, l'altra più bassa, localmente denominata «a cappidde del padre de simone» (a cappello di prete).
Zona geografica [modifica]
L'area geografica delimitata dove sono coltivati i grani comprende i territori dei Comuni di Altamura, Gravina di Puglia, Poggiorsini, Spinazzola e Minervino Murge in provincia di Bari. E la zona di produzione del «Pane di Altamura» comprende soltanto il territorio amministrativo del Comune di Altamura, in provincia di Bari.
Fasi di produzione [modifica]
«Pane di Altamura» è un prodotto di panetteria ottenuto dal rimacinato di semola di grano duro, ricavato dalla macinazione di grani duri delle varietà «appulo», «arcangelo», «duilio» e «simeto» prodotte nel territorio delimitato nel disciplinare di produzione, da sole o congiuntamente in ragione almeno dell'80%, purché prodotte nel medesimo territorio. Il prodotto si ottiene secondo l'antico sistema di lavorazione che prevede l'uso di lievito madre o pasta acida — sale marino — acqua. All'atto dell'immissione al consumo deve presentare le seguenti caratteristiche: La pagnotta dal caratteristico profumo di peso non inferiore a 0,5 Kg, presenta due forme tradizionali, la prima delle quali, denominata localmente «U sckuanète = pane accavallato», è alta, accavallata, senza baciatura ai fianchi; l'altra più bassa, localmente denominata «a cappidde de prèvete = a cappello di prete», non presenta baciatura. La crosta deve possedere uno spessore non inferiore a 3 mm.; la mollica, di colore giallo paglierino, presenta una omogenea alveolazione; l'umidità non deve superare il 33 %.
Fototeca [modifica]
Voci correlate [modifica]
Note [modifica]
- ^ Regolamento (CE) n. N. 1291/2003 della Commissione del 18 luglio 2003 registrando una denominazione nel registro geografiche e delle denominazioni di origine protette – Pane di Altamura (DOP) - Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 181/12 del 19/07/2003.
Collegamenti esterni [modifica]
Consorzio per la tutela del Pane di Altamura : Disciplinare di produzione