Panda! Go, panda!

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Panda! Go, panda!
film anime
Una scena del film
Una scena del film
Titolo originale Panda kopanda
Autore Hayao Miyazaki
Regia Isao Takahata
Sceneggiatura Hayao Miyazaki
Animazione
Direzione artistica
Studio Tokyo Movie Shinsha
Musiche Masahiko Satō
1ª proiezione 17 dicembre 1972
Episodi unico
Aspect ratio 4:3
Durata 30 min
Rete italiana Ka-Boom
1ª proiezione it. 25 dicembre 2013
Episodi it. unico
Genere Kodomo
Cronologia
  1. Panda! Go, panda!
  2. Il circo sotto la pioggia

Panda! Go, panda! (パンダコパンダ Panda kopanda?, lett. "Panda, piccolo panda") è un cortometraggio di animazione giapponese del regista giapponese Isao Takahata, con la sceneggiatura e i disegni di Hayao Miyazaki, proiettato per la prima volta in Giappone nel 1972. Nel 1973 fu realizzato un secondo cortometraggio dagli stessi autori, dal titolo Il circo sotto la pioggia (パンダコパンダ雨降りサーカスの巻 Panda Kopanda: Amefuri circus no maki?). In Italia i due film sono distribuiti dalla Dynit inseriti entrambi in un unico DVD[1] ed è stato trasmesso su Ka-Boom il 25 dicembre 2013.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Mimiko è una vispa bambina che vive con la nonna dopo la morte dei suoi genitori. Un giorno la nonna parte per un viaggio improvviso con il treno: è un po' in apprensione per dover abbandonare la bambina da sola e si fa promettere di comportarsi bene e di scrivere una lettera al giorno.

Al ritorno a casa Mimiko ha però una sorpresa: nel cortile ci sono due panda, il grosso Papanda e il figlio Pan, appena scappati dallo zoo e che erano stati attratti dal bosco di bambù sul retro della casetta.

La bambina, che non ha più il padre, decide quindi che il grosso Papanda diventi suo papà, in cambio lei diventerà la mamma del piccolo Pan. Da quel momento Mimiko si ritrova con una vera famiglia, che non si divide neppure quando i due panda ritornano allo zoo, visto che Papanda e Pan potranno tornare liberamente a trovarla.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Mimiko (ミミ子?)
voce originale: Kazuko Sugiyama (杉山佳寿子?) - voce italiana: Sabrina Bonfitto
Bambina molto vivace orfana dei genitori, che si trova a vivere da sola perché la nonna è partita per un viaggio. Dopo aver accolto in casa Papanda, un grosso panda e suo figlio Pan, vive con loro alcune avventure.
Papanda (パパンダ?)
voce originale: Kazuo Kumakura (熊倉一雄?) - voce italiana: Marco Balbi
Grosso panda, che con il figlio scappa dallo zoo e va a vivere con la piccola Mimiko, assumendo il ruolo di padre della bambina.
Pan (パン?)
voce originale: Yūko Maruyama (丸山裕子?) - voce italiana: Annalisa Longo
Cucciolo di panda figlio di Papanda, che diventa anche "figlio" di Mimiko.
Nonna
voce italiana: Caterina Rochira
All'inizio della storia parte col treno, non senza qualche preoccupazione, per recarsi alla "commemorazione del nonno". Si fa promettere da Mimico di scriverle ogni giorno e la bambina per tutta la storia terrà fede alla promessa raccontandole tutte le avventure che vivrà con i suoi nuovi amici.

Critica[modifica | modifica sorgente]

I panda di questo film sono considerati i precursori degli strani animali presenti ne Il mio vicino Totoro,[2][3] mentre i capelli rossi di Mimiko sono visti come il prototipo di Mei, la sorella minore di Satsuki, sempre in Totoro. Mimiko in alcuni tratti sembra avere anche delle somiglianze con Pippi Calzelunghe.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dynit presenta: PANDA! GO PANDA!, Dynit, 10 settembre 2012. URL consultato il 9 ottobre 2012.
  2. ^ Story: Panda Kopanda, Nausicaa.net. URL consultato il 21 marzo 2008.
  3. ^ Panda! Go Panda, DVD Times, 31 luglio 2001. URL consultato il 21 marzo 2008.
  4. ^ In un articolo pubblicato sul numero 2 della rivista Mangazine (Maggio 1991) viene avanzato il sospetto che tale somiglianza non sia casuale: nel 1971 Miyazaki lavorò ad una serie animata su Pippi, mai portata a termine perché Astrid Lindgren si rifiutò di concedere i diritti del romanzo alla Tokyo Movie. Miyazaki avrebbe poi basato l'aspetto grafico di Mimiko sul character design sviluppato per la serie mai realizzata di Nagagutsushita no Pippi.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]